L’abbandono dei curdi da parte di Trump è un messaggio devastante

Il ritiro degli americani dalla Siria è un segnale devastante. «L’America non tutela gli alleati». E se c’è una cosa certa è che sono in tanti pronti ad approfittarne, a partire dagli iraniani (anche se sembra che Trump abbia cambiato idea)

«Abbandonando i curdi abbiamo inviato il segnale più pericoloso possibile». A dirlo su Twitter non è uno qualsiasi ma uno dei maggiori alleati del Presidente Trump, il senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham.

«Il messaggio è che l’America è un alleato inaffidabile ed è solo una questione di tempo prima che Cina, Russia, Iran e Corea del Nord agiscano in modo pericoloso. Gli Stati Uniti ora non hanno alcun effetto leva e la Siria alla fine diventerà un incubo per Israele» ha poi aggiunto Graham.

«Il risultato più probabile di questa decisione impulsiva è garantire il dominio dell’Iran sulla Siria» ha aggiunto ancora il senatore Lindsey Graham.

Questo è solo il più eclatante dei tanti messaggi di disaccordo con il Presidente Trump in merito alla decisione di abbandonare i curdi siriani nelle mani assassine di Erdogan, messaggi che arrivano sia da parte democratica che da parte repubblicana.

Che il Presidente Trump fosse inaffidabile lo sapevamo già da tempo. Per citare solo gli episodi più recenti basta guardare a quello che non ha fatto quando gli iraniani gli hanno buttato giù un sofisticato drone o quando, sempre gli iraniani, hanno spudoratamente attaccato le più grandi infrastrutture petrolifere saudite. Nulla.

Se minacci una guerra devi essere pronto a fare una guerra, non puoi dare l’impressione di essere un debole, di essere uno che fugge con la coda tra le gambe di fronte alle provocazioni e alle minacce di gente come gli iraniani e gente simile dopo aver abbaiato alla luna e minacciato sfracelli.

O, peggio ancora, se hai un alleato regionale che ha contribuito a sconfiggere la più grande minaccia per l’occidente, lo Stato Islamico, non puoi abbandonarli nelle mani di coloro che ne hanno preso il posto, cioè la Turchia di Erdogan e l’Iran degli Ayatollah.

Cosa ci impedisce ora di pensare che in caso di attacco contro Israele Trump non agisca nello stesso modo? Ma soprattutto, cosa impedisce agli iraniani di pensare di poter fare quello che vogliono perché Trump ha paura (si, paura) di reagire come dovrebbe?

Il messaggio lanciato da Trump con l’abbandono dei curdi al loro destino è semplicemente devastante. Lo hanno capito tutti tranne il Presidente americano.

Gli americani hanno trovato nei curdi un alleato affidabile, un alleato pronto a dare la vita per sconfiggere lo Stato Islamico. Ne sono morti a migliaia per raggiungere quell’obiettivo. Che segnale mandi se adesso li abbandoni nelle mani assassine del satrapo islamico Erdogan?

Ora, sembra che sommerso dalle critiche (soprattutto dei suoi) il Presidente Trump ci stia ripensando. Sembra, perché non si sa mai quali allucinazioni avrà di primo mattino il Presidente americano.

“Come ho affermato con forza prima, e solo per ribadire, se la Turchia fa qualcosa che io, nella mia grande e ineguagliata saggezza, considero off limits, distruggerò e cancellerò totalmente l’Economia della Turchia (l’ho già fatto prima!).

Allucinazioni, appunto. Un ego smisurato e la tendenza a minacciare sfracelli senza poi fare assolutamente nulla.

Intanto la Turchia è pronta a invadere il Kurdistan siriano. Lo ha già fatto con la regione di Afrin senza che nessuno abbia battuto ciglia nonostante il massacro di oltre tremila curdi.

Le vuote minacce di Trump non impensieriscono Erdogan. Non lo hanno impensierito quando, da membro della NATO, ha comprato dalla Russia gli S-400.

E non possono non tornare in mente le parole del senatore repubblicano Lindsey Graham. Cosa farà Trump quando gli iraniani attaccheranno Israele? Perché se c’è una cosa certa è che lo faranno. Se ha abbandonato i curdi (e i sauditi) cosa gli impedirà di fare la stessa cosa con gli israeliani?