Giappone: le autorità continuano a negare ma è grave emergenza per il cibo radioattivo

21 Marzo 2011

Le autorità nipponiche continuano imperterrite a negare l’evidenza, ma si aggrava ulteriormente l’emergenza contaminazione nucleare. Nei giorni scorsi era trapelata la notizia che persino a Tokio si registrava una contaminazione dell’acqua. Oggi l’allarme arriva addirittura dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Secondo la OMS la contaminazione del cibo avrebbe superato il raggio dei 20-30 km dalla centrale nucleare di Fukushima. «E’ lecito supporre» dice il portavoce della OMS «che prodotti radioattivi siano usciti da quella zona. La situazione è molto più grave di quanto avevamo pensato in un primo momento»

La popolazione appare molto allarmata e persino critica verso il Governo, cosa rarissima in Giappone. A Tokio la gente inizia a chiedersi perché non si fanno controlli per verificare il grado della contaminazione sulle persone. Qualcuno arriva a sostenere che il Governo non fa i controlli per continuare a negare l’emergenza nucleare.

Intanto si allargano a macchia d’olio i Paesi che hanno bloccato le importazioni alimentari dal Giappone. Cibi con valori radioattivi sopra la norma e provenienti dalla regione di Fukushima sono stati bloccati in Corea del Sud e in Tailandia. Cibo radioattivo è stato trovato anche a Taiwan proveniente addirittura dal sud del Giappone, quindi molto lontano dall’area di crisi il che fa pensare che la nube tossica vada ben oltre i 30 Km dichiarati dal Governo giapponese.

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