BDS: la verità su un movimento di odio verso Israele

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Da oggi Rights Reporter aderisce all’appello lanciato da diversi editori per l’inizio di una “campagna verità” che sveli cosa è veramente il movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, in inglese, Boycott, Divestment and Sanctions against Israel), cioè un movimento che punta dritto a minare l’esistenza di Israele e non, come vogliono far credere, alla tutela dei Diritti dei palestinesi. In questo primo articolo analizzeremo i fattori principali che caratterizzano questo oscuro movimento per poi passare, nelle prossime settimane, a smascherare le vere intenzioni del BDS e le tante menzogne da esso diffuse.

I vertici del movimento BDS

Ai vertici del movimento BDS ci sono due signori, Omar Barghouti e Ali Abunimah, ai quali si uniscono importanti nomi della cosiddetta “sinistra ebraica” che, detto francamente, di sinistra hanno ben poco mentre hanno moltissimo di sinistro. Parliamo di personaggi come Ilan Pappe, Gideon Levy, Amira Hass, dell’americano Peter Beinart e tanti altri.

La ideologia del movimento BDS

Per capire bene il movimento BDS occorre prima di tutto capire come la pensano i suoi leader e fondatori. «L’idea dei due Stati è stata inaccettabile sin dall’inizio» ha detto di recente Omar Barghouti parlando in un campus americano aggiungendo poi che «la fine del controllo israeliano sulla Cisgiordania è solo il primo passo sulla strada dello smantellamento di Israele». Come si vede, quindi, il vero obbiettivo dichiarato del movimento BDS non sono i Diritti dei palestinesi, come vogliono far credere, ma è lo smantellamento dello Stato di Israele. Questo occorre spiegarlo bene a coloro che, magari in perfetta buona fede, credono alla campagna di menzogne messa in piedi dal BDS e finiscono per scivolare verso la deriva antisemita. Un caso su tutti è particolarmente emblematico dei veri obbiettivi del movimento BDS, un caso che dimostra come dei Palestinesi a questa gente non importi nulla, quello dello stabilimento della Sodastream situato nella cittadina cisgiordana di Mishor Adumim dove lavoravano centinaia di palestinesi. Ebbene, a causa del boicottaggio portato avanti dal movimento BDS e contestato dagli stessi palestinesi, quella fabbrica è stata costretta a trasferirsi altrove lasciando senza lavoro centinaia di palestinesi e senza pane centinaia di famiglie palestinesi. Eppure il movimento BDS l’ha venduta come una grande vittoria infischiandosene altamente di quegli stessi palestinesi che dice di voler difendere. Negli ultimi mesi sono migliaia i lavoratori palestinesi che lavoravano in aziende israeliane che hanno perso il lavoro a causa del BDS.

“Ci sono due peccati originali, il primo è radicato nella nascita di Israele, il secondo nella esistenza stessa di Israele”. Ilan Pappe

La teoria del complotto giudaico

La teoria, tutta nazista, secondo la quale la cosiddetta “lobby ebraica” controllerebbe tutto il mondo non è nuova. Hitler la usò per giustificare lo sterminio di oltre sei milioni di ebrei. Il movimento BDS l’ha fatta sua a piene mani tanto che importanti personaggi del movimento di boicottaggio contro Israele, come il cantante dei Pink Floid e portavoce del BDS, Roger Water, è arrivato a sostenere che «la lobby ebraica controlla tutto, persino Hollywood». E’ la solita bugia già usata da Hitler per dare il via all’olocausto, ma una bugia ripetuta tante volte diventa verità e sono in tanti a credere a questa bugia.

Chi finanzia il movimento BDS?

Secondo una recente ricerca condotta dal Prof. Ofira Seliktar che sta per essere pubblicata, a finanziare il movimento BDS con decine di milioni di dollari sarebbe principalmente il Qatar seguito a ruota dall’Arabia Saudita. I regimi del Golfo finanziano anche diverse università americane in prima linea nella guerra a Israele affiliate al movimento di boicottaggio di Israele, come la Georgetown University che ha ricevuto decine di milioni di dollari dal miliardario saudita Al-Walid bin Talal. Una mole di finanziamenti come quella che riceve il movimento BDS non è minimamente paragonabile a una semplice campagna per la tutela dei Diritti dei palestinesi, è chiaramente qualcosa che punta molto più in alto, cioè all’annientamento di Israele.

Come detto, da oggi Rights Reporter aderirà alla “campagna verità” volta a smascherare questo vero e proprio movimento di odio che mira a distruggere l’unica democrazia in Medio Oriente, Israele. Un movimento che non si cura minimamente delle tante crisi mediorientali quali quella generata dal ISIS, dei problemi in Siria, in Iraq, in Iran, in Sudan ecc. ecc. né tantomeno si cura dei Diritti dei palestinesi. Ecco, se dovessimo fare una sintesi di questo movimento potremmo dire che “usano il cavallo di Troia dei Diritti dei palestinesi per minare alla base l’esistenza di Israele”. Il nazismo del terzo millennio.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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