Cosa sappiamo veramente sulle responsabilità cinesi sul Coronavirus? Ha ragione Trump quando accusa la Cina di aver prodotto il virus in laboratorio? Serve a niente oggi accusare la Cina?

La maggior parte degli scienziati mondiali ritiene che sia molto improbabile che il COVID-19 sia il frutto di una ricerca da laboratorio.

Secondo uno studio di febbraio del National Institutes of Health, l’istituzione sanitaria numero uno degli Usa, «l’analisi genetica del Coronavirus smentisce le fantasiose ipotesi di una fabbricazione in laboratorio. Il Covid-19 è di origine animale e, semmai, l’interrogativo è capire quale sia stata la specie che l’ha fatto transitare dai pipistrelli all’uomo».

Quindi lasciamo perdere le inutili e dannose teorie complottiste sul fatto che il Coronavirus sia una sorta di arma biologica sfuggita di mano, le responsabilità cinesi sono ben altre e non meno pesanti.

Per esempio, ai cinesi andrebbe imputato il fatto di aver nascosto la gravità dell’epidemia per troppo tempo. Come dimostrano diversi studi, bastava agire tre settimane prima per ridurre la pandemia del 95%. Questo è il fatto più grave di tutti.

Alla Cina si può imputare il fatto che ancora oggi non sia chiara sugli effetti reali dell’epidemia di Coronavirus che ha colpito le province cinesi e che ha messo sistematicamente a tacere tutti coloro che denunciavano la pericolosità globale del virus.

Il sospetto è che così facendo possa aver potuto procedere a un “lockdown compartimentato” che di fatto le ha permesso di non chiudere mai realmente e così di avere un beneficio economico e concorrenziale rispetto agli altri paesi che invece hanno ordinato un reale lockdown totale. La Cina non si è mai fermata.

Ed è qui che entra in ballo il colpevole ritardo nell’avvisare il mondo sulla pericolosità del Coronavirus. Che il regime cinese lo abbia fatto deliberatamente è un fatto pressoché accertato, quello che rimane da capire e se lo abbia fatto per ragioni meramente economiche, cioè se una volta capita la gravità della situazione non abbia anche fatto un ragionamento meramente e crudelmente economico, oppure se l’oggettivo vantaggio economico di ritorno a favore di Pechino altro non sia che il frutto di una serie di casualità.

Nel primo caso la Cina avrebbe chiaramente commesso un crimine contro l’Umanità e per questo andrebbe perseguita. Nel secondo caso invece tutto sarebbe stemperato.

Conoscendo la spietatezza cinese quando si parla di affari, non escluderei affatto che, una volta capito di aver perso il controllo della situazione, a Pechino non abbiano fatto il ragionamento del “tanto peggio, tanto meglio” e che in maniera davvero criminale abbiano deciso che “almeno ci si poteva guadagnare”.

Questa è l’unica vera imputazione che si può fare oggi alla Cina, l’unico vero motivo per il quale si può mettere sotto accusa Pechino. Si lascino perdere le teorie del complotto, inutili e dannose alla causa di chi vuol giustamente portare la Cina sul banco degli imputati.