La tragedia del Medio Oriente e le ambiguità della chiesa

CERTI ALTI PRELATI

“…esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato. Le responsabilità sono diverse. Riconoscere questa differenza è un atto di rispetto verso la giustizia e la verità”.

Estratto dalla lettera del Cardinale, Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa.

Tra le fiamme dei conflitti mediorientali si dibatte una Chiesa in cerca di ideologiche uscite di sicurezza. Abbiamo alti prelati, come il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, che, come nella lunga lettera dalla quale ho estratto la frase d’apertura, esprimono posizioni diplomaticamente anti Israeliane semplificando molto la realtà politica, giuridica e militare. Hamas non ha deposto le armi, come avrebbe dovuto fare secondo gli accordi e continua a sparare contro Israele. Stessa identica cosa sta accadendo dal Libano, Stato in ostaggio da decine d’anni di Hezbollah. È chiaro a tutti che la guerra è una cosa orrenda ma dovrebbe essere altrettanto chiaro da chi sia stata iniziata. Quanto a chi occupa e a chi è occupato si dovrebbero evitare banalizzazioni in quanto la questione è assai complessa e articolata: chi conosce bene la storia di quei territori dal 1967 in poi e le questioni giuridiche, non la propaganda, lo comprende bene. Io sono cristiano e cattolico, non me ne viene nulla a difendere lo Stato di Israele, anzi, mi faccio dei nemici, ma la verità non può essere ignorata e calpestata. 

 Sta di fatto che anche Arcivescovi come Matteo Maria Zuppi, che non esitano a condannare le gesta di una democrazia, Israele, che tenta di difendersi, non ritengono di dover alzare la voce con altrettanta vigoria e indignazione contro tutto quel mondo islamico che in Sudan, Yemen e in altri paesi perseguita ferocemente i cristiani. In Iran vige uno Stato Islamico che in poche ore non ha esitato a trucidare 45.000 civili che, disarmati, protestavano nelle piazze. Non inquieta i vescovi suddetti l’ipotesi che tale regime possa dotarsi dell’arma atomica con la quale, da 47 anni, dice di voler annientare lo Stato di Israele? Stiamo parlando dello stesso regime, quello iraniano, che ha finanziato il regime di Assad in Siria, che ha prodotto circa 500.000 morti. Mi chiedo: questa è la Chiesa che interpreta e attua la visione di Sé e del mondo secondo il Concilio Vaticano II? Ratzinger ha spesso accennato alle conclusioni del Concilio Vaticano II come ad una questione ermeneutica, cioè di carattere interpretativo degli atti del Concilio stesso. Per Lui il Concilio ha espresso una riforma che non rinnega la tradizione bimillenaria della Chiesa ma per molti altri, nella Chiesa e fuori, è vero esattamente il contrario.

IL FUMO DI SATANA

Papa Paolo VI, il Pontefice che nel 1965 chiuse i lavori del Concilio, promulgando il documento magisteriale “Nostra aetate[1]” pochi anni dopo,1972, parlò del fumo di Satana[2], riferendosi ad una mentalità secolare penetrata, da qualche “apertura”, all’interno della Chiesa. Proprio nel documento sopra citato si esplicita una posizione di grande rispetto e apertura nei confronti delle altre religioni, in particolare nei confronti dell’Islam. Il magistero conciliare ha preteso la propria attuazione e i pontefici che sono venuti dopo hanno lavorato anche secondo tale criterio. Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, già molto prima di salire al soglio pontificio proclamava il diritto degli immigrati musulmani di costruirsi, anche qui, una moschea per pregare il proprio Dio.  Karol Józef Wojtyła, Papa S. Giovanni Paolo II, ha fatto molto per l’apertura del dialogo con il mondo musulmano, è noto e rinomato il suo viaggio in Marocco nel 1985, dove parlò a 80.000 giovani musulmani a Casablanca sull’apertura e la fratellanza. Tuttavia, dal mondo islamico, o una parte consistente di questo, giungevano messaggi di segno diverso. Nel 1972 abbiamo il tragico “Settembre nero” delle olimpiadi di Monaco, nel 1973 l’attentato palestinese a Fiumicino con più di 30 morti e andiamo avanti con tanti attentati in Europa fino all’11 settembre 2001 con quello alle torri gemelle in America e altri ancora nel vecchio Continente.

RATZINGER – BENEDETTO XVI –

Nel 2005, con l’arrivo del Cardinale Josef Ratzinger al soglio di Pietro, Benedetto XVI, cambia qualcosa. Con lui abbiamo, nel 2006, il famoso discorso di Ratisbona con il quale metteva in guardia l’UE dalla storica aggressività della religione islamica, poi, la Sua lotta al relativismo con la pronuncia sui valori non negoziabili. Quanto si legge di positivo verso l’Islam nella Nostra aetate, sul piano teologico, non impedisce a Benedetto XVI l’analisi storica sulle propensioni violente di quella stessa teologia nei confronti delle altre religioni e dell’Occidente in genere. Papa Benedetto XVI, però, non va bene al mondo in via di scristianizzazione, non va bene all’Unione Europea che non riconosce le proprie radici giudaico cristiane così come non raccoglie le simpatie del Presidente Obama di politica democratica progressista. I docenti dell’Università La Sapienza di Roma gli impediscono di parlare all’apertura dell’anno accademico. Tuttavia, Benedetto XVI non piace nemmeno all’interno di una Chiesa nella quale aleggia da tempo quel fumo di Satana di cui lamentava Paolo VI. Forse Benedetto XVI ostacolava platealmente la messa in atto di quella interpretazione progressista del Concilio Vaticano II? Forse Egli impediva l’accoglimento della teologia della liberazione, già condannata da S. Giovanni Paolo II? In un’Europa a guida sinistra le sue posizioni stridevano con quel marxismo che già nel 1979 salutava con gioia l’avvento degli Ayatollah al governo dell’Iran? Forse il mite professore divenuto Pontefice era troppo distante da un marxista come Antonio Negri che nella discussa intervista alla Stampa del 2005 vedeva la rivolta dei giovani franco-musulmani delle banlieues l’inizio di una rivoluzione bolscevica? Benedetto XVI incarnava, forse, quel Katechon, il potere che trattiene[3] l’arrivo dell’Anticristo?

LA RELIGIONE ISLAMICA E L’ACCORDO CON LO STATO ITALIANO

Sta di fatto, comunque, che, a differenza delle altre religioni presenti in Italia la religione islamica non ha mai raggiunto l’intesa con lo Stato Italiano come previsto dall’art. 8 della Costituzione che ne disciplina i rapporti. Per giungere all’Intesa l’ente di culto deve sottoporre il proprio statuto al Prefetto che ne valuta la compatibilità all’ordinamento giuridico italiano. Gli Imam non ne vogliono sapere.

JORGE MARIO BERGOGLIO – PAPA FRANCESCO –

Con l’arrivo di Papa Francesco, invece, il vento cambia completamente e l’interpretazione del Vaticano II in chiave progressista sembra prendere il sopravvento. Spariscono i valori non negoziabili e anche la possibilità di fare messa secondo il rito antico. Il neo-Papa Jorge Mario Bergoglio sceglie un nome “Francesco” che non si rifà alla tradizione pontificia ma, anzi, vuol significare una vera e propria rottura con il passato. Papa Francesco promuove fortemente un’istanza anti clericale dal sentore, mi si passi il termine, anti ecclesiale. Papa Francesco predica la povertà, la venera come una divinità e Lui se ne fa sacerdote del culto. Papa Francesco non alloggia nelle stanze papali del Vaticano e se ne va a Casa Santa Marta. Papa Francesco non ama i paramenti sacrali della tradizione papale e veste solo di bianco. Papa Francesco vorrebbe una interpretazione del Vangelo sine glossa[4] e di conseguenza una Chiesa povera in canna. Papa Francesco vorrebbe che l’Europa e l’Italia accogliessero tutti i migranti[5] che abbiano o no diritto a venire qua, delinquenti compresi, perché anche la Sacra Famiglia è stata migrante ed Egli estrae dai Vangeli esempi assai impropri. Papa Francesco è quello della causa ambientalista stile Greta Tumberg[6], A Papa Francesco va bene accogliere Pachamama[7] in Vaticano fino a giungere al presepe con il bambino Gesù avvolto nella kefiah sorvolando sul fatto che il Bambinello era ebreo senza se e senza ma. D’altronde Egli è anche il Papa che firma il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune, il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi. L’intesa è stata siglata con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, considerato la massima autorità teologica dell’Islam sunnita. Nel documento vi è un passaggio in cui si afferma che la Sapienza divina ha voluto il pluralismo religioso[8]. Tale affermazione entra in netta contraddizione con il credo cristiano in quanto la pluralità delle religioni è conseguenza del Peccato originale e che solo con il Cristo sulla Croce l’umanità giunge alla riconciliazione della Nuova Alleanza. Già nella Rerum Novarum di Leone XIII si specifica che “Non c’è soluzione alla questione sociale fuori dal Vangelo”. L’espressione “fuori dal Vangelo” non si riferisce solo alle ideologie e alle politiche umane ma comprende anche le altre religioni diverse da quella vera che per la Chiesa è il cristianesimo. Tuttavia, la scelta più inquietante, almeno per me, sta nella lavanda dei piedi ai migranti Musulmani. Nel Vangelo Gesù, con quel gesto dell’Ultima Cena, vuol rispondere alla domanda mondana che gli apostoli, di fatto i primi vescovi della Chiesa nascente, si facevano e Gli facevano: “Chi è il più grande tra di noi?” Gesù, lavando loro i piedi dimostra e spiega che il più grande è colui che si fa servo tra coloro che sono al servizio di Dio. Quel gesto e il suo significato stanno all’interno della Chiesa e di quella che diverrà la Santa Romana Chiesa. Papa Francesco esporta il gesto e, dunque, il suo significato fuori dalla Chiesa e Lui, lavando i piedi di immigrati musulmani, si fa servo dei servi di Dio: di quale Dio?

 QUESTA CHIESA COS’E’?

È questa la Chiesa auspicata dal Concilio vaticano II oppure con Francesco siamo andati oltre? Sono queste le ragioni per le quali la Chiesa non comprende, o finge di non comprendere, la situazione del medio Oriente? È per questo che i Pizzaballa e gli Zuppi, creature cardinalizie del pontificato bergogliano, non si accorgono delle persecuzioni cristiane da parte degli islamici sunniti e sciiti nel Sudan e nello Yemen ma se a Gerusalemme, per motivi di sicurezza, l’IDF impedisce il momentaneo ingresso alla Basilica del Santo Sepolcro si grida alla persecuzione anti cristiana? Questa chiesa si percepisce erede della Rerum Novarum di Leone XIII o avanguardia di un innocuo panteismo, unilaterale, suggerito dal documento di Abu Dhabi? Questa Chiesa è disposta, come hanno fatto S. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI a ribadire il fondamento storico del cristianesimo o lo vogliamo diluire in una anonima New Age al servizio della propaganda bolscevico-islamica? È la Chiesa di Cristo o della Dea Madre terra? Per il Cardinale, vescovo cattolico Pierluigi Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, lo Stato di Israele deve difendersi e continuare ad esistere o anche lui è dell’idea: Palestina libera dal fiume al mare?


[1] Nasce nel 1961 come documento sull’ebraismo (Decretum de Judaeis), evolvendo poi in un documento globale sulle religioni. Riconosce il legame spirituale profondo tra la Chiesa e il popolo ebraico, rifiutando l’accusa collettiva di deicidio. Sottolinea il rispetto per i musulmani, che adorano l’unico Dio, incoraggiando la comprensione reciproca.

[2] La celebre frase di Papa Paolo VI sul “fumo di Satana” che sarebbe entrato “da qualche fessura nel tempio di Dio” fu pronunciata durante l’omelia del 29 giugno 1972, festa dei Santi Pietro e Paolo. Il pontefice intendeva descrivere un periodo di crisi, dubbio, insoddisfazione e scristianizzazione che percepiva all’interno della Chiesa post-Conciliare

[3] Il katechon è un concetto teologico paolino, menzionato nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi (2 Tes. 2:6-7), che indica una forza o entità capace di frenare l’avvento dell’Anticristo e la fine del mondo. San Paolo descrive questa potenza, talvolta al neutro e talvolta al maschile, come l’ostacolo attuale che impedisce la manifestazione completa dell’empietà.

[4] Senza nessuna interpretazione, assenza di esegesi.

[5] Posizione non aderente alla dottrina del Catechismo della Chiesa sui migranti, vedi paragrafo2241 del medesimo.

[6] La Laudato si'(24 maggio 2015) è la seconda enciclica di Papa Francesco, dedicata all’ecologia integrale e alla cura della “casa comune”. Il documento denuncia il degrado ambientale e il cambiamento climatico, collegandoli indissolubilmente alle ingiustizie sociali, chiedendo una conversione ecologica per proteggere il pianeta e i poveri

[7] Pachamama (anche Pacha Mama o Mama Pacha) significa in lingua quechua “Madre Terra”. Si tratta di una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l’altipiano andino, quali gli Aymara e i Quechua. È la grande dea madre, dea della terra, dell’agricoltura e della fertilità.

[8] – La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano. Dal documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune.

Fabio Fineschi, psicopedagogista ora in pensione e scrittore. Ha pubblicato un saggio di filosofia e due romanzi. Coniugato, vive a Firenze