Grillo anticostituzionale. E il M5S perde i pezzi

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Si è dimesso dal M5S il marsalese Mario Ragusa. La ragione la spiega lui stesso con una lettera che non lascia adito a dubbi e che dovrebbe far riflettere molto attentamente sulla reale democrazia interna al M5S e sul totale disprezzo della Costituzione da parte di Beppe Grillo.

La lettera di Mario Ragusa la riprendiamo dal sito Marsala.it che la pubblica per intero. Questa di seguito la parte più significativa:

«A seguito delle polemiche sorte dopo la votazione del Presidente del Senato – scrive Ragusa –  votato anche da alcuni Senatori del Movimento a cui rivolgo il mio personale plauso e dopo breve riflessione ho deciso di abbandonare il Movimento 5 Stelle . Mi è troppo difficile giustificare imposizioni che infrangono l’articolo  67 della nostra Costituzione (gli eletti del M5S non sono liberi di votare secondo coscienza ) . E mi viene ancora più difficile se, per giustificare tale atteggiamento, si tira in ballo ” il rispetto del regolamento M5S”. Se una regola è contro la Costituzione allora in ITALIA è inapplicabile. Non possiamo chiedere a tutti il rispetto della legge e poi infischiarcene della regola fondamentale che ha retto questa nazione».

A Grillo e ai grillini probabilmente non fregherà niente delle dimissioni di Mario Ragusa, anzi probabilmente verrà etichettato come “traditore”. Ma il segnale è importante perché evidenzia che all’interno del movimento i grillini della prima ora più consapevoli iniziano a vederci poco chiaro nelle imposizioni dall’alto del due Grillo/Casaleggio. La cosa è aggravata dal fatto che Grillo si rimangia sia le sue stesse parole, come evidenziato dal comunicato politico n. 45 del 11 agosto 2011 dove il comico diceva che “ogni eletto si impegnerà a interagire quotidianamente attraverso la Rete per informare i cittadini e interagire con gli iscritti al M5S. La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito” che quanto scritto nel suo statuto (quello ufficiale) dove parla apertamente di nessun vincolo di mandato, chiaro riferimento all’art.67 della Costituzione. Insomma, dov’è finita la democrazia dal basso?

Bianca B.

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