In Ucraina è veramente in corso un genocidio come sostengono in molti, oppure quella parola viene usata a sproposito?

Genocidio, cioè metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui e l’annullamento dei valori e dei documenti culturali.

Le prime dichiarazioni di Putin subito dopo l’invasione dell’Ucraina furono molto simili al concetto base di genocidio, specie quando affermava che l’Ucraina non c’era (annullamento dei valori e della cultura).

I comportamenti che ne seguirono se possibile furono ancora più espliciti. Prova ne sono le tante fosse comuni che giornalmente si scoprono, l’ultima ancora ieri individuata dai satelliti della Maxar Technologies.

Questa foto, scattata dal satellite GeoEye-1 di Maxar Technologies il 3 aprile 2022, mostra una fossa comune appena scavate

Eppure a molti la parola genocidio sembra ancora uno sproposito.

I meno giovani ricorderanno le immagini del Lago Vittoria costellato dei cadaveri di ruandesi prevalentemente di etnia Tutsi, le decine di migliaia di teschi di uomini, donne e bambini massacrati a colpi di macete.

Da quelle parti, in Uganda, è ancora vivo il ricordo dei massacri del Lord’s Resistence Army (LRA) ordinati dalla follia di Joseph Kony, criminale di guerra ancora ricercato (si spera sia morto) ma che sta li a dimostrarci quanto la follia di un solo uomo possa incidere sulle sorti del mondo che ci circonda.

Atrocità LRA Congo (foto Tornatore)

E ancora più a nord c’è il Darfur. Ce lo siamo dimenticati, ma anche da quelle parti la follia umana ha dato il peggio di se stessa.

Possiamo quindi paragonare Vladimir Putin a Joseph Kony, a Omar al-Bashir o ai criminali ruandesi che diedero il via al massacro dei Tutsi?

Possiamo affermare che da parte di Putin ci sia stata (e ci sia ancora) la volontà di annientare la popolazione ucraina, la loro cultura e la loro storia?

Meglio ancora, possiamo paragonare le azioni di Putin in Ucraina a quelle portate avanti nella ex Jugoslavia dai serbi quando diedero il via alla “pulizia etnica”?

Forse è vero – come dicono in tanti – che la parola “genocidio” è troppo grossa per la guerra in Ucraina, tuttavia le modalità del genocidio ci sono tutte, la metodologia e il sistema sono quelli.

Quello che è certo sono i crimini di guerra. E mi fanno pena i putinisti che chiedono improbabili commissioni d’inchiesta sulle stragi. Cosa vuoi verificare? I russi sono dei criminali alla stregua dei nazisti. Hanno massacrato, stuprato, rubato e distrutto. E per questo sono stati addirittura decorati dal Fuhrer di Mosca.  

Ho visto con i miei occhi le brutalità in Uganda e anche Joseph Kony premiava i bambini soldato quando ammazzavano i loro genitori, le loro sorelle, i loro vicini di casa. Ho visto i janjaweed competere tra di loro a suon di stragi per vedere chi fosse più “degno” di ricevere il plauso di Bashir. E nella ex Jugoslavia, non erano i serbi che al pari di Putin decoravano chi commetteva stragi?

Se tutto questo è considerato “genocidio” per la storia e per il Tribunale Penale Internazionale, perché per l’Ucraina non deve essere la stessa cosa? Perché si accusa di esagerazione chi come Zelensky, Biden e altri parla di genocidio in Ucraina?

Quello che sta accadendo in Ucraina non solo è un genocidio, è un enorme crimine contro l’umanità che in quanto tale va fermato il prima possibile. Con ogni mezzo. E se pace deve esserci non la possiamo trattare con Vladimir Putin. Non più, non dopo le stragi.

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