Secondo la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati (inclusa Gerusalemme Est e Israele) nominata da quella manica di mascalzoni del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU (Human Rights Council, HRC), per intenderci lo stesso che ha nominato Francesca Albanese, Israele avrebbe commesso genocidio in quanto avrebbe violato quattro dei cinque atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza delineati nella Convenzione sul genocidio.
OK, prima di andare a vedere nel dettaglio cosa dice la convenzione sul genocidio e perché le affermazioni di questa fantomatica “commissione” sono del tutto fuorvianti ed espresse in malafede, vediamo chi è Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU.
Il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU (Human Rights Council, HRC) con sede a Ginevra, è così affidabile che è stato presieduto dall’Arabia Saudita, dall’Iran, dalla Cina e ha persino messo i sauditi nella commissione che si occupa dello status della donna. Tra i suoi membri ci sono i maggiori violatori dei Diritti Umani del mondo.
Per far capire bene di che razza di mascalzoni stiamo parlando e per fare un esempio molto esplicito, dalla sua nascita, nel 2006, ha emesso ben 108 risoluzioni contro Israele, zero risoluzioni contro l’Arabia Saudita. Contro l’Iran ha adottato ben dodici risoluzioni di richiamo.
Capito di chi stiamo parlando? Bene, adesso andiamo a vedere perché secondo gli “esperti” della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Israele avrebbe commesso genocidio.
La Convenzione sul genocidio afferma che se uno Stato commette uno qualsiasi dei seguenti cinque atti con l’intenzione di distruggere “in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”, allora ha commesso un genocidio:
- “Uccidere i membri del gruppo”
- “Causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo”
- “Sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocarne la distruzione fisica totale o parziale”
- “Imporre misure volte a prevenire le nascite all’interno del gruppo” o
- “Trasferire forzatamente i bambini di un gruppo a un altro gruppo”
Secondo la commissione tra il 7 ottobre 2023 e il 31 luglio 2025, Israele ha commesso quattro dei cinque atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza delineati nella Convenzione sul genocidio.
Questi sono: uccidere, causare gravi danni fisici o mentali, infliggere deliberatamente condizioni volte a provocare la distruzione fisica e impedire le nascite. La Commissione ha affermato di non aver trovato prove di trasferimento forzato di bambini (ma ci staranno sicuramente lavorando).
1. Uccidere: beh, è una guerra e nelle guerre purtroppo può succedere di uccidere specialmente se il nemico non porta divise confondendosi tra la popolazione, si fa scudo dei civili ecc. ecc. Si pensi solo alla difficoltà di portare avanti una guerra urbana nella zona con la più alta densità abitativa del mondo
2. Causare gravi danni fisici o mentali: una guerra che dura da anni crea immancabilmente gravi danni fisici o mentali. Se si prendesse per buono questo parametro nel mondo ci sarebbero centinaia di genocidi
3. Infliggere deliberatamente condizioni volte a provocare la distruzione fisica: se avvisare la popolazione prima di un bombardamento o di un attacco spingendola a mettersi in salvo in zone sicure significa infliggere condizioni volte e provocare la distruzione fisica del gruppo, beh allora al HRC hanno problemi con le definizioni. O forse hanno scambiato l’IDF con Hamas
4. impedire le nascite: quella di impedire le nascite da parte di Israele è una novità anche per quei mascalzoni del HRC, glielo avranno consigliato quelli di Hamas, loro sono sempre creativi.
Ora torniamo per un attimo al Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU. Secondo quanto ho appreso gente come Francesca Albanese e credo gli stessi membri di questa fantomatica commissione formata da tre garanzie di antisemitismo, Chris Sidoti, Navi Pillay e Miloon Kothari, lavorano gratis (più o meno) e non sono dipendenti dell’ONU. Le Nazioni Unite li nominano spesso a seguito di una loro auto-candidatura. Quindi hanno a tutti gli effetti la copertura dell’ONU pur non essendo suoi dipendenti ma “inviati speciali”. Questo da a loro un immenso potere, quello di parlare a nome delle Nazioni Unite. Quindi se Navi Pillay o Francesca Albanese dichiarano che domani il sole sorgerà a Ovest si dirà che “esperti dell’ONU hanno dichiarato che domani il sole sorgerà a Ovest”.
Facciamo un altro esempio. Francesca Albanese non è mai stata a Gaza, MAI. Eppure in qualità di “Relatrice Speciale per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati” emette giudizi su fatti che avvengono o avvenuti a Gaza. E quando lo fa i giornali e i media affermano che “l’ONU ha detto questo” o che “l’ONU ha detto quello”. Bel potere, non c’è dubbio.
Chi sono i tre relatori del rapporto sul genocidio
Navi Pillay, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha espresso posizioni critiche nei confronti delle politiche israeliane nei territori palestinesi occupati. In qualità di presidente della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite, ha dichiarato che Israele sta attuando un regime di apartheid nei confronti dei palestinesi. Ha sottolineato la sistematica discriminazione razziale, l’applicazione di leggi separate e la distruzione culturale a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Andrebbe ricordato alla Pillay che il 27% della popolazione di Israele è araba, rappresentata alla Knesset e senza alcuna discriminazione.
Chris Sidoti, avvocato australiano ed ex commissario per i diritti umani, ha espresso posizioni critiche nei confronti delle politiche israeliane nei territori palestinesi occupati. In qualità di membro della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite, ha dichiarato che l’esercito israeliano è tra i più criminali al mondo. Infatti è l’unico esercito che avvisa sempre prima di attaccare anche a costo di perdere l’effetto sorpresa e di mettere a rischio i suoi uomini
Miloon Kothari, architetto e attivista indiano, ha servito come Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto a un alloggio adeguato dal 2000 al 2008.
Kothari ha espresso opinioni critiche nei confronti delle politiche israeliane nei confronti dei palestinesi. In un’intervista del 2022, ha dichiarato che l’occupazione israeliana è stata illegale fin dall’inizio e ha messo in dubbio la legittimità di Israele come membro delle Nazioni Unite, accusando il governo israeliano di non rispettare i propri obblighi internazionali
Inoltre, Kothari ha affermato che l’uso del termine “apartheid” non è sufficiente per descrivere la situazione, suggerendo che la comunità internazionale dovrebbe considerare la sospensione di Israele dalle Nazioni Unite a causa delle sue azioni nei confronti dei palestinesi.


