L’accordo tra Libano e Israele è molto più importante di quanto certi “esperti” vanno cianciando in giro cercando di sminuirlo o descrivendolo come una «carta senza valore».
Prima di tutto l’accordo tra Libano e Israele segna con ogni probabilità la fine di una guerra che sulla carta non era mai stata chiusa dal 1982, quando Israele lanciò una massiccia invasione su larga scala (Operazione Pace in Galilea) arrivando fino a Beirut.
In secondo luogo c’è, all’Art. 1 del memorandum, il riconoscimento reciproco. In quell’importantissimo articolo si afferma infatti che «Israele e il Libano affermano il diritto di ciascuno Stato ad esistere in pace e il loro reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Stati sovrani confinanti. Israele e il Libano dichiarano pertanto la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di affrontarne le cause profonde e di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro».
Già solo queste poche righe avranno fatto infuriare gli Ayatollah a Teheran che avevano investito miliardi di dollari in quello che loro davano per scontato essere un territorio sotto pieno controllo iraniano, attraverso Hezbollah, confinante direttamente con Israele. Dopo aver perso la Siria, Teheran perde anche il Libano.
Al punto 2 dell’accordo tra Libano e Israele si afferma che «il Governo di Israele e il Governo del Libano si impegnano in un processo reciproco e graduale, con condizioni chiare, in base al quale le Forze Armate Libanesi (LAF) ripristineranno l’effettiva autorità sovrana su tutto il territorio libanese, subordinatamente al disarmo verificato dei gruppi armati non statali e allo smantellamento delle infrastrutture associate, consentendo alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di ritirarsi progressivamente dal territorio libanese».
Qual è il punto vero, quello politico prima ancora che quello militare? Il vero punto è che l’accordo tra Libano e Israele bypassa completamente Teheran e quindi Hezbollah che infatti non lo riconoscono. Anzi, lo osteggiano a tal punto da minacciare una guerra civile.
Non solo. Nel memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti la questione del Libano era prioritaria e condizionante proprio perché Teheran non voleva perdere la “ provincia libanese”. Ora quella leva viene ufficialmente a cadere. È il governo libanese infatti ad aver stretto l’accordo con Israele e lo ha fatto chiedendo contemporaneamente due cose: il disarmo di Hezbollah e la fine delle interferenze iraniane nelle questioni libanesi.
C’è un altro punto molto importante ma ampiamente ignorato: il ruolo di Marco Rubio nel raggiungimento di questa importantissima intesa. Per una volta l’Amministrazione Trump non usa i soliti inutili mediatori, Steve Witkoff e Jared Kushner, ma lascia che a fare il proprio lavoro sia il Segretario di Stato, l’unico vero politico nel giro ristretto della Casa Bianca. Se Libano e Israele non verranno lasciati soli nell’impresa di disarmare Hezbollah, questo primo memorandum tra Beirut e Gerusalemme sarà una pietra tombale sulle pretese iraniane sul Libano. Forse addirittura più importante della distruzione del programma balistico iraniano.

