JD Vance molla Israele: «Non possiamo permettere che la nostra politica in Medio Oriente sia subordinata a Israele»

In vice-Presidente americano, JD Vance, conferma il suo cattivo feeling con Israele e fa capire con chiarezza che gli interessi di Trump non coincidono con quelli dello Stato Ebraico

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Sarah G. Frankl - Writer

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che Washington non può permettere che la propria «politica estera in Medio Oriente sia subordinata allo Stato di Israele».

Intervenendo a una conferenza organizzata dal podcast All-In, Vance ha dichiarato in merito ai rapporti tra Stati Uniti e Israele: «Ovviamente Israele è stato un partner importante in materia di tecnologia militare e di condivisione di informazioni di intelligence, ma a volte gli Stati Uniti non… sono d’accordo con Israele» (da notare che parla al passato).

«Penso che, più di qualsiasi altro presidente degli ultimi 40 anni, egli (Trump n.d.r.) abbia dimostrato la volontà di prendere effettivamente le distanze da Bibi Netanyahu quando ritiene che gli interessi del popolo americano siano diversi da quelli del governo israeliano», afferma Vance, utilizzando il soprannome del primo ministro Benjamin Netanyahu.

«Donald Trump è l’unico presidente degli ultimi 40 anni che si è dimostrato disposto a dire: «Sai una cosa? Sì, Bibi è un buon partner, ma su questo io e Bibi abbiamo opinioni diverse», oppure «Bibi ha torto su questo», o magari «Bibi ha ragione su questo dal punto di vista di Israele, ma il popolo americano ha bisogno che noi prendiamo una direzione diversa».

Vance sostiene che «fondare questo rapporto, come tutti i rapporti, sull’interesse americano è il modo per avere effettivamente una conversazione razionale in questo ambito».

Il vicepresidente afferma che questo vale anche per la NATO.

«[Abbiamo] molte relazioni importanti, molte partnership significative all’interno della NATO, ma ciò non significa che renderemo la nostra politica estera europea completamente subordinata alla NATO, così come non possiamo permettere che la nostra politica estera in Medio Oriente sia subordinata allo Stato di Israele.

«Collaboreremo con gli altri quando sarà opportuno farlo, e non saremo d’accordo quando non lo saremo. E perseguiremo gli interessi degli Stati Uniti. Questo è l’unico modo per avere una politica estera razionale».

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Vive nel sud di Israele. Responsabile della redazione e delle pubblicazioni Breaking News. Cura i social di Rights Reporter. Esperta del settore informatico. Hacker Etica