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Israele e la minaccia turca dietro alla nuova Siria

Mappa della Siria con Erdogan in primo piano

Leggendo articoli di “autorevoli” giornalisti italiani (ma non solo) mi sono reso conto dell’euforia generale verso la cosiddetta “nuova Siria” dell’ex jihadista Ahmed al-Sharaa, prima conosciuto con il nome di battaglia di Abu Mohammed al-Jolani.

Al-Jolani non era proprio uno qualsiasi. Fino a quando non ha conquistato il potere in Siria grazie al fatto che Israele ha demolito Hezbollah che garantiva la sicurezza di Bashar al-Assad, era a capo del gruppo terrorista islamico Hayat Tahrir al-Sham (HTS).

Nato il 28 gennaio 2017 dalla fusione di Jabhat Fateh al-Sham (l’ex Fronte al-Nusra, precedentemente affiliato ad al-Qaeda) con altri gruppi ribelli, HTS mirava inizialmente a rovesciare il regime di Bashar al-Assad e instaurare un governo basato su un’interpretazione fondamentalista della legge islamica.

HTS controllava prevalentemente la provincia di Idlib ed era considerato un gruppo terrorista persino dalla Turchia, più che altro perché ad Ankara considerano terroristi tutti quelli che non seguono la politica di Recep Tayyip Erdogan.

Tuttavia, sia HTS che la Turchia sono legati alla Fratellanza Musulmana e nonostante al-Jolani (o al-Sharaa) le stia tentando tutte per far vedere che la nuova Siria non segue le orme dei Fratelli Musulmani né quelle dello jihadismo, c’è ancora chi a ragione non ci crede: Israele.

Per questo tra le proteste generali dei soliti giornalisti anti-israeliani, a Gerusalemme hanno deciso di privare la nuova Siria di qualsiasi tipo di arma potesse essere una minaccia per Israele. Una campagna di bombardamenti ha quindi sostanzialmente distrutto il 90% dell’arsenale di Assad prima che finisse nelle mani di al-Jolani, comprese armi più o meno avanzate e, quasi sicuramente, armi chimiche.

Non solo, Israele ha allargato il cuscinetto di sicurezza che lo divide dalla Siria inglobando una parte dei territori (ma non tutti) abitati dalla minoranza drusa.

Ora, Abu Mohammed al-Jolani lo Jihadista trasformato improvvisamente in Ahmed al-Sharaa il misericordioso ha convinto un sacco di gente in occidente, ma non ha convinto Israele che, molto giustamente, non solo non crede alle conversioni sulla via di Damasco, ma vede l’ombra turca alle spalle di al-Jolani e non vuole certo una provincia turca ai confini con lo Stato Ebraico.

«Ma come, la Turchia considerava HTS un gruppo terrorista, come fa adesso a sostenerli?» diranno quelli che considerano una prepotenza le azioni difensive di Israele in Siria.

Come ho detto sopra, Erdogan tende a considerare terroristi tutti quelli non allineati con lui, oppure quelli che non gli fanno comodo. Ma il vecchio satrapo turco che ospita i leader di Hamas non può certo farsi sfuggire l’occasione di posizionarsi a ridosso dei confini di Israele.

Quindi, via al-Jolani dalla lista dei terroristi e benvenuto ad al-Sharaa. Quei cattivoni di Israeliani ti hanno distrutto le armi? Te le diamo noi. D’altronde siamo tutti Fratelli Musulmani. I drusi sono troppo filo-israeliani e non vogliono stare nella nuova Siria? Non c’è problema, li convinceremo a suon di bombe, magari con qualche drone avanzato gentilmente offerto da Erdogan.

E già, i droni turchi. Proprio oggi sul Jerusalem Post esce un bellissimo articolo che ne parla. Stiamo parlando di macchine abbastanza avanzate da fare la differenza in un contesto non altamente tecnologico, come può essere la Siria. Israele ha le misure difensive per neutralizzarli, ma i drusi o gli alawiti no. Così come i curdi, anche se qualche giochino elettronico fornito da amici ce l’hanno.

Bene, l’intelligence israeliana afferma che nel pacchetto di armi già fornite dalla Turchia alla nuova Siria ci siano anche alcuni droni turchi. Nei piani di Erdogan dovrebbero aiutare la Siria a sopperire alla mancanza di forze aeree, distrutte dai soliti cattivissimi israeliani.

Secondo una fonte dell’intelligence di Gerusalemme, personale turco sarebbe a Damasco per addestrare i siriani all’uso dei droni turchi, per altro già usati a scopo di ricognizione proprio contro i drusi.

Ed è questo che ha fatto scattare l’allarme in Israele, allarme che ha portato l’IDF a decidere di colpire con attacchi aerei “obiettivi militari” nelle vicinanze di Damasco.

Ma ormai la Turchia è dentro la Siria e per quanto al-Jolani metta cravatte e cerchi di apparire come al-Sharaa, rimane uno jihadista affiliato alla Fratellanza Musulmana, la stessa di Hamas e di tanti altri gruppi sunniti.

Non ci si faccia quindi ingannare dalle dichiarazioni d’intento del nuovo leader della Siria o dal fatto che alcuni paesi arabi vorrebbero aiutare Damasco ad uscire dal pantano. Abu Mohammed al-Jolani rimane uno jihadista che fa parte della Fratellanza Musulmana come Turchia e Qatar. Non ricorda tanto Hamas?

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