Rohani ammette la Shoah ma ne contesta subdolamente i numeri e Israele

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In una intervista rilasciata a Christiane Amanpour sulla CNN il nuovo Presidente iraniano, Hassan Rohani, ammette implicitamente l’olocausto ebraico perpetrato dai nazisti, ma lo fa in maniera subdola perché nel farlo insinua i dubbi sui numeri della Shoah e allo stesso tempo delegittima la nascita dello Stato di Israele.

Ma andiamo con calma. Cosa ha detto Rohani alla Amanpour da scatenare tutti i media occidentali in una corsa all’elogio più sfrenato? In sostanza Rohani ha detto che «qualsiasi crimine contro l’umanità, tra cui quello commesso dai nazisti contro gli ebrei, è riprovevole e condannabile». Tuttavia, e di questo i media non parlano, ha anche detto che «quando si tratta di parlare dei numeri della Shoah spetta agli storici stabilire quali siano»  e che comunque «occorrerebbe aprire un riflessione su questo argomento». In sostanza, pur ammettendo la Shoah ne contesta i numeri. E non si ferma qui perché, secondo quanto riporta la Reuters ma non il sito della CNN, Rohani avrebbe criticato la nascita dello Stato Ebraico di Israele affermando che «il fatto che i nazisti abbiano commesso crimini contro un gruppo (gli ebrei n.d.r.) non significa che essi debbano usurpare la terra di un altro gruppo (i palestinesi n.d.r.)».

Furbo Hassan Rohani, si fa bello di fronte al mondo contraddicendo le ignobili e vomitevoli affermazioni negazioniste del suo predecessore, Mahmoud Ahmadinejad, ma allo stesso tempo insinua dubbi sui numeri accertati della Shoah e soprattutto delegittima apertamente la nascita di Israele. Solo che i media non fanno caso a questi due particolari e preferiscono annunciare in modo roboante che Hassan Rohani non è un negazionista sorvolando allegramente sul suo revisionismo. Che schifo di media abbiamo…..

Sharon Levi

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