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Alcune domande sugli affari ENI-GAZPROM

Il Premier italiano, Silvio Berlusconi, ha dichiarato che “lui non ha mai guadagnato niente dagli affari con la Russia” e che “ha sempre fatto gli interessi del Paese”, smentendo così le illazioni su presunti accordi privati tra lui e Putin. Ok, diamo per scontato che il Premier non abbia mai guadagnato niente dagli accordi con Putin, qualche dubbio però ce lo abbiamo sul fatto che abbia fatto veramente gli interessi del Paese.

Ci riferiamo in particolare agli accordi ENI-GAZPROM per la costruzione del gasdotto South Stream che di fatto ha affossato il progetto europeo del gasdotto Nabucco, rendendolo sostanzialmente inutile quando non dannoso. Passi che l’ENI faccia i propri affari e che nel gasdotto South Stream abbia visto una opportunità di guadagno che il Nabucco non gli dava, ma l’Italia cosa ci ha guadagnato da questo affare? Dov’è l’interesse nazionale citato dal Premier? OK, vediamo di trovare l’interesse per l’Italia o, al contrario, di vedere se affossando il Nabucco i primi a rimetterci sono proprio gli italiani e, con loro, gli europei.

Partiamo da una premessa, giusto per far capire a chi legge la complessa dinamica delle pipeline del gas. Il progetto South Stream, implementato da ENI e GAZPROM, permette di portare il gas russo in Europa saltando completamente l’Ucraina che tanti problemi ha dato negli anni scorsi (ricordate i rubinetti del gas chiusi per l’insolvenza dell’Ucraina con GAZPROM?). Quindi, tecnicamente parlando, il gasdotto South Stream è sicuramente utile. Tuttavia la stessa cosa si prefiggeva di fare il gasdotto Nabucco il quale avrebbe portato il gas russo in Europa attraverso la Turchia, la Grecia e fino a Vienna. In effetti quando parliamo di “gas russo” non usiamo un termine appropriato, dovremmo infatti parlare di “gas Kazako, Azero e Turkmeno” o al limite di “gas della GAZPROM”. Infatti il gas che la GAZPROM porta in Europa è in effetti quasi tutto estratto in Kazakhstan, in Azerbaijan e in Turkmenistan dove la GAZPROM lo acquista. Non che la Russia non abbia le sue riserve di gas, anzi, ne ha di sterminate, ma sono sotto i ghiacci del Mare del Nord e la spesa per l’estrazione sarebbe troppo alta. Per cui è molto meglio acquistare il gas da altri imponendo però il prezzo di acquisto in quanto monopolista (e la GAZPROM monopolista lo è senza dubbio). Il Nabucco poteva rompere questo monopolio in quanto avrebbe permesso ad altri (l’Europa per esempio) di acquistare il gas direttamente in Kazakhstan, in Azerbaijan e in Turkmenistan saltando completamente la GAZPROM e le sue pipeline.

E’ chiaro che il colosso energetico russo questo non lo poteva permettere, avrebbe avuto non solo la concorrenza nell’acquisto del gas ma avrebbe visto rompere anche il monopolio della distribuzione in Europa. Cosa fa allora? Cerca un partner per la costruzione del South Stream, cioè di un gasdotto che tarpi le ali al Nabucco. Solo che non ha bisogno di un partner qualsiasi che contribuisca alle spese, la GAZPROM ha le risorse economiche per fare qualsiasi cosa, anche un gasdotto costosissimo, no, ha bisogno di un partener strategico, un partner europeo che metta in difficoltà la costruzione del Nabucco. E qui entra in gioco l’ENI che vede nel South Stream una enorme possibilità di guadagno.

Tutto regolare, direte voi, rientra nell’ottica commerciale del profitto che ogni azienda ha il diritto di implementare. Verissimo, salvo per il fatto che improvvisamente l’Italia (intesa come Stato) decide di non aderire più al consorzio del Nabucco. Anche questa, direte voi, rientra nel novero delle scelte di politiche energetiche nazionali, l’Italia ha fatto una scelta che si differenzia da quelle europee. Vero anche questo, però…. c’è un però.

Se andiamo a vedere i pro e i contro dell’operazione South Stream e dell’operazione Nabucco possiamo trovare subito dei nei in quella implementata dall’ENI e dal Governo italiano. Innanzi tutto rimaniamo completamente dipendenti dal gas russo e quindi dalle bizze di GAZPROM e di ENI. Insomma, questi possono fare il prezzo che vogliono o, in casi estremi, chiudere i rubinetti. Detto in parole povere, l’Italia è sotto ricatto. E non è che si possa parlare di diversificazione dicendo che abbiamo anche le pipeline che arrivano dall’Algeria, non sarebbero sufficienti. Il secondo evidente neo è quello della differenziazione della politica italiana da quella europea. La scelta dell’Italia infatti taglia le gambe al progetto Nabucco. Costruire un gasdotto come il Nabucco, lungo 3.300 Km, costa infatti cifre da capogiro che potrebbero essere ammortizzate solo se l’acquisto di gas avvenisse a prezzi concorrenziali. Solo che a questo punto il consorzio che gestisce il Nabucco si troverebbe a competere con GAZPROM nell’acquisto di gas dagli Stati produttori, il che provocherebbe un innalzamento del prezzo con notevoli danni per gli utilizzatori finali (cioè noi) e per il consorzio di gestione del gasdotto. Ergo, non vale la pena costruirlo. In questo caso la scelta dell’ENI e del Governo italiano è stata fondamentale. Per cui, non solo l’Italia rimane succube della GAZPROM ma anche tutta l’Europa.

Bene, ora qualcuno potrebbe dire: cosa c’entra il Governo italiano con le scelte dell’ENI? C’entra, eccome se c’entra. Il Governo italiano ha fatto una scelta precisa, appoggiare il gasdotto South Stream invece del Nabucco, cioè ha coperto le spalle a ENI e a GAZPROM ben sapendo che poteva avere una alternativa economicamente più conveniente. La domanda è: perché lo ha fatto dato che non ci sono ritorni economici per il popolo italiano ma solo per l’ENI, per GAZPROM e per tutti quelli che ci girano introno? Chi sono quelli che girano intorno a GAZPROM e all’ENI?

Ecco, in un Paese democratico il premier dovrebbe rispondere a queste semplici domande e, se ci fosse una magistratura degna di questo nome, dovrebbe quantomeno aprire una indagine su questi quesiti, perché il punto è che, nonostante le smentite a voce (ben diverse delle smentite documentate), al momento nessuno può escludere che tra Putin e Berlusconi non ci sia un accordo privato per il controllo e l’egemonia della diffusione del gas in Europa. E in questo caso all’Italia non torna niente, anzi, ci ritroviamo ancora più dipendenti dalla GAZPROM di quanto non lo fossimo prima. Un’altra domanda da farsi è: chi controlla la politica energetica del nostro Paese? L’ENI (come sostengono gli alleati americani) o il Governo italiano? Anche in questo caso il Governo, se fossimo in un paese democratico, dovrebbe riferire in Parlamento e alla gente. Ma siamo veramente in un Paese democratico?

Roberto Delponte

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17 Comments

  1. va detto anche che in un paese normale con una opposizione normale o comunque degna almeno minimamente di questo nome, queste domande le avrebbero fatte nei luoghi deputati. Ma siccome l’opposizione in Italia è praticamente inesistente……………

  2. infatti hai ragione Paoletta. Se fossimo in un paese serio in Parlamento avrebbero fatto il diavolo a quattro. Ma forse gli interessi non sono solo per B. Vedrai che in questa faccenda sono in parecchi a mangiarci e allora meglio stare zitti.

  3. Egregio Sig. Roberto Delponte, troppa fretta nel scrivere l’articolo, ma l’evidente frenesia di andare contro Berlusconi e l’ENI, non le ha lasciato il tempo di informarsi meglio e con più avvedutezza.
    E’ evidente che l’astio che prova per l’accordo BERLUSCONI-ENI-GAZPROM è tale da offuscare anche la più minima ed infantile ricerca sulle differenze tecniche tra le due pipelines. Se tale accordo fosse stato fatto da Bersani-Eni-Gazprom, il tutto sarebbe stato salutato con baci ed abbracci sudati, tra nerboruti e puzzolenti compagni: il primo con nostalgiche e rosse lacrime, il secondo con una zampa in più per il suo cane, il terzo con meno rubli in saccoccia. (Provvigione per l’ex PCI di Cossuttiana memoria).
    Lei lo sa dove passa la pipeline Nabucco? Lo sa chi è entrato con il 10% e un’opzione di un altro 10% nel consorzio Nabucco? Si informi.
    E’ giusto quando dice che la Gazprom acquista il gas dal Kazakistan, Arzebaijan e Turkmenistan, ma non lo fa passare attraverso queste simpatiche repubbliche, lo fa passare sotto il Mar Nero e direttamente alla zona europea, evitando così rischi eccessivi quando si attraversano più paesi instabili. Piccolissima differenza tra South Stream e Nabucco, così piccola che pochi giornali di sinistra hanno visto, e lei logicamente l’ha copiata e incollata senza far funzionare il suo cervello.
    La pipeline Nabucco deve attraversare Turkmenistan, Kazakistan, va sotto il Mar Caspio, attraversa l’Azerbaigian, prende anche il gas dall’Iran (per ora poco, ma tanto in futuro…) Turchia. Le risorse economiche non sono poi sufficienti per portare a termine il progetto Nabucco, dove alcune imprese europee tipo OMV (Austria, si vedono anche in Italia i suoi distributori) RWE (Germania) non sono entusiaste della entrata in scena dell’Iran. L’Iran ha le maggiori riserve di gas al mondo dopo Russia e il Turkmenistan, non pochine!
    Ma la farsa esilarante del suo articolo, Sig. Dalponte, sta in diverse esposizioni tipo, la Gazprom acquista da altri e impone il prezzo: ma da che mondo è mondo il prezzo di vendita è sempre fatto dal venditore, e se è fuori mercato, si pomperà più gas dal nord Africa, o si acquisterà attraverso i rigassificatori. Altra perla: “Il Nabucco poteva rompere questo monopolio”, ma dove vive lei, in Zululandia? “ Acquistare direttamente da Kazakistan e Turkmenistan” (Iran compreso non se lo dimentichi), ma mio “caro” amico nessuno vende direttamente, è la pipeline Nabucco composta da più paesi “democratici” a vendere e che impone il prezzo come la pipeline South Stream. Mi sa che lei commercialmente non capisce niente, politicamente nulla, però è molto perspicace nel far intendere giri strani, interessi personali loschi conditi da strafalcioni informativi pericolosi.
    Altra chicca: “ Per cui, non solo l’Italia rimane succube della GAZPROM ma anche tutta l’Europa” Pazzesco! Se avesse detto che l’Italia sarebbe sotto scacco matto con il Nabucco e il gas iraniano, l’avrebbero licenziato in tronco, vero! Molto più semplice raccontare frottole, perché le frottole difficilmente vengono controllate quando di mezzo c’è Berlusconi.
    Altra chicca: “non ci sono ritorni economici per il popolo italiano ma solo per l’ENI, per GAZPROM e per tutti quelli che ci girano introno? Chi sono quelli che girano intorno a GAZPROM e all’ENI? Bellissima domanda, da segugio internazionale, ma che dico, mondiale! Ma come fa a stabilire se ci sono o non ci sono ritorni economici, lo fa solo per introdurre la falsità che dice dopo, che dovrà provare, su quelli che ci girano attorno. Chi sono?
    Altra chicca: “ci ritroviamo ancora più dipendenti dalla GAZPROM di quanto non lo fossimo prima.” Mai stati addicted della Gazprom, se lo inventa lei, casomai sarà una grossa opportunità per diversificare le forniture, ma questo per lei è una visione impossibile da mettere a fuoco per colpa di quel leggero velo rosso che le ricopre gli occhi.
    Dunque, troppa fretta, troppo odio, troppo poca informazione, troppa “sinistra” addicted.

  4. eccolo qua e ci ha lavorato tutto il pomeriggio, poverino (spero ben pagato dal suo padrone, il portavoce di Putin). Roberto Delponte ha fatto una ricostruzione precisa e non maliziosa della situazione. Lei sostiene (tra le righe) che il Nabucco passa per paesi “poco amichevoli” e la cosa potrebbe pure essere giusta, ma non mi dica che concedere il monopolio a Gazprom ed Eni non sia pericoloso. Parla di rigazzificatori, però non dice che i rigazzificatori non sono stati ancora costruiti (cosa che potrebbe benissimo escludere il famigerato programma nucleare del portavoce di Putin dato che ci darebbe la piena sufficienza in termini di energia a un prezzo pari alla metà di quanto ci costrebbe un programma nucleare). Come mai? Lei è malato, se lo faccia dire, malato di berlusconismo puro e non vede al di la del suo naso. Non solo, da del deficente a chi ha scritto questo ottimo articolo con una semplicità allarmante. Non mi meraviglia affatto, è tipico dei berluscones, dei talebani del portavoce di Putin. Si vergogni un attimo, lei è maleducato oltre ogni misura e francamente mi meraviglia sempre di più che le permettano di scrivire su questo sito. Almeno su altri siti le sue corbellerie le firma con nome e cognome, qui non fa nemmeno questo. E’ semplicemente disgustoso e capisco quello che qualche tempo fa l’avrebbe volentieri incontrato faccia a faccia. E’ una persona estremamente maleducata e inetta. Ripeto, una persona DISGUSTOSA e MALEDUCATA degna del portavoce di Putin. Spero vivamente che qualcuno nella dirigenza la metta alla berlina, concedere un dito a persone come lei è sapere che si perderà tutto il braccio. Un mentitore professionista come solo il portavoce di Putin sa essere.

  5. Marco Marco, tradisci la tua natura “sinistra” con la crassa ignoranza che la sbagliata cultura e informazione ti da. Arricchisci i tuoi orizzonti con nuove letture, informati prima di sparlare, sii modesto ed educato.
    Informati caro, informati…..
    Le tue parole potrebbero essere peggio delle azioni di Zacforever, purtroppo non le sai usare come vorrsti a dispetto del mancato assassino, ed allora cerca di migliorarti per assurgere a nuovo vendicatore di questo blog, su coraggio. Mi vorresti escluso da questo blog perchè le mie parole, corroborate da fatti e non da sogni, non sono di tuo gradimento? Bravo, molto bravo, sei però, purtroppo, il cattivo esempio di lettore e commentatore che questo blog non vorrebbe avere, almeno penso!

  6. P.S. “Caro” Marco, ho lavorato 37 anni per una “ditta” che costruito un rigassificatore ad un tiro di schioppo dal delta del Po. Un altro è in costruzione al largo delle coste Toscane. Informazione e cultura sono il tuo piede d’Achille, ma cosa vuoi, l’arroganza difficilmente va d’accordo con l’intelligenza.

  7. Egregio dido, la storia dei rigassificatori raccontata da Marco è in parte vera e se lei, come dice, è del settore, dovrebbe saperlo benissimo. In Italia vi sono sette rigassificatori a fronte di una necessità di almeno 15. E’ sbagliato però dare tutta la colpa della mancata costruzione di quelli mancanti al Governo attuale. Se non ricordo male doveva essere il Governo di sinistra ad arrivare almeno ai 12 rigassificatori necessari alle esigenze italiane.

    Ben diverso è il discorso delle relazioni tra Eni e Gazprom e tra Putin e Berlusconi. Premesso che fu un governo di sinistra ad aprire le porte alla Gazprom perché, come sostenne D’Alema, “non si poteva prescindere dalle forniture russe”, di certo oggi se ne potrebbe fare certamente a meno o quantomeno ridurle se si fosse sostenuto il gasdotto Nabucco. In effetti il South Stream non era affatto indispensabile per l’Italia ma lo era solo per la Russia. Ed è qui che a mio parere entra “l’amicizia” tra Putin e Berlusconi. Se il premier italiano avesse voluto fare veramente gli interessi italiani avrebbe sostenuto il Nabucco invece di affossarlo. Avremmo avuto una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti e sicuramente un prezzo migliore sul gas. Ha scelto di prediligere l’amicizia personale (e forse gli affari) al bene della nazione.

  8. Confesso di capirci poco di gasdotti, di rigassificatori e di problematiche energetiche. Confesso anche che l’amicizia con Putin del nostro Premier Berlusconi non mi piace affatto, quindi magari parto leggermente prevenuto anche se ignorante. Quello invece su cui potrei dire la mia è sui ventilati acquisti dall’Iran dell’assassino Ahmadinejad. Caro sig. Dido, se vogliamo dire che il Nabucco aveva dei costi proibitivi (anche se molto simili al South Stream) possiamo dirlo. Se vogliamo dire che sarebbe passato per buona parte in Turchia (il che fa poca differenza dal dipendere dalla Russia) possiamo dirlo, ma non inventiamoci la bufala degli acquisti di energia in Iran. L’Eni continua a fare affari con Teheran nonostante l’embargo. Come l’Eni ci sono altre aziende italiane che fanno affari direttamente o indirettamente con l’Iran. Non mi dica che pensa che in Finmeccanica non sappiano che certi giocattoli che vendono a Dubai finiscono poi a Teheran. Sono al momento 152 le aziende italiane che lavorano con Teheran (fonte ICE) senza curarsi dell’embargo o perché producono prodotti non embargati. Quindi la storia che sia stato scelto il South Stream in luogo del Nabucco perché una piccola pipeline finiva nel Kurdistan iraniano non tiene. Diciamo che nel computo del dare/avere Berlusconi ha ritenuto giusto foraggiare il South Stream e non credo che qualcuno sia in grado di dire se lo ha fatto anche (e sottolineo anche) per un tornaconto personale. Di certo per la prima volta l’Eni ha sottostato ad una direttiva di Governo e non il contrario come alcuni dicono e questo è certamente un fatto che depone a favore di Berlusconi. Tuttavia su una cosa sono d’accordo con Roberto, bisognerebbe fare chiarezza su certi rapporti al di la delle prese di posizione politiche e quindi di parte. Non dimentichiamo infatti che la Russia in Medio Oriente porta avanti una politica di contrapposizione (seppur velata in alcuni casi) a quella occidentale e israeliana. Questo non depone certo a favore dell’amicizia personale tra il premier e Putin. Non è d’accordo?

  9. Valerio, i rigassificatori sono come i polmoni per uno stato che non ha materie prime. 8, 10, 12, 15 rigassificatori, energia solare, destra e sinistra, verdi e non verdi, fino al “simpatico” e gioioso Vendola tutto serve, escluse le pale eoliche, per portare energia in Italia. Quindi siamo d’accordo, non siamo d’accordo invece quando tu sostieni la pipeline Nabucco contro la South Strem della Gazprom.
    Devi capire che la maggior parte degli stati europei Austria, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Ungheria ecc… non sono più entusiasti dei primi approcci avuti con la Nabucco, per la semplice ragione dei costi astronomici per la costruzione di questa lunghissima pipeline. Forse tu non hai ben chiaro da dove parte la Nabucco, perché la maggior parte delle foto sono grossolane e gli schizzi si fermano alla Turchia, mentre se vai a vedere c’è una leggerissima, e dico leggerissima e quasi insignificante deviazione in Iran. Ma dai, dirai scandalizzato, starai scherzando vero? Ma certo che scherzo, non vorrai che noi europei acquistassimo una parte di gas anche dal cordiale e un po’ assassino Mahmud Ahmadinejad?
    Purtroppo sei supponente quando dici che Berlusconi non fa gli interessi degli italiani e non sceglie la Nabucco, che certamente avrebbe fatto un prezzo migliore: ma chi lo dice, tu? E cosa ne sai della differenza dei prezzi tra il gas della South Stream e la Nabucco ? Non sei il solo che continua con questa bufala del prezzo inferiore, basta per favore!
    Adesso capisco dove sta la differenza di prezzo che gli italiani dovranno pagare in più dalla Gazprom, ma però non hai avuto il coraggio di dirlo con chiarezza come l’ha detto chiaramente l’autore frettoloso di questo articolo. Peccato, saresti stato più onesto con te stesso. Devo avvisarti che la provvigione (vedi che io sono al corrente della corruzione!) spettante al tuo caro amico Silvio, verrà elargita in beneficenza ai professori precari dell’università, dato che Bersani si è astenuto al momento del voto, per diminuire una parte dei finanziamenti ai partiti in favore dei precari dell’università. La classe non è H2O!
    Ma fare affari indirettamente con l’Iran è stato captato, sentito, subdorato, anche da quella parte dei paesi europei come affari poco sicuri sotto tutti i punti di vista.
    Da voi, no! Voi inteso come “sinistri” a tutti i costi.

  10. Allora, io ho cercato di essere più diplomatico possibile, ma evidentemente lei non lo ha capito e tira fuori i solti luoghi comuni (catto-progay-controlebelledonne-comunista è un abbassamento di stile davvero notevole). Allora mettiamo le carte in tavola. Secondo me (sottolineando il secondo me) l’accordo Putin Berlusconi ( e non ENI Gazprom) nasconde forti interessi personali. Lei dice che la cosa è comune a tuti i politici del mondo. Mi fa piacere che lei la pensi così. IO NO, e non perché non mi piace quello o quell’altro. Ma ognuno è libero di avere le proprie convinzioni. Quello in cui lei mente (sapendo di mentire se è vero che è un esperto) è sui costi del Nabucco in confronto a quelli di South Stream oltre che sulla supposta insicurezza del Nabucco e, per finire, sulla paura che gli iraniani chiudano i rubinetti. Ma andiamo con odine:
    costi del Nabucco (preventivati) 7,9 miliardi per 3.300 Km
    costi del Soth Stream (preventivati) 20 miliardi per 3.200 Km
    queste sono stime ufficiali alle quali può accedere ovunque. Quindi, sostenere che il Nabucco era molto più costoso del South Stream è una balla colossale(12, 1 miliardi di differenza) che dimostra che lei, sig. dido, non è affatto informato oppure fa spudoratamente disinformazione. E’ chiaro che passando il South Stream sotto il Mar caspio è più costoso, ma non diciamo balle colossali per favore.
    La seconda balla che lei dice (ben sapendo di dirla, sempre ammesso che lei sia un esperto) è quella relativa al gas iraniano e alla possibilità che Teheran chiuda i rubinetti. In realtà Teheran è ben lungi dall’estrarre il gas e quello che interessava a noi europei era avere accesso diretto al gas prodotto in Kazakhstan, in Azerbaijan e in Turkmenistan senza pagare le tangenti alla Gazprom e quindi alla Russia.
    Terza balla: la Turchia, per quanto possa essere invisa e ostile, rimane un Paese sostanzialmente più amico della Russia nei confronti dell’Europa. Quindi, preferirei di gran lunga dipendere da Ankara piuttosto che dalla mafiosa Russia di Putin.
    Infine l’ingenuità finale, quella secondo cui la Russia si è ricreduta sulle forniture a Siria e Iran. In primo luogo la Russia sta costruendo la più grande base navale del Mediterraneo a Tartus e sta per fornire alla Siria (in cambio dell’ospitalità) il sofisticato sistema di difesa aerea S-300PMU-2 oltre al sistema missilistico Iskander-E. Non solo, se il Mossad non avesse scoperto per tempo le manovre russe, a quest’ora Teheran avrebbe il sistema S-300 (cosa che comunque avrà con l’aiuto di Chavez e la consapevolezza di Putin).Lasciamo stare poi la fornitura a Teheran di barre di uranio arricchito per la centrale di Natanz e varia tecnologia. Mi sembra strano che un amico della Nirenstein come lei non sappia queste cose. Evidentemente il desiderio di difendere un premier ambiguo come Berlusconi le lascia sorvolare su queste cose (altro che mortadella sugli occhi).
    Ma comunque non ha alcuna importanza. Lei rimanga della sua idea, io rimarrò della mia e, mi creda, la politica proprio non c’entra proprio niente. Io per primo avevo creduto alle panzane di Berlusconi.

  11. Caro Franco, l’unica cosa certa e sicura al momento, altre cose non c’è dato sapere o al massimo fare delle supposizioni, è che i costi della lunghissima pipelane Nabucco sono enormemente superiori alla pipelane Gazprom South Stream, e non di poco superiori come affermato.
    Già questo dovrebbe essere sufficiente per far risparmiare dei soldini agli italiani, visto che sembra importante questo risparmio da parte vostra. Tralasciamo non solo i tempi lunghissimi e incerti per la realizzazione della Nabucco, ma la quasi totale mancanza di capitali per la realizzazione: cosa poco importante per voi, naturalmente!
    Io non ho detto che sia stata scelta la Gazprom perchè la Nabucco presenta rischi politici, ho solo fatto notare quanto pericolosa sia questa scelta, data la futura dipendenza da un gasdotto dove l’Iran potrebbe tagliare a sua volontà buona parte del gas. Questi dubbi e o certezze le hanno avute anche diverse aziende europee, che si stanno ricredendo sull’affare con la Nabucco. Ma sapete leggere quello che scrivo, o avete ancora gli occhi coperti di mortadella?
    Cosa importante che non viene mai detta, è che la UE è stata la prima a capire l’importanza di rifornire l’Europa di una quantità di gas sufficiente, e non Berlusconi. Se all’inizio la UE riteneva la Nabucco come prima fonte per il gas europeo, ha poi capito anche lei che dipendere da quattro repubbliche poco “serie”, Iran a parte, poteva portare a risultati disastrosi. Lo so che a voi Nevedev e Putin risultano indigesti, non per l’amicizia con Berlusconi, per carità non sia mai detta questa bestemmia, ma dovete farvene una ragione.
    Che poi il vostro carissimo premier Silvio abbia intavolato con l’ENI, una delle poche società a livello mondiale adatte per l’ingeenering di condotte petrolifere, e con la Russia accordi privilegiati, dovreste essere contentissimi, e andare per questo in piazza sabato 11 novembre con Bersani, Fini (invito speciale da parte di Bersani), e la Camusso ad applaudire Berlusconi. Ma come sempre quando l’Italia si fa promotrice di accordi internazionali, dove il lavoro italiano è sempre premiato per l’alta qualità, voi siete come avvoltoi affamati che calate dall’alto per sbranare e denigrare il lavoro degli operai italiani e dell’Italia.
    Non vi va bene l’accordo Berlusconi-Eni-Gazprom perché antidemocratico e fascista, volete l’accordo Bersani-ExxonMobil-Nabucco perché orientato più alla par condicio, volete l’accordo Vendola-BP-Iran perché gioioso e con il brivido? Decidetevi ma fate presto, perché il vostro continuo rimandare e discutere all’infinito senza concludere mai nulla, a tutt’oggi non vi ha portato da nessuna parte.
    Già sapevamo che il mondo era inospitale per i buoni e per i poveri di spirito, come anche per gli ingenui ed i grulli, ma introdurre le solite questioni di traffici internazionali proibiti che sempre ci saranno, senza escludere nessuno dall’ America, Russia, Italia, la perfida Albione, la Terra senza minareti, Francia, Germania, Zululandia ecc… per denigrare e sminuire quelle imprese italiane che producono ricchezza e lavoro con questo governo, beh è la solita manfrina catto-progay-controlebelledonne-comunista- che ormai sentiamo tutti i giorni. Lasciamo perdere l’argomento Russia- Medio Oriente-Israele perché è evidente che se la Russia aveva rifornito di tecnologia nucleare l’Iran e la Siria, ora si è ricreduta. Così vanno i rapporti di forze nel mondo, nessuno può scagliare la prima pietra, nemmeno il Vaticano, e se qualcuno vuol fare il moralista ed il pacifista con gli occhi ricoperti dalla solita trita e ritrita mortadella, prego si accomodi!

  12. P.S. Non so cosa ci sia stato l’11 novembre a Roma, certamente l’ennesima dimostrazione democratica pro libertà d’informazione e di stampa per “liberare” Feltri, ma di sicuro volevo scrivere 11 dicembre 2010, fra due giorni.

  13. Prima stupenda e rossa balla che lei vuol far passare per verità, che io non ho mai scritto, è che tutti i politici fanno i loro interessi personali.
    Mai scritto una cosa del genere, e se lo ha visto scritto è nella sua fantasia catto-progay-controlebelledonne-comunista. E sì, perché a questo punto ho la sensazione che questa è la sua normale inclinazione, visto che tra di voi è normale discriminare il “concorrente” con notizie false e tendenziose. E’ nel suo diritto pensare che l’accordo tra Gazprom e Eni sia solo una facciata per nascondere il vero scopo di Berlusconi: truffare gli italiani incamerando una cospicua entrata per poter pagare quei 700 milioni di euro chiesti dal giudice Mesiano per ripagare De Benedetti dei danni subiti. Ha visto quanto furbo è Silvietto?
    I costi ai quali si riferisce, specialmente sulla Nabucco, erano previsioni iniziali fatte dalla UE, ma se venissero fatte ora non so a quanto ammonterebbero. Lei certamente li saprà, come sapeva che il gas della Nabucco costava meno di quello della Gazprom…..
    Ma la cosa importante che voi ancora non capite è che non c’è più nessuno che appoggia la pipelane della Nabucco, non solo per motivi di sicurezza, insignificanti data la pericolosità del gas, ma anche e soprattutto per mancanza di finanziamenti certi e certificati.
    Sempre per parlare di paesi democratici attraversati dalle condutture del gas, si è dimenticato di far presente che c’è anche la Georgia, paese in bilico tra “democrazia” e lotta contro i ribelli ceceni aiutati da un’organizzazione parrocchiale di poco conto: Al Qaeda.
    Quando dicevo che ho lavorato per moltissimi anni con società del settore, era per dire che so come ragionano e come operano, conosco la loro politica commerciale, hanno uffici e sedi in tutto il mondo ma tra di loro non c’è nessuna affiatamento commerciale, hanno i piedi d’argilla e basta un nonnulla per far cadere tutto il castello d’orato, ma il tutto si ferma lì e mai ho lavorato sul campo montando e smontando tubi, e mai ho pagato tangenti a personaggi poco chiari, ho solo venduto i loro prodotti finiti. Se lei è a conoscenza che Berlusconi sia in combutta con il suo caro amico Putin, lo dica chiaramente in piazza sabato 11 dicembre con Bersani e gli altri catto-comunisti-dipietristi-controlebelledonne-sempreprogay, amici suoi.
    Quando o scritto che la Russia non fornirà più tecnologia nucleare all’Iran, cosa vuol dire? Che non sono a conoscenza che la Russia ha fornito barre di uranio all’Iran? Ma sa leggere quello che scrivo o ha sempre quella mortadella rancida e puzzolente sugli occhi?
    Cosa centra la Nirenstein e il desiderio di difendere il Berlusca! Lasci perdere la Nirenstein perché non siete degni nemmeno di una suo virgola. Siete voi con la vostra falsa e becera visione di un mondo bello e felice che state confondendo le semplici menti di quei “sinistri” che vi applaudono. L’autore di questo articolo è stato troppo facilone nell’esporre la sua convinzione che il tutto sia stato impostato per favorire l’enorme fame di soldi e popolarità del vostro Premier preferito. Voi siete quelli che continuano a difendere i palestinesi e gli abitanti di Gaza perché vessati dall’esercito israeliano. Non capite che fermare sine die i colloqui di “pace” da parte del furbo Pierferdy Abu Mazen, con la scusa degli insediamenti israeliani, è solo un pretesto per perdere tempo. Mai l’Olp, Hamas, e gli assassini Hezbollah foraggiati dall’Iran vorranno fare una pace con Israele. E’ solo una becera tattica per cercare di ragrannellare qualche territorio in più, e mai riconosceranno lo stato di Israele. Ma voi, sempre con le orecchie e con gli occhi ricoperti della solita trita e ritrita mortadella, per la solita causa buonista contornata dalla bandiera arcobaleno, vi scagliate contro Israele quando costruisce appartamenti a Gerusalemme est, e dite che è contro la pace, anziché capire che non solo a Gerusalemme est ma in tutta la Cisgiordania Israele dovrà costruire case e villaggi. Lasciamo ad Obama il sogno dei due stati, lasciamo a voi il sogno di un Israele a braccetto con Abu Mazen, mentre noi non sogniamo perché non siamo buoni, non siamo grulli, e soprattutto non stiamo dormendo.
    Per fortuna che lei rimane dall’altra parte, dalla parte di quelli che aspettano l’accordo con la Nabucco per la soluzione del riscaldamento condominiale o villetta nella quale abita, con un unico grosso problema: solo nel 2030 e se va bene, potrà girare il termostato della caldaia non prima, e nel frattempo la Nirenstein, assieme al caro Silvietto ed io ce ne staremo al calduccio.
    Sempre brutte compagnie e letture “sinistre”.

  14. dido dice – “Voi siete quelli che continuano a difendere i palestinesi e gli abitanti di Gaza perché vessati dall’esercito israeliano. Non capite che fermare sine die i colloqui di “pace” da parte del furbo Pierferdy Abu Mazen, con la scusa degli insediamenti israeliani, è solo un pretesto per perdere tempo. Mai l’Olp, Hamas, e gli assassini Hezbollah foraggiati dall’Iran vorranno fare una pace con Israele”

    adesso so per certo che lei fa uso di sostanze stupefacenti oppure è un mentitore incallito che cerca in tutti i modi di provocare e che non merita nemmeno una risposta

    dido dice ancora – “e se lo ha visto scritto è nella sua fantasia catto-progay-controlebelledonne-comunista. E sì, perché a questo punto ho la sensazione che questa è la sua normale inclinazione, visto che tra di voi è normale discriminare il “concorrente” con notizie false e tendenziose”
    qui tutti sono i benvenuti, di qualsiasi deologia e opinione, a condizione che mantengano un atteggiamento educato con gli altri. Lei questo non lo fa ed è troppo tempo che la sopporto.

    dido dice ancora – “Lasci perdere la Nirenstein perché non siete degni nemmeno di una suo virgola.”

    bene, se ne vada nel blog della Nirenstein. Tanto sembra che (esattamente come Fiamma) abbia capito tutto e non necessita di ulteriori delucidazioni

  15. posso capire la necessità di lasciare che altri esprimano la propria opinione anche discordante, ma questo dido ha francamente rotto i cosiddetti. La maleducazione non può e non deve essere tollerata. Siete fin troppo democratici. Non da piacere nemmeno commentare e sono convinto che in molti la pensano come me. E’ un troll come la Santanché. Blatera, blatera, offende e non da mai una risposta seria. Ma il colmo lo raggiunge quando vi accusa di “difendere i palestinesi” (che poi non ho capito proprio cosa c’entri nel contesto dell’articolo, ma va beh……è evidente l’imbarazzo), davvero il colmo. Lo ripeto, lasciate perdere

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