Complici di Hamas 

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Franco Londei - Editor

Giusto per essere chiari, le manifestazioni viste nei giorni scorsi sono state bellissime, una grande dimostrazione di democrazia a dispetto di chi afferma che in Italia vi sia una specie di democratura.

Detto questo, le manifestazioni viste nei giorni scorsi sono state un vero e proprio inno ad Hamas. Dalla frase «dal fiume al mare la Palestina sarà libera» che presuppone la cancellazione di Israele come da Statuto di Hamas, fino a glorificare il 7 ottobre come un “atto di resistenza”.  

All’inizio ho scritto sui social che nelle manifestazioni c’era un grande assente: Hamas, in quanto non veniva mai menzionato come responsabile del massacro e della vasta distruzione di Gaza. In realtà non avevo capito che invece Hamas c’era, eccome se c’era. Hamas c’era in ogni centimetro delle chilometriche sfilate. Hamas era in ogni cartello, in ogni inno alla distruzione di Israele, in ogni applauso alle deliranti affermazioni degli sciacalli di turno.  

Non è un caso che i portavoce di Hamas abbiano ringraziato sia gli organizzatori delle manifestazioni che quelli i quali hanno organizzato quella provocazione che è stata la cosiddetta “flotilla per Gaza”, che infatti dietro aveva uomini legati a doppia mandata al gruppo terrorista palestinese.  

Non c’è niente che mi accomuna a Gianluigi Paragone, ma ieri sera su Rete 4 ha detto una cosa giustissima: i quattro parlamentari rientrati in Italia per primi dovevano restare in Israele fino alla liberazione di tutti gli italiani. Ma erano così impazienti di sciacallare su quei poveracci di Gaza e di fare le loro conferenze stampa, che gli altri italiani se li sono proprio dimenticati.  

Ecco, il comportamento di questi quattro vigliacchi rispecchia pienamente il pensiero e gli obiettivi di chi ha organizzato le manifestazioni pro-flotilla di questi giorni. Pro-flotilla, non pro-palestinesi. Al limite pro-Hamas.  

Se quello che le autorità israeliane hanno detto corrisponde a verità, e non ho motivi per dubitarne, nelle stive delle barche non c’era niente. Giusto qualche preservativo perché la sicurezza è una cosa importante. Quindi, o si erano mangiato tutto nella traversata, oppure questa buffonata era solo una provocazione che aveva come obiettivo non quello di accendere un faro su Gaza quanto piuttosto di sciacallare su Gaza. Per di più favorendo Hamas, cioè il vero e unico responsabile delle sofferenze palestinesi.  

Complici di Hamas, non so quanto inconsapevolmente. Complici della strage di civili, di chi li ha usati come scudi umani e il 7 ottobre 2023 ha dato il via a tutto questo.  

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo