Iran: rischio di nuovi scontri a Mashhad. I pasdaran rafforzano lo schieramento

Secondo testimoni sul posto le autorità iraniane hanno rafforzato la sicurezza nella città nord-orientale di Mashhad schierando equipaggiamenti militari e truppe aggiuntive, mentre il Paese è alle prese con un’ondata crescente di proteste e disordini.

Testimoni oculari hanno riferito che veicoli blindati e personale armato sono stati dispiegati nei principali punti di ingresso e uscita della città, con posti di blocco e controlli di sicurezza rafforzati in diversi quartieri. La maggiore presenza delle forze di sicurezza sembra volta a contenere il malcontento latente prima che si intensifichi ulteriormente.

Il dispiegamento avviene sullo sfondo di manifestazioni diffuse in tutto l’Iran che persistono da più di due settimane. I manifestanti sono scesi in strada in diverse città, tra cui Mashhad, intonando slogan contro il governo e sollecitando un cambiamento sistemico. A Mashhad, secondo fonti locali, sono state segnalate grandi folle sui viali principali, che hanno disattivato le telecamere di sorveglianza e affrontato le unità di sicurezza.

Le proteste sono iniziate alla fine di dicembre e si sono rapidamente diffuse in tutto il Paese, alimentate dall’aggravarsi della crisi economica, dall’aumento dell’inflazione e dalle lamentele di lunga data sulla repressione politica. Le manifestazioni sono state represse con la forza e, secondo quanto riferito da gruppi per i diritti umani, si sono registrate migliaia di vittime e decine di migliaia di arresti durante le operazioni di repressione condotte dalle forze di sicurezza nei principali centri urbani.

L’Iran è stato criticato anche per aver adottato misure di sicurezza drastiche, come la chiusura di Internet e dei servizi di comunicazione, al fine di controllare il flusso di informazioni e impedire il coordinamento tra i manifestanti.

Gli analisti suggeriscono che il dispiegamento a Mashhad potrebbe essere motivato non solo dal timore di un’espansione delle proteste, ma anche dalla preoccupazione per possibili scontri tra manifestanti e unità paramilitari, nonché da attività militanti isolate nel contesto dei disordini. Secondo quanto riferito, negli ultimi giorni le autorità di Teheran hanno fatto ricorso a varie forze di sicurezza interne ed esterne per reprimere il dissenso, aumentando i timori di un’escalation.

Mashhad, la seconda città più grande dell’Iran e influente centro religioso ed economico, è stata al centro delle proteste negli ultimi giorni e le autorità sembrano determinate a mantenere uno stretto controllo prima di ulteriori manifestazioni. La situazione continua a evolversi mentre gli iraniani di tutto il Paese continuano a esprimere le loro richieste.

Lo staff di Rights Reporter in collaborazione con le migliori agenzie e testate