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Gli Stati Uniti chiudono l’ufficio della OLP a Washington

Il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, non ha rinnovato la certificazione all’ufficio della OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) a Washington. Secondo Tillerson i palestinesi non stanno rispettando quanto previsto da una legge emanata nel 2015 dal Congresso la quale prevede che l’Autorità Palestinese non possa rivolgersi alla Corte Penale Internazionale con l’intenzione di perseguire Israele o cittadini israeliani.

Nello specifico, la penalità prevista nel caso di violazione di detta legge prevede che la sede della OLP a Washington venga chiusa.

«Non siamo stati in grado di rilasciare la certificazione» ha detto un funzionario del Dipartimento di Stato «quindi di conseguenza abbiamo avvisato la OLP». Nel mirino di Tillerson ci sono diverse dichiarazione della Autorità Palestinese in merito alla volontà di perseguire Israele e ufficiali israeliani alla Corte Penale Internazionale, in particolare quella fatta dal presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, durante l’ultima sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu nella quale il Presidente della AP dichiarò la sua intenzione di chiedere alla Corte Penale Internazionale di perseguire i funzionari israeliani a causa del loro coinvolgimento nella “occupazione”. «Invito la Corte Penale Internazionale ad aprire un’indagine e perseguire i funzionari israeliani per il loro coinvolgimento nelle attività di insediamento e nelle aggressioni contro il nostro popolo» aveva detto Mahmoud Abbas.

Non è chiaro al momento quali implicazioni potrebbe avere la chiusura della sede della OLP a Washington, di certo è un segnale molto forte quello inviato dalla Amministrazione americana ai palestinesi. Il Presidente Donald Trump punta a rinnovare quanto prima i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi e ritiene che questo tipo di azioni da parte palestinese possano ostacolare la ripresa delle trattative.

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