Donald John Trump: anatomia di un imbecille

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Franco Londei - Editor

Imbecille, dire che Donald Trump è un imbecille farebbe pensare a un modo poco fantasioso di definire il Presidente degli Stati Uniti. E sarebbe vero se la parola «imbecille» venisse usata come comunemente avviene, cioè come epiteto per persone che dimostrano «scarsa intelligenza, sciocchezza o mancanza di buon senso».

Ma se andiamo a prendere l’etimologia del termine scopriamo definizioni più adatte. La parola imbecille Deriva dal latino imbecillis (o imbecillus), che significa letteralmente “debole” o “privo di forza”, sia fisica che mentale. Alcuni studiosi ne fanno risalire l’origine alla locuzione in-baculum (senza bastone), indicando una persona fragile che ha bisogno di un supporto per camminare.

Mentre tutto il mondo considera Donald Trump un bullo, un prepotente, personalmente credo che sia piuttosto un imbecille, nel senso etimologico della parola, cioè uno in realtà privo di attributi (senza bastone), sostanzialmente un vigliacco che fa il prepotente con chi non può reagire o fatica a farlo per varie ragioni.

Lo abbiamo visto ultimamente e anche nelle ultimissime ore con Netanyhau, quando afferma che il Premier israeliano «farà quello che dice lui» con la non tanto velata minaccia di tagliare gli aiuti militari a Israele. Lo ha fatto di nuovo con Giorgia Meloni pubblicando sul suo social network una immagine di lei che sembra guardare l’imbecille con occhi sognanti e con sopra un scritta che dice «serve un ordine restrittivo».

Perché se la prende con Netanyahu con la Meloni e altri leader “deboli”? Perché è un imbecille, sia nel senso etimologico della parola che nel senso comunemente usato per definire un cretino vigliacco.

Ma per capire veramente quanto sia imbecille il Presidente degli Stati Uniti d’America dobbiamo andare a scomodare la politica internazionale.

Nelle ultime ore l’imbecille ha ri-tirato fuori il «pericolo comunista», lui che stende tappeti rossi a Putin e che vola a Pechino per baciare il culo a Xi Jinping, cioè a due delle maggiori rappresentazioni del comunismo, quello sovietico e quello cinese. Ora, quale credibilità può avere un imbecille del genere?

Qualcuno direbbe «forte con i deboli, debole con i forti» se solo anche Putin fosse forte. Putin invece non è certo un uomo forte. Ha dimostrato di essere a malapena una potenza regionale grazie al suo arsenale atomico. È diventato lo schiavetto di Xi Jinping, però in qualche modo l’imbecille ci vede un uomo forte, più forte persino di un uomo vero che da quattro anni e quattro mesi difende il suo popolo e la sua nazione e che oggi, nonostante i vili attacchi sovietici ai civili, ha fatto in modo che il mondo intero vedesse come si combattono i russi.

Si potrebbe obiettare che uno che in un anno, da quando è Presidente, ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari sia tutto meno che un imbecille. Ma anche un imbecille sa approfittare del fatto di essere l’uomo più potente del mondo, e se non lo fa lui lo fanno di certo i suoi familiari.

La cosa tragica, anzi, le due cose tragiche sono che gli americani non allucinati da questo delinquente non riescono a fargli opposizione, sia a destra che a sinistra, mentre il resto del mondo, l’economia globale e persino la fame nel mondo, dipendono dalle bizzarrie di uno che fa politica speculativa attraverso un social network.

Ci sarebbe anche una terza cosa tragica, la megalomania dell’imbecille che gli fa credere di essere un grande statista, addirittura un vincente, quando in realtà è il peggior Presidente statunitense della storia, uno che venderebbe sua madre per far credere che sta facendo un buon lavoro. E qui il peggio è per gli americani che credevano di aver eletto un Presidente e si sono ritrovati con una caricatura, un imbecille.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo