Negli ultimi giorni si è sparsa la voce che Israele avrebbe riconosciuto come buoni i numeri sulle vittime a Gaza distribuiti da Hamas (denominato anche “Ministero della salute di Gaza”). Ne hanno parlato quasi tutti i TG italiani dando per certo che Gerusalemme avrebbe ammesso che a Gaza sono morte 70.000 persone.
Ora, a parte la tempistica sempre perfetta di Hamas il quale, cosciente che guardando cosa succedeva in Iran il mondo si rendeva conto di cos’era un vero genocidio, con cadaveri visibili e soprattutto veri, ha distribuito la notizia che il conteggio finale delle vittime a Gaza era di 71.000 lasciando a Haaretz, un giornale arabo distribuito in ebraico e in inglese che in Israele non se lo fila nessuno ma che da noi viene dato per “autorevole”, il compito di rilanciare la notizia che anche il governo israeliano ammetteva che il numero era esatto.
Nell’articolo di Haaretz non si citano le fonti del governo israeliano che avrebbero fatto questa ammissione, che infatti non ci sono, ma in un altro articolo si citano genericamente le Forze di difesa israeliane (IDF) senza dare nessun dettaglio.
Noi abbiamo cercato una dichiarazione dell’IDF dove si affermasse quanto riportato da Haaretz e non l’abbiamo trovata. Abbiamo quindi chiesto direttamente all’ufficio stampa dell’IDF che ci ha confermato di non aver mai fatto dichiarazioni che confermassero i numeri distribuita da Hamas.
Nel suo articolo Haaretz scrive che il Ministero della salute di Gaza è “altamente affidabile” e da per certo che Israele riconosca i suoi numeri per il semplice fatto che non li abbia mai contestati. Scrive addirittura che “il dibattito sulla credibilità del ministero si svolge quasi esclusivamente sui social media e sui principali media israeliani. Ogni singolo governo, organizzazione no-profit e studioso che si occupa di Gaza accetta i dati del ministero e li considera altamente affidabili”.
Bene, Haaretz scrive che i numeri distribuita da Hamas si basano “su un rapporto nel quale il Ministero della Salute di Gaza ha pubblicato non solo il bilancio complessivo delle vittime, ma ha compilato anche un elenco dettagliato della maggior parte dei morti, compresi i loro nomi completi, i nomi dei loro padri e nonni, le date di nascita e i numeri di identificazione”.
Tutto molto professionale quindi. Chi non crederebbe ad un rapporto dell’affidabilissimo Ministero della salute di Gaza? Infatti, i media italiani e qualche media internazionale di quelli super schierati, ne hanno dato subito contezza prendendo tutto per buono.
Bene, cosa manca a questo racconto? Cosa manca che in un territorio di poche centinaia di Kmq e con tutta la tecnologia a disposizione nel 2026 non potrebbe mai sfuggire o essere oscurato? Mancano i cadaveri. Non ci sono testimonianze visive, foto, video o quant’altro posso dimostrare un numero così importante di vittime. Che non spariscono nel nulla o, come afferma qualcuno, non si sono polverizzate grazie a una sorta di tecnologia israeliana che fa evaporare i cadaveri (maledetto Mossad).
In Iran i 35.000 morti li hanno visti tutti. Le strade, i parcheggi, le palestre universitarie, gli obitori ne erano pieni. Ci sono foto, video, testimonianze attendibili del massacro perpetrato dai Pasdaran e dalle loro truppe di tagliagola iracheni e siriani. A Gaza non si è visto niente. Eppure 71.000 morti sono il doppio di quelli iraniani. Video o foto che non siano generati con l’AI che mostri tutti questi morti, ce ne sono? Perché generare fake se ci sono tutti questi cadaveri?
La verità è che l’unico vero genocidio visto a Gaza è quello dell’informazione. Centinaia di migliaia di giornalisti o semplici fruitori dei social letteralmente ipnotizzati dalle notizie diffuse da Hamas. Notizie mai verificate, mai contestate, mai analizzate. E adesso Haaretz, il “giornale autorevole” si inventa pure l’ammissione da parte dell’IDF del “genocidio”. Roba da matti.
