Società e cronaca

Immigrazione: espulsione immediata per chi delinque

immigrazione-Mada-Kabobo

Sarebbe troppo semplice fare facile populismo su quanto avvenuto ieri a Milano dove un immigrato clandestino ha ucciso un uomo a picconate e ferito altri cinque passanti. Sarebbe semplice generalizzare e lanciare un attacco contro chi vuole aprire le frontiere o puntare il dito contro tutti gli immigrati. Ma non ci interessa fare questo perché non faremmo il nostro lavoro e non daremmo il servizio per cui siamo nati. A noi interessa aprire una riflessione sana e non populista sulla attuale situazione della immigrazione in Italia.

Il fatto accaduto ieri a Milano è di una gravità inaudita e non intendiamo in alcun modo sminuirlo come sta facendo una certa stampa vicina alle posizioni del Ministro Kyenge, tuttavia non intendiamo nemmeno sorvolare sul fatto che l’autore del fatto, il ghanese Mada Kabobo, fosse clandestino, che fosse stato già fermato e arrestato altre volte e, soprattutto, che non fosse stato espulso.

Non è il singolo individuo che ci interessa ma è il sistema che gli ha permesso di rimanere in Italia e di continuare a delinquere fino ad arrivare a uccidere, a sfiorare una strage. Non è ammissibile che una persona straniera che si è resa colpevole di reati rimanga sul nostro territorio, e questo a prescindere dalla gravità del reato. Non è possibile che chi non ha i mezzi di sostentamento rimanga in Italia con il rischio, tutt’altro che remoto, che per sostenersi commetta dei reati. E se qualcuno questa volta  prova a parlare di “tragedia della disperazione” e a giustificare questa tentata strage con la povertà e con le difficoltà che incontrano gli immigrati in Italia non glielo permetteremo, non lo accetteremo.

Chi è clandestino in Italia non può circolare liberamente. Possiamo discutere sulla revisione della legge Bossi-Fini per quanto riguarda molti aspetti, ma non sull’aspetto che riguarda la permanenza nel nostro Paese di persone che sono chiaramente illegali. Vogliamo dare una mano all’immigrato regolare che rimane senza lavoro? Vogliamo fare in modo che non si trasformi in clandestino? Ci sta bene, lo possiamo fare, ma non possiamo discutere sul fatto di fermare ed espellere immediatamente chi circola sul nostro territorio senza avere un regolare permesso di soggiorno, perché così andiamo incontro a una totale anarchia dove chiunque può arrivare in Italia consapevole che nessuno lo rimanderà al suo Paese d’origine. Così, paradossalmente, si aiutano i mercanti di uomini oltre che i clandestini.  Altro che “allentamento delle leggi sui clandestini”, le leggi vanno indurite applicando l’espulsione immediata di chi viene preso a circolare illegalmente sul territorio italiano, una norma che già c’è ma che non viene mai applicata.

E non ci si deve far ingannare dalle migliaia di richieste di “asilo politico”. Chi arriva in Italia da clandestino per non essere espulso adotta sistematicamente la tecnica di chiedere asilo politico, ma coloro che realmente ne hanno Diritto saranno più o meno il 7/8%, tutti gli altri non ne hanno Diritto. Occorre quindi eliminare alcuni Paesi  di origine dei clandestini dalla lista di quei Paesi da cui la provenienza da Diritto ad avanzare la richiesta di asilo politico e non prendere tutto a occhi chiusi. Per esempio, la Tunisia, l’Algeria, il Marocco, l’Egitto, e altri Paesi africani vanno tolti dalla lista dei Paesi la cui provenienza può dare il via alla richiesta di asilo politico. Il caso di Mada Kabobo è emblematico. Anche lui aveva avanzato domanda di asilo politico, ma non risulta che in Ghana abbiano altri problemi oltre alla povertà o ai soliti problemi che ci sono in tutta l’Africa. Tuttavia quella domanda gli ha permesso di rimanere in Italia nonostante i reati commessi. E poi chi avanza tale domanda deve poter dimostrare realmente la propria identità e quindi la provenienza. Quello della richiesta di asilo politico così com’è ora, è una falla immensa nel sistema di controllo degli ingressi clandestini in Italia e in Europa che oltretutto danneggia chi veramente ha Diritto a chiedere l’asilo politico.

Le cronache sono piene di reati commessi da cittadini stranieri irregolari. E’ ora di porre un freno reale e concreto alla loro permanenza in Italia. Chi non ha un regolare permesso di soggiorno deve essere espulso immediatamente e, soprattutto, lo straniero che commette un reato, regolare o meno, non può più stare in Italia e va espulso una volta scontata la pena. Altro che allentare le maglie delle regole sulla immigrazione. Chiediamo quindi, e ci batteremo per questo, che i clandestini vengano immediatamente espulsi dal territorio italiano e riaccompagnati al loro Paese di origine. Anche come costi saranno di gran lunga inferiori rispetto a quello di mantenerli per mesi e mesi in Italia, senza considerare gli immensi costi sociali. In compenso siamo d’accordo di rafforzare i Diritti di chi vive regolarmente in Italia e lavora senza commettere reati.

Carlotta Visentin  

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7 Comments

  1. sacrosanto. Nulla di dire. Adesso voglio vedere se la ministra Kyenge o la Boldrini andranno a chiedere scusa alle vittime e alle loro famiglie o se lo giustificheranno come sempre con la “disperazione del clandestino”

  2. Vivo in un posto zeppo di clandestini. arrivano, lavorano per un paio di settimane, non vengono pagati, iniziano a cercare. non hanno forse idea che fare il pusher sia un reato, quindi prima o poi fanno quello. le donne si prostituiscono, quasi tutte. qua ci sono poiù pusher e prostitute che clienti, sia degli uni che delle altre.
    Entrano nelle case per rubare, rapinano puntando coltelli alla gola, basta poco, anche un cellulare rotto, per pagarsi l’alcool o la dose.
    Abbiamo pattuglie di polizia, carabinieri, esercito, ma questi, nessuno li tocca.

  3. Il problema segnalato da Laura purtroppo è molto diffuso e sembra che nessuno voglia o possa fare niente per risolverlo. Dicono che così l’Italia è un paese più civile. Ma in quale paese civile chi è clandestino non viene perseguito? In quale paese civile chi commette un reato non viene espulso se straniero? Andate a vedere in Svizzera cosa fanno. E la Svizzera non mi sembra un paese incivile.

  4. La questione fondamentale riguarda il rispetto delle regole. Nella mia lunga permanenza in Italia, ho sempre anteposto il rispetto delle regole del paese ad ogni altro diritto di cittadinanza. Non mi sono limitato soltanto a questo. Per anni, ho organizzato dei corsi di nozioni di diritto e di educazione civica per gli immigrati. Ho voluto in questo modo, creare i presupposti per un’integrazione all’insegna della conoscenza del nostro nuovo paese. Per portare gli immigrati sulla buona sulla buona strada, ci vuole soltanto un comportamento imitabile degli autoctoni. Nei paesi che vengono citati come esempio, le leggi vengono rispettati da tutti; non sono fatte solo gli immigrati. In Italia, non esiste migliore percorso integrativo al di fuori dei comportamenti degli Italiani stessi. Sinceramente credo che il comportamento di alcuni immigrati è il riflesso di quello di alcuni Italiani. Se non dai il buon esempio in casa tua, il forestiero ti imiterà. Ed è ciò che succede con la politica migratoria in italia. Guardiamo per esempio alla politica delle regolarizzazioni: chi paga le spese? Non certo coloro che ancora devono arrivare, ma gli immigrati stessi, ai quali i famosi “datori di lavoro” obbligano a firmare anticipatamente lettere di dimissione, corredate da buste paga con annessi e connessi! Usciamo pure dal mondo torbido dell’immigrazione, rimanendo nel contesto delle regole generalmente violate. Il Ministero della Salute spende tantissimi soldi in fotocopie di divieto dell’uso dei cellulari, in quanto pericolosi per le apparecchiature mediche. Ditemi voi, a che cosa servono quegli avvisi, se pure i malati usano i cellulari? E non parliamo delle merci contraffate, prodotte in Italia e vendute dagli stranieri…per conto degli Italiani.Vogliamo cacciare chi delinque? Bene, e cosa facciamo degli immigrati che subiscono la delinquenza? La mia non è una difesa a spada tratta degli immigrati, Forse la mia forte integrazione nella società italiana annulla nella mia mente e nella mia visione delle cose, il problema della diversità. Io guardo le azioni delle singole persone in quanto ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni. Che c’entra quel Ghanese con gli altri immigrati, alcuni dei quali, alla stessa ora dell’efferato azione, erano in fabbrica?E’inutile andare a cercare esempi altrove; la soluzione di ogni problema italiano si trova in Italia!

  5. in sostanza, lei dice che NOI ci dovremmo integrare agli immigrati e non il contrario, che se delinquono è perché imparano da NOI e non perché nel loro paese crescono con una mentalità distorta del concetto di Diritti e doveri. Insomma, la colpa è nostra quindi non possiamo prendercela con loro.
    Ma ci faccia il piacere!!!!!

    1. Non ho detto ciò che avete menzionato! L’articolo è llì, o forse mi sono espresso male? Perché non fate riferimento all’uso dei cellulari? Ho espresso un concetto generale sulla questione del rispetto delle regole. Se volete fare finta della realtà, allora questo un vostro problema. Non ho mai cambiato posizione in tema di sicurezza e rispetto delle regole in tema di immigrazione. Anzi, io sono per l’applicazione ferrea delle leggi per i delinquenti: per tutti coloro che vivono in Italia. Questo concetto è così difficile da capire? Taluni cittadini pensano solo ai clandestini: io parlo solo dei regolari e so che le devianze non guardano la carta d’identità o il permesso di soggiorno!

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