Federica Mogherini in ginocchio dagli Ayatollah. Cecità o malafede?

Parlare di lotta al terrorismo con gli Ayatollah iraniani è come parlare di inferno con il diavolo. E’ quello che ha fatto ieri Federica Mogherini in visita ufficiale in Iran quando ha detto che Unione Europea e Iran hanno deciso di tenere un canale aperto per parlare di “lotta al terrorismo, Diritti Umani, cooperazione energetica e questioni regionali”.

“Abbiamo concordato di tenere colloqui ad alto livello tra Iran e Unione Europea su questioni diverse tra cui la cooperazione energetica, la lotta al terrorismo, i Diritti Umani, e diverse questioni regionali” Federica Mogherini.

Federica Mogherini è arrivata a Teheran tutta bardata come si conviene a una donna che si presenta agli Ayatollah e ha incontrato il Presidente iraniano, Hassan Rouhani, e il Ministro degli esteri, Mohammad Javad Zarif, con i quali ha discusso di cooperazione economica tra UE e Iran, in particolare delle possibilità economiche che si aprono per l’Europa dopo l’accordo sul nucleare iraniano. La cosa ci può anche stare dato che le grandi potenze mondiali hanno svenduto la sicurezza globale e in particolare quella di Israele per un po’ di affari con gli Ayatollah. Quello che invece è inconcepibile è che si parli di lotta al terrorismo con uno dei più grandi finanziatori dei gruppi terroristici che operano in tutto il mondo, qual’è in effetti il regime iraniano. E cosa dire dell’accenno ai Diritti Umani quando il regime iraniano è uno dei peggiori violatori dei Diritti al mondo? E’ come parlare di inferno con Satana e chiedere di essere buoni ai suoi diavoli.

“La cooperazione regionale e internazionale con l’Iran è molto importante per noi” Federica Mogherini.

La politica della Mogherini nei confronti dell’Iran è apparsa ancora più chiara in un editoriale scritto per l’inglese The Guardian nel quale il capo della diplomazia europea si lancia in una serie di considerazioni totalmente al di fuori della realtà iraniana. La Mogherini vede giovani iraniani gioire per la fine delle sanzioni quando invece sono scesi in piazza per chiedere maggiore democrazia e la liberazione dei leader del Movimento Verde. La Mogherini vede nell’iran una speranza contro l’ISIS senza vedere il sostegno al terrorismo fornito dagli Ayatollah, un terrorismo per nulla dissimile a quello dello Stato Islamico. E’ un po’ come se, invertendo i fattori, la Mogherini fosse andata a parlare con Abu Bakr Al Baghdadi per discutere su come arginare l’espansionismo iraniano e ci avesse parlato anche di affari. Non capiamo se Federica Mogherini lo fa per cecità oppure è deliberatamente pro-Ayatollah. A giudicare da quello che scriveva tempo fa sul suo blog parlando dei missili che Hezbollah sparava su Israele propendiamo per la seconda:

“dal territorio libanese partono dei razzi dimostrativi, artigianali – non sono lanciati per colpire davvero, ma solo per segnalare la (r)esistenza in vita – ma pur sempre razzi” dal blog di Federica Mogherini.

Chissà se anche nel caso dell’Iran la Mogherini è convinta che i razzi che Teheran vende a Hezbollah sono “dimostrativi”, roba che non verrà lanciata per uccidere. E chissà se pensa la stessa cosa dei missili balistici iraniani che possono portare testate chimiche e atomiche, missili che possono raggiungere anche l’Europa oltre che a rappresentare un pericolo esistenziale per Israele.

Di una cosa siamo però sicuri: molte volte ci siamo lamentati di Catherine Ashton come Alto Rappresentante della politica estera della UE, ma con Federica Mogherini siamo passati dalla padella alla brace.

Scritto da Maurizia De Groot Vos

© 2015, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata