Corea del Nord: si gioca con il fuoco. E adesso aspettiamo l’Iran

La notte scorsa è arrivata la notizia che la Corea del Nord ha effettuato il suo quinto test nucleare che ha prodotto una esplosione stimata intorno ai 10 Kilotoni e ha provocato un terremoto di magnitudo 5,3. Ma la vera notizia, bruttissima per il mondo libero, è che i vertici nord-coreani hanno annunciato che con questo ultimo test la Corea del Nord è in grado di installare un ordigno atomico in un missile balistico.

Su questo gli esperti non si sbilanciano ma è più che verosimile che la Corea del Nord non menta riguarda alla possibilità di miniaturizzare un ordigno atomico e quindi alla acquisita potenzialità di poterlo montare su un missile intercontinentale, il che renderebbe il regime di Pyongyang estremamente pericoloso per tutto il mondo libero.

La politica della burla

Eppure da come il mondo libero ha condotto la sua politica nei confronti della Corea del Nord sembra che sin qui i nord-coreani abbiano scherzato, come se fosse tutta una gigantesca burla. Non vogliamo dare le colpe di tutto questo solo a Obama, anche se il Presidente americano ci ha messo del suo, qui le colpe sono di tutte le grandi potenze mondiali che prima hanno sottovalutato il rischio rappresentato dalla Corea del Nord, e poi hanno creduto di poter trattare con Pyongyang come se fosse una controparte attendibile lasciando che la Corea del Nord prendesse il tempo necessario a implementare un programma nucleare in grado di diventare una minaccia globale. Lo stesso identico errore che si sta facendo con l’Iran.

Se i dati diffusi dalla Corea del Nord sul test nucleare di oggi venissero confermati (anche solo in parte) ci troveremmo davvero di fronte a un pericolo globale di grandissime dimensioni e la cosa dovrebbe far riflettere chi, tra le grandi potenze, ha perorato la bontà dell’accordo sul nucleare con l’Iran, perché si stanno facendo gli stessi identici errori fatti con Pyongyang, si sta percorrendo la stessa suicida strada.

E non sono solo gli stretti contatti tra la Corea del Nord e l’Iran a dircelo, non è solo lo scambio di informazioni tra i tecnici nucleari nord-coreani e i loro colleghi iraniani, è il comportamento altamente sospetto degli iraniani in particolare nel sito di Fordo dove hanno schierato i modernissimi missile S-300 per la difesa della centrale nucleare che teoricamente dovrebbe essere solo un centro di ricerca. Non vorremmo che con l’Iran ci si comportasse come con la Corea del Nord e ci si ritrovasse tra qualche mese a commentare allarmati il primo test nucleare iraniano.

Scritto da Antonio M. Suarez

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