E ci risiamo con l’ennesima buffonata della flotilla per Gaza, una scampagnata per ricchi signorini più che una operazione umanitaria. Un modo come un altro per sfruttare i palestinesi di Gaza già oppressi da decenni di dittatura di Hamas.
Gli israeliani questa volta non li hanno fatti nemmeno avvicinare alle acque territoriali dello Stato Ebraico. Hanno iniziato a bloccarli vicino all’isola di Creta. La Global Sumud Flotilla – così l’hanno chiamata questa volta – composta da 58 imbarcazioni poco più che barchini, vorrebbe arrivare a Gaza forzando il blocco israeliano per – dicono loro – portare aiuti umanitari alla “stremata popolazione di Gaza”.
A quanto risulta dalle perquisizioni fatte dall’IDF nelle barche bloccate, emergono piccole quantità di “aiuti umanitari” poco più che simboliche. In compenso i gitanti non si erano fatti mancare una buona scorta di preservativi e di cocaina, come evidenzia il video diffuso dall’IDF.
A questo punto tutti (credo) ci chiediamo chi finanzi queste allegre gite ben sapendo non solo che non arriveranno mai a Gaza, ma anche che nel picnic è compreso tutto l’armamentario per sollazzarsi in attesa del blocco dell’IDF.
Per quello che ci risulta il denaro viene raccolto attraverso una piattaforma di crowdfunding (raccolta fondi collettiva) chiamata “produzioni dal basso” promossa a quanto pare con il supporto di Banca Etica. Produzioni dal basso si appoggia a GoFundMe e il denaro raccolto viene gestito da una fantomatica fondazione registrata in Spagna.
Perché fantomatica? Perché di questa fondazione non vi è traccia. La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di aver creato per la missione 2026 una “fondazione registrata in Spagna” che funge da struttura finanziaria centrale. Tuttavia, nei documenti ufficiali e nelle pagine di trasparenza pubblicate dal movimento:
- non viene riportato il nome legale della fondazione,
- né il numero di registrazione o altri dettagli identificativi pubblici
Già nel 2025 erano emersi diverse zone d’ombra tra i finanziatori e tra chi gestiva le molte donazioni ricevute dalla flotilla. Quest’anno si sono inventati la “fondazione”.
Mercoledì mattina, il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato l’imposizione di sanzioni nei confronti della campagna di crowdfunding lanciata dalla Global Sumud Flotilla, che secondo le informazioni di intellignce in possesso del Governo israelinao, è stata «organizzata dall’organizzazione terroristica Hamas, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali e sotto le spoglie di una flottiglia di aiuti umanitari».
«L’imposizione di sanzioni alla campagna di crowdfunding costituisce un passo significativo nello sforzo di interrompere le fonti di finanziamento della flottiglia», ha affermato Katz in una dichiarazione, aggiungendo che la mossa era «intesa a dissuadere i donatori dal contribuire a un’organizzazione terroristica».
Non è ancora chiaro quale effetto pratico avranno le sanzioni. La dichiarazione ha sottolineato che, secondo la legge israeliana, il ministro della Difesa può ordinare il sequestro dei beni di un’organizzazione terroristica designata o dei beni destinati ad essere utilizzati per il terrorismo.
