Adesso tutti i putinisti travestiti da pacivendoli, i detrattori di Volodymyr Zelensky, quelli che l’Ucraina si doveva arrendere, che bisognava trattare con Vladimir Putin (cioè bisognava arrendersi) saranno contenti, o almeno saranno zittiti. Zelensky il passo verso la pace lo ha fatto.

«L’Ucraina è disposta ad accettare un accordo di pace di compromesso con la Russia se le forze di Mosca si ritirassero sulle posizioni del 23 febbraio». In soldoni, Zelensky rinuncia alla Crimea e ad una parte del Donbass.

Era quello che i putinisti volevano come ripiego dopo che l’attacco del loro ero a Kiev e a tutta l’Ucraina era miseramente fallito.

Probabilmente è anche l’unica via d’uscita per Putin al fine di non ammettere una pesantissima sconfitta militare costata decine di migliaia di morti e miliardi di dollari, una sconfitta che in Russia potrebbe voler dire finire al camposanto.

Adesso però tocca al killer di Mosca fare un passo verso Zelensky. Cosa non scontata perché secondo me ancora Putin non ha perso la speranza di prendersi Odessa e di congiungere la Crimea con la Transnistria.

Putin deve rivedere tutti i suoi piani iniziali e li deve rivedere in maniera sostanziale accontentandosi degli avanzi. In sostanza deve accontentarsi di quello che aveva prima dell’invasione dell’Ucraina.

Un paese distrutto, decine di migliaia di soldati russi e ucraini morti, migliaia di mezzi corazzati distrutti, una (forse due) navi affondate, centinaia di crimini di guerra, il tutto per tornare al 23 febbraio. Per Putin è una sconfitta pesantissima che non so se accetterà.

Però adesso i putinisti devono tacere. Adesso i pacivendoli, gli essere più spregevoli sulla terra perché fascisti travestiti da pacifisti, devono pretendere da Putin un passo verso Zelensky, verso la pace, altrimenti tutto quello che hanno blaterato fino ad oggi era solo propaganda. Altrimenti è meglio che evitino talk show e comparsate varie. Io con ci credo ma staremo a vedere.

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