Middle East

Israele – Hamas: nuova tregua di 5 giorni. Ma è solo una perdita di tempo

israele-gaza-hamas-mappa-areaNella notte è stata decisa una nuova tregua tra Israele e Hamas della durata di 5 giorni. La decisione è arrivata dopo che ieri sera, due ore prima della fine delle tregua umanitaria di 72 ore, Hamas aveva sparato una salva di missili contro Israele, attacco che aveva portato alla giusta reazione israeliana che con l’aviazione ha colpito una serie di obbiettivi terroristici.

Francamente, arrivati a questo punto, ci rimane difficile capire la strategia del Governo israeliano. E’ chiaro che Hamas è in fortissima difficoltà ed è altrettanto chiaro che sta avanzando richieste del tutto inaccettabili da parte di Israele. Ai terroristi di Hamas non interessa una tregua, interessa un risultato che li mantenga in vita, qualcosa che possano spacciare per vittoria militare e diplomatica. Ora si tratta di decidere se si vuole che Hamas sopravviva oppure no.

Le pressioni internazionali su Israele affinché ceda alle richieste dei terroristi sono fortissime e c’è da dire che probabilmente si sta aprendo un altro fronte molto più preoccupante di quello di Gaza, il fronte giordano. Ma lasciare che Hamas sopravviva significa ritrovarsi tra pochi mesi in una nuova guerra. Per una volta Israele dovrebbe non cedere alle pressioni internazionali e andare dritto per la sua strada, cioè risolvere in maniera definitiva il problema Hamas. Insomma, Israele dovrebbe fare Israele. Una volta risolto il problema caleranno anche le pressioni internazionali, anche perché, al netto delle dichiarazioni ufficiali, Hamas non è un problema solo per Israele ma anche per i Paesi arabi.

Oltretutto lasciare ai terroristi altro tempo significa dargli la possibilità di ricevere aiuti militari da Turchia e Qatar e probabilmente permettere all’ISIL di introdursi a Gaza. Recenti rapporti di intelligence dicono infatti che i miliziani dello Stato dell’Iraq e del Levante sono già presenti nel Sinai e qualcuno arriva a ipotizzare che siano già all’interno di Gaza. E’ un rischio che né Israele né l’Egitto possono correre. Quindi, o si risolve il problema Hamas in maniera definitiva affidando la gestione della Striscia di Gaza alla ANP, oppure si sigilla completamente la Striscia e ci ripensa tra un po’. Altre alternative non ci sono. L’ISIL incalza e il pericolo è molto maggiore di quello rappresentato da Hamas.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi [glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter
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One Comment

  1. La storia ci insegna che ogni volta che Israele ha realizzato dei risultati concreti (militarmente) ha poi (sempre) ceduto alle pressioni internazionali, sia da finti amici che da dichiarati nemici.
    Sembra che si abbia paura ad andare sino in fondo e poi resistere.
    Questo dimostra una mancanza di determinazione, da parte dei governanti di turno, a realizzare gli scopi che loro stessi si sono prefissati (per il bene del popolo d’Israele).

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