Congo: scoppiata la pace, ma adesso servono riforme

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Finalmente arriva la pace in Repubblica Democratica del Congo e sembra che questa volta si faccia sul serio. Giovedì scorso i ribelli del gruppo M23 e il Governo della RD Congo hanno firmato a Nairobi, in Kenya, un trattato di pace che mette fine ad anni di sanguinosa guerra nel nord-est del Congo.

Secondo il trattato il gruppo M23 si trasformerà in un partito politico legittimo e molti dei suoi combattenti verranno integrati nell’esercito regolare. Il Governo del Congo nega che si tratti di una amnistia ma il concetto è molto simile. In cambio il gruppo M23 ha ottenuto dal Governo congolese un impegno scritto in merito alla redistribuzione delle ricchezze.

L’Onu ha accolto con molta soddisfazione l’accordo di Nairobi ma al Palazzo di Vetro sanno benissimo che un accordo con l’M23 non significa che le violenze nel nord-est del Congo finiranno del tutto in quanto sono molti i piccoli gruppi ribelli fuori controllo. Per questo hanno deciso di dotare la forza di pace dell’Onu di aerei drone non armati che sorvoleranno costantemente le aree di Kivu Nord e Sud al fine di fornire alle forze Onu sul terreno un continuo monitoraggio e di permettere loro di individuare in tempo reale eventuali attacchi a villaggi periferici.

Ora però si deve andare oltre il trattato di pace e procedere con la nazionalizzazione delle miniere di oro, diamanti e coltan ancora in mano a gruppi ribelli. Questo per due motivi: il primo per tenere fede all’impegno di redistribuire le ricchezze derivanti dallo sfruttamento delle materie prime, il secondo (più importante) per eliminare qualsiasi forma di guadagno ai gruppi ribelli e togliere dalla schiavitù migliaia di giovani congolesi costretti a lavorare praticamente gratis nelle miniere.

Infine il Governo del Congo dovrebbe premere sull’Onu affinché si introduca al più presto un sistema di certificazione della provenienza del Coltan che metta fine una volta per tutte al mercato nero del “coltan insanguinato” e ponga nelle mani del Governo l’intero settore minerario.

Francamente questa volta siamo molto fiduciosi che la pace possa veramente scoppiare nella Repubblica Democratica del Congo, ma adesso sono necessarie riforme e leggi che evitino una volta per tutte che in futuro altre guerre possano scoppiare a causa delle risorse e del loro sfruttamento.

Claudia Colombo

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