Negli ultimi anni Israele è stato così concentrato a combattere le minacce esterne che si è completamente dimenticato di combattere le altrettanto pericolose minacce interne.

È quanto spiega oggi Avigdor Kahalani, ex Ministro della sicurezza pubblica, con un durissimo editoriale pubblicato su Yedioth Ahronot nel quale usando una metafora scrive che “all’interno della nostra stessa casa, criminali e terroristi domestici hanno cercato di strapparci il tappeto da sotto i piedi, rubare i mobili e, per così dire, staccare la corrente”.

Poi denuncia che “gran parte del Negev non è più sotto il controllo israeliano. Viaggiare nelle aree più meridionali di Israele è un’impresa pericolosa, che richiede il trasporto di un’arma per la propria sicurezza”, una denuncia pesantissima e molto grave ma che purtroppo corrisponde a verità.

Poi continua scrivendo che “anche l’industria agricola nel sud viene distrutta da elementi criminali che rubano regolarmente i raccolti e picchiano gli agricoltori per ottenere denaro per la protezione”.

Poi la denuncia di Avigdor Kahalani diventa durissima quando scrive che “le nostre prigioni, nel frattempo, sono diventate collegi per terroristi, mentre i nostri stessi agenti hanno troppa paura dello scontro a causa di potenziali problemi legali che potrebbero emergere”.

Infine ricorda che lo scorso anno durante la guerra con Hamas nei villaggi misti gli arabi hanno bruciato le auto dei loro stessi vicini ebrei e che mentre sventolavano la bandiera di Hamas bruciavano quella di Israele. Arabi cittadini israeliani che in questo momento hanno addirittura una propria rappresentanza al Governo del Paese.

Beh, gli arabi israeliani alla guida del Paese lo scorso 19 maggio hanno organizzato una manifestazione a Uhm Al- Fahm, villaggio arabo israeliano nel cuore di Israele dove gli abitanti arabi hanno sventolato le bandiere di Hamas e urlato slogan contro Israele.

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Fermo immagine della manifestazione nel villaggio di Uhm Al- Fahm

La denuncia dell’ex Ministro per la sicurezza pubblica è davvero durissima perché non arriva da uno qualsiasi ma da chi di sicurezza se ne intende. E secondo Avigdor Kahalani gli israeliani, specialmente dove la presenza dia arabi è molto alta, non si sentono al sicuro.

E aggiungo una considerazione personale: per rimanere al Governo questa coalizione sta accettando ogni compromesso che le viene imposto dagli arabi, proprio in un momento in cui la sicurezza interna è più a rischio di quella esterna.

Israele sta diventando un Paese per terroristi e criminali, un Paese nelle mani degli arabi che ricattano il governo su qualsiasi cosa.

Israele invece avrebbe bisogno di un solido piano di difesa interna che non sia sotto scacco da parte degli arabi, che permetta a IDF e polizia di poter intervenire senza la paura di finire sotto indagine, un piano del quale ce ne sarebbe un bisogno immediato anche a costo di far cadere questo ormai inutile governo.