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Il ghetto di Varsavia della informazione

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Lo ammetto, noi che difendiamo Israele ci sentiamo un po’ come se fossimo relegati di nuovo nel Getto di Varsavia, circondati da preponderanti forze naziste che mirano al nostro totale annientamento. Ci sentiamo un po’ come quegli ebrei che per la prima volta decisero di opporsi allo sterminio nazista e di combattere. Solo che noi non capitoleremo, non entreremo senza combattere nei carri diretti nei campi di sterminio.

Noi che difendiamo Israele non siamo tutti ebrei, non siamo nemmeno tutti sionisti, siamo solo persone che non intendono capitolare di fronte all’avanzare del nuovo nazismo, quello di matrice islamica e quello veramente di matrice nazional-socialista, un nazismo anomalo perché si confonde tra la destra e la sinistra.

Il nuovo nazismo moderno non usa i mitra o le camere a gas per sterminare gli ebrei, o meglio, non li usa direttamente. Spinge altri ad usarli attraverso quella che è l’arma più potente del terzo millennio: i media.

E’ paradossale come nell’inferno del Medio Oriente, dove in Siria e in Iraq si assiste a immani stermini, dove dopo secoli e secoli si è tornati a parlare apertamente di un califfato islamico con confini ben definiti e che minaccia di arrivare fino a Roma, la maggiore occupazione dei media occidentali sia quella di alimentare la tensione in Israele, cioè nell’unica oasi di democrazia in Medio Oriente.

E’ un attacco continuo fatto di menzogne e omissioni, un attacco che trova in un nutrito gruppo di odiatori mascherato da “difensori dei Diritti Umani” una sponda formidabile. E’ un accerchiamento sistematico, scientifico, programmato nei minimi particolari, un accerchiamento fatto di menzogne virali, intimidazioni verso chi osa opporsi, attacchi informatici, ma soprattutto è un attacco che usa i media come arma principale.

La disinformazione su quanto sta avvenendo in Israele non è solo clamorosa a livello professionale, è chiaramente voluta. Così nessuno fa menzione di quello che sta avvenendo nel sud di Israele sotto continuo attacco (provate a dare una occhiata a questa ottima iniziativa di Progetto Dreyfus per rendervene conto) ma state certi che se ci dovesse essere una giusta reazione israeliana i media non mancheranno di dare fiato alle trombe, naturalmente invertendo i fattori. Così un reazione israeliana diventa un attacco mentre un attacco terrorista diventa una reazione alla “prepotenza israeliana”. Causa ed effetto vengono sistematicamente e deliberatamente invertiti. Siamo al punto in cui gli israeliani per compiacere i media occidentali dovrebbero farsi massacrare senza battere ciglio.

Solo che questa volta non ci stiamo a farci massacrare senza combattere, non ci stiamo a farci chiudere nel ghetto mediatico dove i nuovi nazisti ci vorrebbero chiudere. Questa volta reagiremo e non lo facciamo per noi, non lo facciamo per gli ebrei o per Israele, lo facciamo per tutti voi che amate la democrazia, lo facciamo per chiunque non accetti di essere sopraffatto dal nuovo nazismo, per chiunque non accetti per i propri figli un futuro oscuro.

Israele è l’ultimo baluardo di democrazia in Medio Oriente, dopo di che “arriveranno a Roma”. E’ l’ultimo ostacolo che hanno i nuovi nazisti davanti al loro prepotente cammino. Non serve essere ebrei o sionisti per capirlo. Basta solo aprire appena appena gli occhi.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Bianca B. [glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter
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2 Comments

  1. Sono TOTALMENTE d’accordo! e per fare un esempio concreto, vi invito a seguire i “servizi” dell’inviata del TG1 RAI a Gerusalemme, Marilù Lucrezio. Già un paio di giorni fa avevo segnalato su Facebook il suo servizio totalmente di parte, ma almeno – riferendosi al ragazzo palestinese ucciso – aveva usato il “si sospetta” (che lo avessero ucciso gli Israeliani. Questa mattina, alle 8.10, la signora invece lo ha AFFERMATO, senza condizionale, senza “si dice”, senza tono di domanda: ha affermato che il ragazzo è stato assassinato PER VENDETTA dagli Israeliani.
    Ho pertanto protestato ì, nella pagina FB dewle TG1 (http://tiny.cc/zi1kix)
    Da notare che la stessa giornalista è stata implicata, anni fa, in una vicenda di raccomandazioni (http://tiny.cc/6d1kix) . Si vede che per lavorare ha sposato la causa palestinista, e lo fa senza alcun ritegno!

    1. abbiamo accorciato i link. Quando postate link lunghi (specie se tra parentesi) usate un servizio per accorciarli come Tiny URL altrimenti alcuni browser deformano i commenti

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