Nella notte scorsa misteriosi droni avrebbero infastidito la Global Sumud Flotilla (GSF) diretta a Gaza con il lancio di alcune bombe sonore.
Non è chiaro di che tipo di droni si tratti né se effettivamente siano state lanciate bombe sonore. Alcuni partecipanti alla Global Sumud Flotilla, come il neozelandese Sam Leason, appare un po’ confuso nella sua descrizione arrivando a dire che i misteriosi droni avrebbero scaricato sulla flotilla del liquido infiammabile.
Altre testimonianze video affermano che “Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche, in questo momento, ma non ci lasceremo intimidire” alludendo al fatto che i droni starebbero lanciando bombe sonore.
Essendo questi cosiddetti “attivisti” in palese ricerca di visibilità, non è chiaro se l’attacco sia effettivamente avvenuto o se si tratti dell’ennesima messa in scena. Tuttavia mi permetterei di dare un (non richiesto) consiglio a Israele: fateli passare.
Sono diretti a Gaza? Bene, fateli arrivare a Gaza. Ci dovrebbe ancora essere un porticciolo per le barchette dei pescatori. Fateli attraccare lì e se non possono attraccare non è un problema di Israele.
Loro puntano a creare l’incidente per poi andare a sbarcare comodamente da eroi nei porti israeliani. Non gli si dia questa possibilità. Fateli sbarcare a Gaza, con i loro LGBT+, le loro ragazza in costume… ecc. poi chiudete tutto. Lasciateli a Gaza, proprio dove loro dicono di voler andare.
Che arrivino tutte le barchette a Gaza. Troveranno pure il modo di sbarcare le “migliaia di tonnellate di aiuti umanitari” (cito i loro fan) che in un battibaleno risolveranno tutti i problemi della Striscia di Gaza e dei Gazawi. Lasciate la flotilla al “forte abbraccio” di Gaza.

