Cyberguerra contro Israele: botta e risposta di attacchi tra hacker israeliani e anti-israeliani

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Se una volta si facevano solo le cronache di guerre sul campo oggi che le guerre si combattono anche nel cyberspazio ci troviamo a fare la cronaca di una battaglia a colpi di siti web hackerati tra hacker israeliani e hacker antisemiti avvenuta nelle ultime ore.

Pochi giorni fa è arrivata la minaccia da parte del gruppo di Anonymous di “cancellare Israele da internet” con una serie di attacchi ai siti web israeliani che sarebbe dovuta avvenire in un giorno significativo, la giornata della memoria dell’olocausto, cioè oggi 7 aprile. Per tutta risposta alcuni hacker israeliani hanno attaccato il sito di coordinamento di Anonymous e altri siti web riconducibili all’estremismo islamico.

Ma facciamo la cronaca di questa battaglia cibernetica ancora in corso. Nelle ore scorse alcuni hacker israeliani sono entrati nella pagina di coordinamento degli attacchi contro Israele, cioè Oplsrael. Un hacker israeliano che si fa chiamare “EhIsR” ha inserito alcune frasi come “Israel became a nation in 1312 BCE, 2,000 years before the rise of Islam” (Israele è diventata una nazione nel 1312 AC, 2000 anni prima della nascita dell’islam). Poi ha inserito una videointervista a Wafa Sultan, un siriano critico dell’islam. Dopo di che gli hacker israeliani hanno preso di mira alcuni siti web pakistani dove hanno defacciato le homepage inserendo fotografie di soldati israeliani con la bandiera di Israele. Altre azioni simili sono avvenute su alcuni siti antisemiti.

Di contro gli hacker di Anonymous attraverso la loro pagina Twitter aperta per l’occasione (#Oplsrael) hanno annunciato di aver compiuto un attacco contro diversi siti web israeliani producendone una lista. Poi hanno annunciato che avrebbero attaccato i siti web della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il sito web delle Forze di Difesa israeliane, e altro ancora. Nelle ore scorse hanno già attaccato (con poco successo) il sito web del Ministero della Pubblica Istruzione. Sullo stesso account Twitter gli hacker di Anonymous avevano scritto in precedenza un messaggio inviato al Governo Israeliano nel quale si poteva leggere “Per il governo di Israele: Benvenuti al FreePalestine Hackintifada #”.

Nir Gaist, CTO e fondatore della società di sicurezza informatica Nyotron, in una intervista al Jerusalem Post ha detto di non ritenere che l’attacco di Anonymous sia una questione di sicurezza nazionale per Israele, tuttavia ha invitato gli utenti israeliani e filo-israeliani a rafforzare le password dei propri account su Facebook e su Twitter, a non aprire link sospetti e a non scaricare mail sospette.

La scesa in campo del gruppo Anonymouse a fianco dei palestinesi ha convinto le autorità israeliane a mettere questo gruppo di hacker nella lista dei gruppi ostili a Israele e a paragonarli a un gruppo terrorista, il che comporta da parte della intelligence israeliana una “particolare attenzione” verso i componenti di questo gruppo.

Sarah F.

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