Middle East

Chiudere i conti con Hamas

A un certo punto bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno e di fare quello che va fatto. Ieri sera l’ennesimo missile è stato sparato dalla Striscia di Gaza verso il sud di Israele ma questo, chiaramente, per la stampa occidentale è solo un dettaglio, come lo è il fatto che Hamas abbia rapito tre ragazzi e che stia pianificando una vera e propria conquista armata della West Bank. Eppure per i buonisti occidentali se in Medio Oriente non si arriva alla pace la colpa è di Israele, degli insediamenti (poche case in pochi Kmq) e dei coloni.

Guardate bene il video che vi abbiamo postato, è quello che avviene ogni santo giorno in Israele, non è l’eccezione, non è un fatto straordinario, è la regola. E se poi giustamente arresti questi delinquenti ti ritrovi immerso nelle critiche perché, secondo alcuni, questi non sono delinquenti o terroristi, ma poveri “palestinelli” oppressi dai sionisti cattivoni. A un certo punto bisogna avere il coraggio di chiudere i conti con questa gente, non arrestarli e rilasciarli dopo pochi mesi, chiudere i conti significa renderli permanentemente inoffensivi.

Qualcuno della sinistra israeliana è talmente terrorizzato di questa eventualità che arriva a dire: “attenti, se si fa fuori Hamas il suo posto potrebbe essere preso da Al Qaeda come sta avvenendo in altre parti del mondo”. Questa è cecità, Al Qaeda e Hamas sono figli dello stesso grembo, usano le stesse tecniche, hanno lo stesso obbiettivo, sono egualmente assassini. Hamas è Al Qaeda. Anzi, più si aspetta più Hamas diventa Al Qaeda.

Se oggi il Governo israeliano non ha ancora chiuso i conti in maniera definitiva con Hamas è solo perché le pressioni internazionali affinché ciò non avvenga sono impressionanti. Obama è arrivato persino a legittimarli dandogli una sorta di ruolo politico nel nuovo Governo di Unità Palestinese. Ma Israele non può più stare dietro ai desiderata di Obama o della Ashton, lo ha fatto per troppo tempo e guardate a cosa ha portato questa politica di accondiscendenza. Per una volta Israele dovrebbe prendere esempio dall’Egitto che ha dato il via a una pulizia senza precedenti di questa gentaglia.

E a tutti coloro che oggi urlano la parola “pace” per il Medio Oriente, che si fermano a pregare sul muro difensivo alimentando (forse inconsapevolmente) altra violenza e altro odio perché con quel gesto danno ai terroristi il pretesto di agire, noi diciamo: apriteli voi gli occhi, guardate quel’è l’unico paese in Medio Oriente dove i cristiani possono vivere in pace e professare la propria fede, guardate cosa sta succedendo nelle altre parti del mondo dove l’estremismo islamico ha preso piede e fatevi un esame di coscienza. Il problema per la pace, l’ostacolo insormontabile che preclude qualsiasi accordo ha un nome preciso: Hamas. Solo chi è moralmente disonesto può negarlo.

E allora noi pensiamo che si sia tergiversato anche troppo sulla soluzione di questo problema. Hamas non si sconfigge con le parole, non si convince a cambiare registro con le buone. E’ un linguaggio che non capiscono. L’unico linguaggio che capiscono questi delinquenti è quello delle armi. E siccome ormai è palese che Hamas non può più restare a Gaza a fare quello che vuole, occorre agire di conseguenza. Il problema va risolto in fretta e in maniera definitiva.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

Tags

Related Articles

4 Comments

  1. Avete fatto bene a postare questo video.
    Se venisse messo su youtube sarebbe molti di più a vederlo o c’é qualche difficoltà?
    Alcune curiosità.
    Chi lo ha girato?
    Sembra che alla fine molti degli aggressori siano scappati.
    Stava forse intervenendo qualcuno?
    Perché non esiste o non viene mostrata con più frequenza una più copiosa documentazione di queste aggressioni?
    Credo che sarebbe utile, in quanto il disgusto per la violenza mostrata, di cui sono responsabili gli autori arabi, avrebbe sicuramente un impatto maggiore dei ragionamenti che si possono fare a bocce ferme.
    Ad ogni modo buon lavoro!

    1. YouTube lo usiamo poco perché anche se è più conosciuto la qualità dei video è decisamente inferiore. Comunque è anche su YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=au-7-jDqnu8) nel nostro canale ed è sul nostro sito web dedicato ai video (http://video.rightsreporter.org/il-vero-volto-dei-pacifici-palestinesi/). Il problema è che conoscere la verità su quanto accade non interessa a nessuno.

      Chi lo ha girato? Non lo sappiamo, ci è stato inviato, come non sappiamo se alla fine è intervenuto qualcuno. A noi sembra che quello che stia fuggendo sia un militare israeliano dopo essere stato violentemente pestato.
      Sul web c’è una corposa documentazione di queste aggressioni, solo che (come detto prima) rimane in una nicchia perché dire la verità rovina i piani dei pacivendoli che effettivamente su internet sono molto più bravi.

  2. La sinistra israeliana, pacivendola e allucinata, da decenni svende sempre le stesse balle, che con Oslo sono diventate un mantra;
    1) Se, dopo che gli abbiamo dato territori, osano attaccarci, li facciamo fuori perché poi avremo ragione moralmente di farlo! (S’è visto!)
    2) Se non facciamo concessioni all’OLP crescerà Hamas (cresciuto al contrario moltissimo proprio dopo Oslo!), adesso diventato se non facciamo concessioni a Hamas crescerà Al Qaida… È la mentalità alla Chamberlain che domina gli allucinati della sinistra israeliana, gli osloidi, secondo i quali si può venire a patti con nazisti, comunisti, islamisti, et similia.
    I pacifinti e pacivendoli non imparano dalla storia, perché pensano, come dice Peres, che dalla storia non ci sia niente da imparare

    1. Evidentemente i pacivendoli israeliani hanno una storia personale che li ha portati ad una nevrosi caratterizzata da senso di colpa compulsivo.
      Non possono fare a meno di sentirsi in colpa e sprecano tutte le loro energie nel controllo di questa sindrome.
      O forse più semplicemente non si sentono all’altezza del compito e sperano di farla franca senza impegnarsi nell’auto difesa.
      Nella necessaria lotta per la vita esiste sempre una percentuale di inetti.
      Un moralista parlerebbe a questo proposito di accidia.
      Mi domando da dove derivi la loro sindrome della colpa e della bassa autostima:
      una volta si diceva infatti che queste sindromi derivassero da una educazione troppo autoritaria oppure troppo poco.
      Quello che é certo é che sono dei pessimi consiglieri anche di se stessi.
      Andrebbero possibilmente messi da parte e non certo ascoltati.
      Sicuramente sono molto infelici e vocati al fallimento personale, se non vengono salvati dagli altri.
      D’altro canto dappertutto ci sono molti inetti.
      Bisogna imparare a conviverci.

Close