Si è sempre detto, e credo che tutti siano d’accordo a prescindere dal colore politico, che il programma nucleare iraniano rappresentasse una minaccia esistenziale per Israele.
Si è sempre detto, pure, che se Israele avesse attaccato il programma nucleare iraniano sarebbe stato devastato da decine di migliaia di missili di Hezbollah, la più potente arma di deterrenza che l’Iran potesse avere verso lo Stato Ebraico.
In Israele si è sempre detto e si continua a dire, a prescindere dal colore politico, che lasciare intatto il programma nucleare iraniano significa permettere all’Iran di raggiungere il traguardo della bomba atomica, che gli Ayatollah hanno già promesso di usare.
Pensate per un attimo se nei due attacchi missilistici iraniani contro Israele del 23 aprile 2024 e del 1° ottobre 2024, quest’ultimo definito il più grande attacco contro Israele dalla sua nascita, l’Iran avesse avuto a disposizione una bomba atomica. L’avrebbe usata? Sicuramente, senza pensarci un attimo.
Quindi anche i più ottimisti del mondo dovrebbero concordare con me sul fatto che il programma nucleare iraniano rappresenti per Israele la più grande minaccia esistenziale attualmente in corso d’opera.
Ora cosa succede? Succede che dopo l’attacco missilistico del 1° ottobre Israele ha risposto attaccando e distruggendo praticamente tutte le difese iraniane, oltre ad altri obiettivi primari quali rampe di lancio, perché puoi avere mille mila missili ma se non hai le rampe di lancio non hai nulla e non puoi nemmeno contrattaccare. Hanno distrutto una fabbrica di droni e altri obiettivi militari. Insomma, Israele ha reso l’Iran completamente in balia dei desiderata di Gerusalemme. Ma…
Ma Israele non ha finito il lavoro, cioè non ha attaccato il programma nucleare iraniano, che non è solo la centrale di Fordow, l’unica veramente quasi inattaccabile, ma è anche la fabbrica che produce le centrifughe, le altri centrali nucleari, la centrale di Natanz ma soprattutto quella ad acqua pesante di Arak che produce plutonio, la via più semplice e veloce per la bomba.
Perché? Perché negli Stati Uniti c’erano state le elezioni dove aveva vinto Donald Trump, che sebbene in campagna elettorale si fosse detto favorevole a che Israele colpisse il programma nucleare iraniano, una volta vinto e sebbene non ancora in carica, fece subito pressioni su Benjamin Netanyahu affinché non andasse verso la escalation.
Oggi emerge che Trump vuole un nuovo accordo sul nucleare iraniano, una specie di JCPOA punto due mediato dall’Arabia Saudita. Per questo Israele non solo è bloccato, ma rischia di perdere i vantaggi strategici ottenuti in mesi di combattimenti e derivanti dalla caduta di Hezbollah, del regime siriano e di Hamas. Qui ho ricapitolato il tutto compresa la tregua con Hamas imposta da Trump. IMPOSTA e chi lo nega è un ignorante oppure è in malafede.
Ma per tornare al programma nucleare iraniano, facciamo il riepilogo delle puntate precedenti:
- L’Iran vuole la bomba e ha triplicato la quantità di uranio arricchito al 60%, vicino la soglia per uso militare e inutile per fini pacifici.
- Teheran ha sempre confermato il suo principale obiettivo che rimane la distruzione di Israele.
- In questo momento l’Iran è quasi disarmata contro gli attacchi aerei, ma sta correndo ai ripari. Ogni giorno che passa aumenta la possibilità di perdite per Israele nel caso volesse attaccare il programma nucleare iraniano. Ogni giorno che passa l’Iran si avvicina alla bomba. È già in grado di produrre decine di bombe sporche e c’è la forte possibilità che le usi in qualche forma, anche attraverso proxy.
- In questo preciso istante agenti iraniani stanno cercando di rimettere in piedi Hezbollah e di far arrivare armi e denaro ai terroristi palestinesi in Giudea e Samaria. Più passa il tempo e più le due minacce si fanno gravi. Attaccare il programma nucleare iraniano potrebbe dare il via a ripercussioni a caduta che potrebbero minare il regime degli Ayatollah e porre fine a questi pericoli.
Come si può facilmente dedurre la finestra per un attacco all’Iran si sta velocemente chiudendo e il fatto che Trump continui a tener fermo il tutto perché vuole un accordo con l’Iran non fa altro che favorire gli Ayatollah.
Ora, anche i trumpisti più ciechi dovrebbero vedere quanto è nociva per Israele questa situazione, quanto è pericolosa. PERICOLOSA, perché se davvero Trump arriverà ad un nuovo accordo con l’Iran, Teheran avrà un’autostrada verso la bomba e di certo non sarà nessun accordo a fermarla.

