Turchia, censurato internet. E adesso cosa ne pensano la Bonino e la Ashton?

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E c’è ancora chi, come Emma Bonino e Catherine Ashton, vorrebbero far entrare la Turchia in Europa. L’ultima trovata del califfo Erdogan l’ha approvata ieri il Parlamento turco, una legge liberticida che in sostanza censura internet.

Secondo questa legge, il cui disegno è stato approvato ieri dal Parlamento turco, le comunicazioni via internet verranno poste sotto il controllo diretto dello Stato. Quindi da ora in poi le autorità turche potranno bloccare in via del tutto preventiva qualsiasi sito web che ritengano “pericoloso” per la sicurezza della Turchia, quei siti cioè che, a insindacabile giudizio del Governo turco, diffondono notizie “calunniose” o “non veritiere” sulla Turchia. Non sono esclusi dalla legge nemmeno i provider turchi che da oggi saranno costretti a fornire informazioni sia sui siti da loro ospitati che sugli utenti che, sempre a insindacabile giudizio delle autorità turche, pubblicano post o commenti offensivi verso la Turchia e il suo Governo.

Alcuni cittadini turchi sentiti da media occidentali hanno reagito duramente a questo ennesimo giro di vite sulla libertà di espressione in Turchia. «Prima quello che non potevamo dire apertamente lo dicevamo su internet, coperti dall’anonimato, adesso non possiamo fare più nemmeno questo» dice un signore di mezza età a Euronews. Un altro dice che «questa legge danneggia la reputazione della Turchia e la fa passare come uno Stato oppressivo».

In effetti la Turchia di Erdogan è tutto fuorché uno Stato laico e liberale. Da mesi ormai si assiste a una vera e propria escalation autoritaria rivolta in special modo al mondo della informazione. Ma arrivare a censurare internet è davvero un salto di qualità che l’Europa e i sostenitori di un ingresso della Turchia nella UE non possono far finta di non vedere.

Carlotta Visentin

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