Guerra in Iran: gli iraniani tentano di prolungare la situazione “no-deal, no-war”

trump che urla contro i pasdaran iraniani con in sottofondo lo stretto di hormuz ostaggio della guerra in iran

Secondo fonti di stampa il Presidente statunitense, Donald Trump, avrebbe deciso di prolungare a tempo indeterminato il blocco dell’Iran con l’intento dichiarato di comprimere l’economia e le esportazioni di petrolio dell’Iran impedendo le spedizioni da e verso i suoi porti.

Stando agli esperti l’Iran faticherebbe a immagazzinare il petrolio non venduto mentre non può fermare le estrazioni di petrolio e gas, il che metterebbe la Repubblica Islamica in gravissima difficoltà tecnica oltre che finanziaria. Un blocco prolungato dei suoi porti sarebbe quindi una vera tragedia per il regime iraniano. Oppure no?

Il problema è sempre quello che noi ragioniamo in maniera completamente diversa da come ragionano gli Ayatollah.

Prima di tutto, un regime che in due giorni massacra 35/40.000 dei suoi giovani si farà qualche scrupolo a stringere i denti per settimane o anche mesi? Suzanne Maloney, esperta di Iran e vicepresidente del programma di politica estera della Brookings Institution, sostiene che «l’Iran ritiene che la sua capacità di resistere e aggirare il blocco superi l’interesse degli Stati Uniti a prevenire una crisi energetica più ampia e, potenzialmente, una recessione globale». E anche lei aggiunge che «un regime che a gennaio ha massacrato i propri cittadini per mettere a tacere le proteste è ora pienamente pronto a infliggere loro difficoltà economiche».

Quindi, siamo proprio sicuri che la nuova strategia di lento strangolamento del regime iraniano studiata da Trump funzioni? Siamo sicuri che le Guardie Rivoluzionarie (IRGC) non usino questo tempo per consolidare il potere interno mentre potenziano le loro difese e il loro programma balistico? E infine, siamo sicuri che invece di strangolare gli Ayatollah la nuova strategia di Trump non finisca per strangolare le economie occidentali?

A tal proposito molti esperti americani ritengono che l’Iran cerchi di portare avanti l’attuale situazione di “no-deal, no-war” (no accordo, no guerra) per molto tempo proprio con il fine di innescare una crisi globale (per altro già innescata) che costringa il presidente statunitense a rivedere le sue richieste.

Per questo motivo alcuni falchi come il senatore repubblicano Lindsey Graham, premono su Trump affinché non fermi la pressione militare oltre che quella finanziaria. Se è vero che l’Iran è al collasso, questo il momento di finire l’animale ferito.

A riprova di quanto sia difficile trattare con il regime iraniano senza una pressione militare unita a quella economica, ci sono le parole del Segretario di Stato, Marco Rubio, pronunciate in una intervista alla Fox News.

«Gli estremisti, con una visione apocalittica del futuro, detengono il potere assoluto in quel Paese», ha detto Rubio. «Uno degli ostacoli è che i nostri negoziatori non stanno negoziando solo con gli iraniani. Questi ultimi devono poi negoziare con altri iraniani per capire su cosa possono concordare, cosa possono offrire, cosa sono disposti a fare e persino con chi sono disposti a incontrarsi».

Questa situazione, se non governata e modificata, rischia veramente di trascinare la situazione di “no-deal, no-war” per mesi e mesi con conseguenze incredibilmente nefaste per l’economia globale.

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