Non riesco a capire bene di che pace stanno parlando i cosiddetti “pacifisti”, quelli che non dicono una sola parola contro Hamas, Hezbollah, Putin, l’Iran, la Cina o la Corea del Nord.
Se ho capito bene, ma potrei anche sbagliarmi, con la parola “pace” loro intendono la resa degli aggrediti. Vedono stragi in modo unilaterale, cioè vedono solo quelle provocate da chi si difende ma non quelle di chi aggredisce.
Sempre se ho capito bene, essi non vedono una minaccia nell’Iran che da anni incendia il Medio Oriente, non vedono una minaccia nell’estremismo islamico armato di Hamas-ISIS, non vedono una minaccia negli arsenali di Hezbollah. Non vedono una minaccia nell’imperialismo russo. No. Essi vedono una minaccia nell’unica democrazia in Medio Oriente, Israele, o in un Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, liberamente eletto che si è rifiutato di mettersi in salvo ed è rimasto a combattere con la sua gente contro l’aggressione russa.
Non so, ma a me sembra che questi pacifisti (che noi chiamiamo “pacivendoli”) si siano fatti megafono di dittatori e terroristi. Mi sembra che piuttosto che difendere la pace difendano la violenza e la volontà genocida di regimi islamici come l’Iran o di dittature come quella russa. Mi sembrano molto allineati con terroristi islamici come Hamas o Hezbollah. E perché no, con l’ISIS e Al Qaeda visto che non dicono una parola sulle stragi che stanno commettendo in Africa Occidentale.
Se davvero questa gente volesse parlare di pace parlerebbe del conflitto in Sudan, dove davvero esiste una crisi umanitaria senza precedenti. Eppure non l’ho mai sentito nominare dai vari tromboni che sui social non aspettano altro che muoia qualche bambino innocente a Gaza o a Beirut per attaccare i “cattivi” israeliani. Dei bambini sudanesi non gliene importa un fico secco.
Se veramente questa gente volesse parlare di Diritti Umani parlerebbe delle donne afghane addirittura costrette al silenzio (letteralmente), parlerebbe delle ragazze iraniane uccise o, bene che vada, incarcerate per lungo tempo solo per non aver messo il velo islamico o per averlo indossato male.
Dirò di più, se volessero parlare dei Diritti dei cosiddetti “palestinesi” (che va così tanto di moda) parlerebbe di quelli chiusi nelle città erroneamente chiamate campi profughi, in Libano dove vivono senza nessun Diritto, nemmeno quello di lavorare fuori dalle loro città. Parlerebbero di quelli espulsi dall’Iraq. Parlerebbero delle decine di migliaia massacrati in Siria e oggi costretti a vivere ai margini, con appena una tenda sulla testa.
Ma chissà come mai, nessuno lo ricorda come nessuno tra i tromboni pacifisti si ricorda di quel 27% di popolazione israeliana araba che vive pacificamente con gli ebrei, è rappresentata alla Knesset e gode di ogni Diritto. Che addirittura combatte per difendere Israele. L’unica araba israeliana di cui si ricordano è la portavoce di Hamas e dell’emiro del Qatar, quella Rula Jebreal che inonda il web delle fake news di Hamas e di Hamad bin Khalifa Al Thani.
Quindi torno al titolo di questo mio misero scritto: di che pace stanno parlando? Cosa vogliono veramente questi “pacifisti”. Che Israele si arrenda ad Hamas o che Hamas si arrenda, liberi gli ostaggi e infine liberi la popolazione di Gaza dalla sua presenza? Vogliono che l’Ucraina si arrenda a Putin oppure vogliono che si difenda dall’aggressione imperialista russa?
Vogliono forse che gli Ayatollah iraniani continuino ad opprimere il popolo persiano, quello libanese e quello siriano oppure vogliono che tutti questi popoli si liberino dal giogo dei Mullah e delle loro maledette gru dove ne impiccano a centinaia?
Gran bella parola “pace”, ma in questo mondo dominato da regimi islamici come quello iraniano o quello di Hamas-ISIS e da dittature imperialiste come quella russa e quella cinese, la pace non si raggiunge cedendo alle loro pretese, quella si chiama resa. La pace si difende e si raggiunge con le armi. I fiori nei cannoni alimentano le dittature.
