In Iran non sono soddisfatti delle proposte europee volte ad aggirare o quantomeno a mitigare gli effetti delle sanzioni USA derivanti dall’uscita di Washington dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA). Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana IRNA che riporta di una telefonata tra Hassan Rouhani, Angela Merkel e Manuel Macron.

«Il pacchetto di proposte non soddisfa le nostre richieste» ha detto il Presidente iraniano a Merkel e Macron in un colloquio preparatorio all’incontro che si terrà presumibilmente a Vienna tra l’Iran e le potenze europee firmatarie del JCPOA.

Il problema sollevato da Hassan Rouhani è quello dei ventilati investimenti stranieri in Iran. Sebbene gli altri firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania, unitamente alla UE, abbiano promesso che l’uscita degli Stati Uniti non avrebbe inciso nei finanziamenti promessi all’economia iraniana, le aziende stanno letteralmente fuggendo dall’Iran a causa del fatto che Trump ha promesso di sanzionare chiunque faccia affari con Teheran. «Non c’è alcuna garanzia concreta sugli investimenti promessi» ha detto Rouhani a Merkel e Macron con riferimento al fatto che nonostante gli appelli le aziende e le banche europee stanno annullando tutti i contratti con l’Iran.

Teheran vorrebbe garanzie più concrete in merito all’acquisto di petrolio iraniano e agli investimenti nel Paese, garanzie che però né la Merkel né Macron possono effettivamente dare in quanto non possono costringere le aziende europee a investire in Iran o a comprare il petrolio iraniano.

Le proposte europee all’Iran

Le proposte europee all’Iran per convincere il regime a non riprendere il programma nucleare si basano su alcuni pilastri: un sostanzioso prestito della Banca Europea per gli investimenti (da quantificare), lo studio di una misura speciale per proteggere le società europee dalle sanzioni secondarie statunitensi e infine una proposta della Commissione Europea volta a consentire i trasferimenti di denaro direttamente alla Banca Centrale iraniana al fine di eludere le sanzioni americane verso quegli istituti di credito che fanno affari con le banche iraniane.

Rouhani obbietta però che le proposte europee non solo non sono sufficienti ma non garantiscono né gli investimenti stranieri né che il petrolio iraniano venga acquistato.

L’Iran ha già ripreso l’arricchimento dell’uranio. Colloqui inutili

Nelle scorse settimane la guida suprema iraniana, Ali Khamenei, aveva annunciato che l’Iran avrebbe ripreso l’arricchimento dell’uranio con la riapertura di un importante sito facente parte del complesso di Isfahan, annuncio poi in parte ridimensionato dal portavoce dell’organizzazione iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, che aveva detto che erano solo «preparativi in attesa del peggio». Tuttavia diversi servizi di intelligence confermano che Teheran ha già riattivato il suo programma e che ha rimesso in linea diverse decine si centrifughe per l’arricchimento dell’uranio. In sostanza l’Iran avrebbe già deciso e i colloqui con la UE sarebbero quindi del tutto inutili, solo un proforma diplomatico.