Prima di tutto, Putin ha un diverso concetto di sanzioni economiche rispetto a noi occidentali. Quelle che per noi sono devastanti sanzioni economiche per lui sono un temporaneo intoppo ai suoi piani espansionistici per i quali ha speso miliardi di dollari al fine di modernizzare e potenziare il suo apparato militare. Al più le sanzioni le pagheranno altri.

In secondo luogo, Putin ha capito più di tutti che non nessuno lo avrebbe ostacolato militarmente nella sua conquista dell’Ucraina, meno che meno la NATO o l’America. Il leader russo ha capito che l’America oltre ad essere stanca delle guerre è concentrata unicamente sulla Cina.

Ed è proprio la Cina ora che dovrebbe preoccupare. Perché la sfrontata azione che ha fatto Putin con l’Ucraina dimostra in maniera plastica come l’occidente non sia in grado di ostacolare le azioni armate delle grandi teocrazie nucleari.

A Pechino potrebbero pensare che una azione del genere si potrebbe fare anche su Taiwan perché l’occidente e in particolare l’America, abbaiano molto ma mordo poco o niente.

I cinesi stanno guardando con molta attenzione quello che succede in Ucraina, vogliono capire fino a dove possono arrivare su Taiwan e, per il momento, tutto fa pensare che possono andare fine in fondo, anche se gli Americani effettivamente usano metodi e toni diversi rispetto a quelli usati verso la Russia.

Asse Russia – Cina

Peggio ancora gli analisti occidentali dovrebbero temere una alleanza militare tra Cina e Russia. Al momento nulla fa pensare che questo possa essere imminente. Per ora c’è una “cooperazione” solo a livello economico con Pechino che ha firmato un accordo per il gas con Mosca per un totale di 117 miliardi di dollari.

Ma Pechino e Mosca hanno un nemico comune che si chiama America, non si infastidiscono nei rispettivi “cortili”, non si fanno scrupoli sui Diritti Umani e quindi non si rompono le scatole reciprocamente nemmeno su quel versante. Neppure economicamente si disturbano. Ci sono quindi tutte le condizioni per diventare anche “amici d’armi”.

Questo secondo me è il rischio più grave che corriamo lasciando fare a Putin quello che sta facendo in Ucraina. Non solo quello di mostrare tutta la nostra debolezza, ma anche di spingere la Russia in un abbraccio mortale con la Cina.