Iran: 36 milioni di dollari al mese ai terroristi di Hamas

Nonostante in Iran manchino cibo o medicine, Teheran ha evidentemente molti soldi per sostenere il terrorismo

Le sanzioni contro Teheran affamano il popolo iraniano? Poco male, l’importante è avere il denaro per finanziare il terrorismo islamico contro Israele.

L’Iran ha deciso di aumentare in maniera massiccia i suoi finanziamenti ad Hamas, portandoli da 6 milioni di dollari al mese a 36 milioni con un aumento mensile di ben 30 milioni di dollari.

La decisione è stata presa il mese scorso quando una delegazione di Hamas si era recata in Iran per discutere con i vertici iraniani i dettagli della alleanza del terrore contro Israele.

Secondo quanto si apprende il primo compito di Hamas sarebbe quello di fornire informazioni sui sistemi di difesa israeliani schierati a sud del Paese e sulla posizione dei depositi di missili che vanno a formare il sistema Iron Dome.

In secondo luogo, ma non in termini di importanza, Hamas dovrà tenere costantemente alta la tensione nel fronte sud.

Infine i terroristi palestinesi, con la mediazione di Teheran, hanno riallacciato i rapporti con il regime siriano di Bashar Assad e con esso dovranno collaborare per studiare piani di attacco contro Israele.

«Secondo quanto riferito, i funzionari di Hamas hanno lasciato Teheran con un aumento di 30 milioni di dollari al mese. Nonostante manchino cibo o medicine, l’Iran ha evidentemente molti soldi per il terrore. Israele è determinato ad agire contro tutti i rami delle operazioni terroristiche dell’Iran» ha scritto l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, in un Twitt.

Durante la sua visita a Teheran, il vice capo di Hamas, Saleh al-Arouri, ha dichiarato che Hamas e l’Iran si trovano «sulla stessa strada nella lotta contro Israele» e che Hamas «è la prima linea di difesa dell’Iran».

Parlando con Al Quds, la TV di Hams, Saleh al-Arouri ha detto che «l’Iran è l’unico paese che afferma che l’entità [Israele n.d.r.] è cancerosa e dovrebbe essere sradicata dalla regione. È l’unico paese che è pronto a fornire pubblicamente il sostegno alla resistenza palestinese e ad altri per affrontare l’entità».