Ma come possiamo pensare di vivere in pace con i musulmani?

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I musulmani si ammazzano tra di loro da secoli, lo fanno per una disputa sulla eredità religiosa e politica di Maometto per la quale si sono divisi in due correnti, quella sciita e quella sunnita. Non sono scaramucce ma una vera e propria guerra che nei secoli ha provocato decine di migliaia di morti e che negli ultimi anni si è evoluta in quello che vediamo in tutto il Medio Oriente e in particolare in Siria e in Iraq, cioè in una carneficina.

Ora, se sunniti e sciiti si odiano e si combattono da tempo immemorabile pur avendo lo stesso Dio (Allah), lo stesso profeta (Maometto) e le stesse leggi religiose (la Sharia) come possiamo pensare che cristiani ed ebrei possano vivere in pace con i musulmani ben sapendo che se si massacrano tra di loro per una sciocchezza non esisteranno un attimo, appena ne avranno la forza, di passare al massacro sistematico degli infedeli?

Io francamente li capisco poco gli inviti alla convivenza e all’accoglienza che si ripeto i questi giorni di festa, sono parole ipocrite specialmente quando in Siria i musulmani si stanno massacrando pur avendo lo stesso Dio, lo stesso profeta e la stessa legge. Cosa gli impedirà di portare quel massacro anche nelle nostre città quando avranno regolato i conti tra di loro? Hanno già iniziato e ne abbiamo diversi esempi di quello che possono fare, a partire dall’11 settembre troppo in fretta relegato alla memoria storica per finire a Berlino passando per Parigi, Nizza e tanti altri posti in tutto il mondo.

Ma davvero qualcuno pensa di poter convivere pacificamente con chi mette le leggi religiose davanti alle leggi dello Stato e al Diritto? Ma davvero qualcuno si illude che i musulmani si possano integrare e diventare come noi che mettiamo il Diritto sopra a tutto, compresa la religione? Avanti, non è possibile che qualcuno lo pensi veramente. Eppure i musulmani non nascondo affatto quali sono le loro intenzioni. Lo dicono apertamente che vogliono unificare il mondo sotto il vessillo dell’islam con qualsiasi mezzo. E non possiamo certo dire che non ci stiano provando. I corpi di Berlino sono ancora caldi.

Un esempio di quello che sto dicendo lo possiamo trovare in Israele che a dispetto di quello che sostengono i tanti denigratori dello Stato Ebraico è uno dei Paesi dove i musulmani sono maggiormente integrati nonostante il loro odio viscerale verso gli ebrei. Ebbene, i rappresentati arabi alla Knesset che dovrebbero difendere il loro Stato, cioè Israele, preferiscono attaccarlo, preferiscono difendere i terroristi e gioiscono quando uccidono inermi cittadini ebrei. Lo fanno perché non concepiscono uno Stato democratico di Diritto dove la legge dello Stato e i Diritti vengono prima delle leggi religiose. In Israele ci provano a convivere con i musulmani ma è una battaglia persa in partenza perché loro pretendono di imporre le loro leggi religiose a dispetto di quelle dello Stato.

E allora tutti i musulmani sono uguali, non esiste un islam moderato? Secondo me alla fine un islam moderato non esiste, esiste un islam più prudente e furbo che cerca di insinuarsi sfruttando le nostre debolezze e le nostre democrazie, ma lo scopo finale è sempre quello. Provate a chiedere a un musulmano “moderato” di rinnegare la Sharia a favore delle leggi dello Stato e dei Diritti Umani che predicano uguaglianza di genere, religiosa e che impongono un determinato comportamento che va contro la Sharia e vedete cosa vi risponde. Non lo farà mai, statene certi.

E allora, davvero c’è qualcuno che pensa di poter convivere pacificamente con coloro che stanno attuando il più grande massacro dalla fine della seconda guerra mondiale a causa di una disputa religiosa che va avanti da secoli? Davvero c’è qualcuno che vuole portare i musulmani in Parlamento e dentro le istituzioni pur vedendo quello che gli arabi israeliani stanno facendo alla Knesset? Scusate tanto, accusatemi di islamofobia e di razzismo, ringhiate contro l’evidenza dei fatti, ma nessuno mi potrà convincere che la convivenza pacifica con i musulmani sia possibile senza la rinuncia alle nostre libertà e alle nostre democrazie.

Di Gabor H. Friedman

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