Israele nel momento più buio (e i nemici esterni non c’entrano)

26 Luglio 2023
giorno buio

È onestamente difficile per chi come me ama Israele e che per oltre venti anni ha fatto Hasbara con tutti i mezzi che aveva a disposizione, commentare questo momento.

Difendere per tutto questo tempo l’unica democrazia in Medio Oriente per poi vederla distrutta da banditi, estremisti di destra e religiosi che per via di un piccola minoranza di seggi in più alla Knesset sta legiferando anche contro il volere dei loro stessi elettori, fa male al cuore.

Vedere commenti del tipo «finalmente potremo annettere la Giudea e Samaria e buttare fuori gli arabi dalle nostre terre» ti fa sinceramente rammaricare di aver passato tutto questo tempo a fare Hasbara per qualcosa che probabilmente non c’è più.

E pensare che nelle migliaia di discussioni fatte in questi anni contro gli anti-israeliani il nostro punto forte era proprio il fatto che in una democrazia come quella israeliana ci fossero anche gli arabi musulmani, i cristiani e tanti altri con uguali diritti rispetto agli ebrei.

Perché temo che il vero punto di tutta la questione della riforma giudiziaria sia proprio questo. L’ultradestra e gli ultra-ortodossi vogliono far fuori l’Alta Corte perché è l’unico vero ostacolo ai loro piani di allargamento indiscriminato degli insediamenti in Giudea e Samaria; l’unico ostacolo alla creazione di uno Stato solo per gli ebrei; l’unico ostacolo alla “irragionevolezza” di proporre un ministro condannato per frode e corruzione come Aryeh Deri, leader del partito ultra-ortodosso Shas; l’unico ostacolo alle “cosucce” che hanno in mente come la proposta di legge avanzata ieri mattina per equiparare lo studio della Torah al servizio militare, un modo come un altro per evitare di servire la Patria.

Con questa gente si è alleato Netanyahu, lo stesso Premier che abbiamo difeso per anni nonostante non lo meritasse. E lo ha fatto solo perché voleva salvarsi il deretano dalle accuse di corruzione (sulle quali non entro nel merito perché non mi compete) ben sapendo che non avrebbe avuto un’altra occasione.

Mossad e procuratore generale contro il governo

Ieri il Direttore del Mossad, David Barnea, ha detto che in caso di crisi «il Mossad sarà dalla parte giusta della storia». Tutti e sei gli ex direttori del Mossad ancora in vita si sono espressi contro la riforma giudiziaria e a quanto sembra sarebbero decine gli agenti operativi pronti a dimettersi nel caso il Governo proceda con la riforma di cui un pezzo importante ha avuto la sua approvazione proprio ieri.

Sempre ieri anche il procuratore generale Gali Baharav-Miara si è schierata contro il governo in risposta a una petizione dell’Alta Corte contro una legge approvata dalla coalizione a marzo che sembra fatta apposta per gli interessi personali di Netanyahu.

Baharav-Miara sostiene in un esposto presso l’Alta Corte di Giustizia che la Knesset ha abusato della sua autorità per migliorare la posizione legale del Primo Ministro Benjamin Netanyahu mentre è sotto processo per accuse di corruzione e ha cercato di “permettergli di operare in violazione delle sentenze del tribunale”.

I nemici di Israele gongolano

E intanto i nemici di Israele se la ridono. Ieri il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, è uscito dal buco dove si nasconde da decenni per rimarcare la debolezza di Israele in questo momento in cui c’è un governo che ha persino paura di ordinare all’IDF di rimuovere con la forza una tenda di Hezbollah eretta come sfida nelle fattorie di Shebaa.

Parlando della crisi interna allo Stato Ebraico Nasrallah ha detto che «una volta si pensava che Israele fosse una potenza regionale che non poteva essere battuta, e i Paesi della regione hanno accettato la sua minaccia come un dato di fatto». Poi ha detto che oggi non è più così e che Israele non è mai stato vulnerabile come in questo momento.

Ha ragione Nasrallah ad essere felice perché questo è veramente il momento più buio per Israele e non lo hanno provocato i suoi nemici, non dipende da fattori esterni.

In questo momento il nemico più pericoloso Israele ce l’ha al suo interno. È l’ultradestra nazionalista, i religiosi ultra-ortodossi, sono gli interessi personali del Premier i veri nemici di Israele che rischiano di trasformare l’unica democrazia in Medio Oriente nell’ennesima teocrazia (ben che vada) in Medio Oriente.

E se penso di aver fatto Hasbara per tanti anni solo per vedere al governo gente come Itamar Ben-Gvir, Bezalel Smotrich e Yoav Maoz, cioè l’antitesi di quello per cui ho tanto lottato, l’opposto di come ho sempre immaginato Israele, allora mi viene da pensare di aver davvero lottato per niente.

Franco Londei

Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter

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