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Dopo la serie di attentati contro civili israeliani fomentati da Abu Mazen ieri sera anche Hamas ha fatto sentire la sua (r)esistenza (come direbbe la Mogherini) lanciando un missile dalla Striscia di Gaza che ha colpito un asilo nido di Sderot. Vista l’ora non c’erano bambini nella scuola materna ma il segnale mandato da Hamas è chiaro.

Immediata la risposta israeliana. Nella notte l’aviazione con la Stella di David ha attaccato obiettivi terroristici nella Striscia di Gaza colpendo quattro siti appartenenti ad Hamas e alla Jihad Islamica, due a Gaza e due nella città di Beit Lahiya, a nord della Striscia di Gaza. Non vengono segnalate vittime.

Il Premier Netanyahu ha annunciato ieri sera che il Gabinetto di sicurezza si riunirà questa mattina alle 10 per discutere le misure da approntare per combattere la nuova ondata di violenza palestinese. Si parla di tagliare i fondi alla ANP e di altre misure dirette a chi fomenta la violenza. Il Ministro dell’Istruzione, Naftali Bennett, ieri sera ha presentato il suo piano in 10 punti per far fronte alla violenza contro i cittadini israeliani:

  1. arresto delle famiglie dei terroristi ed eventuale espulsione da Israele nel caso risiedano nello Stato ebraico
  2. demolizione immediata di tutte le abitazioni illegali palestinesi per le quali l’ordine di demolizione è stato già approvato ma non eseguito
  3. imporre il coprifuoco totale sui paesi o villaggi di provenienza dei terroristi
  4. oscurare Facebook e le connessioni 3G in tutta la zona di Hevron. Facebook in particolare viene usato come mezzo per l’incitamento alla violenza
  5. fare in modo di evitare e addirittura punire il trasferimento di fondi da parte della ANP alle famiglie dei terroristi
  6. ri-arrestare tutti i terroristi liberati in occasione della operazione per la liberazione di Gilad Shalit
  7. riprendere le attività militari nelle aree A e B
  8. costruzione di due quartieri ebraici a Kiryat Arba
  9. mini operazione “scudo difensivo” nella zona di Hebron
  10. fermare tutto il traffico palestinese sulla Highway 60

La maggioranza dei cittadini israeliani è favorevole a misure difensive ed eventualmente offensive (preventive) molto più incisive e per questo in molti ritengono che la risposta di Netanyahu non sia adeguata. Polemiche a tal riguardo sono scoppiate sui social israeliani dove molti cittadini chiedono al Governo una risposta molto ferma e dura alla nuova ondata di violenza.

Scritto da Sarah F.

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4 Comments

  1. Benedetto sia Naftalina Bennet se riuscirà a far passare queste nuove misure nei confronti della Autorità palestinese , ricordatevi il pugno di ferro di Ariel Sharon che il signore lo,possa tenere Benedetto in eterno …… sono,profondamente deluso da Bibi, quanti innocenti israeliani devono morire trucidati da questi barbari sanguinari palestinesi, e aggiungo pure, colpire i trasferimenti di denaro sia di Abu Mazen e del figlio verso i conti correnti,personali in Francia in Svizzera e in Lussemburgo, conti zeppi di milioni di euro sottratti allo stesso popolo palestinese, sarebbe ora che Israele e il suo governo intervengano in modo duro e netto nei confronti di chi arma il terrorismo palestinese, non serviva Arafat e non serve Abu Mazen il corrotto, che lo facciano fuori e che sorga una nuova leadership palestinese più democratica disponibile a fare la pace e compromessi con Israele, evitare di ricevere la Mogherini che se ne stia a Roma a grattarsi le parti intime ho passare le,sue giornate con i più catto-comunisti anti Israeliani suoi amici e compari di merenda .

  2. gianni centola

    Pienamente d’accordo con te Joi, forse dovrebbero lasciare mano libera a
    qualche generale magari un po’ pazzo che radesse al suolo l’intero villaggio di provenienza del terrorista, fare un numero di morti adeguato
    alla gravissima e insostituibile perdita di una ragazzina di 13 anni, anche
    se la morte di una persona anziana non vale certamente meno,e far pesa
    re sull’europa finanziatrice dell’abominevole Abu mazen,la colpa della
    reazione israeliana che dopo 70 anni di questa storia ne ha le palle piene.
    Trovo giustissima l’idea di considerare l’ebete Mogherini ,persona non
    grata in quanto palesemente antisemita, e vietarle l’ingresso in Israele.
    Fino a che non si dara’un segnale forte,dubito che le cose possano cambi
    are,in una europa cosi’ spudoratamente schierata contro Israele.Capisco
    che e’ facile da qui, dare consigli,anche perche’ credo che il governo israeliano abbia i suoi buoni motivi, per non mettere subito in pratica questi dieci punti di Bennet, che dovrebbero essere la base per i nuovi
    rapporti con palestinesi e eurabici. W ISRAELE…..sempre

    • Rights Reporter

      Nota di servizio per Gianni Centola. Si ricordi sempre di controllare il suo indirizzo mail altrimenti i commenti le vanno in moderazione

  3. Laura(Matanah)

    Una risposta deve essere data, senza radere nessun villaggio al suolo. Israele è un Paese Democratico che arresta i terroristi, non trucida le famiglie.
    Mi sembra che le proposte sul tavolo siano già abbastanza dure
    Impedire che alle famiglie dei terroristi arrivino i soldi sarebbe una gran cosa. C’è gente che li merita assai di più, che soffre davvero e non si fa i pomeriggi in piscina lamentandosi che israele ruba l’acqua
    Si potrebbe radere al suolo le ville dei capi di Hamas e dell’ANP, TUTTE
    Costringerli a rubare di più alla gente, sempre di più, finchè le persone per bene si stufino e rimedino
    Il silenzio dei moderati permette il terrore?
    Facciamo in modo che i moderati si incazzino davvero con chi li tiene sotto il tallone

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