Nonostante l’insistenza del Presidente americano, Donald Trump, affinché Egitto e Giordania si riprendano (momentaneamente?) i cosiddetti “palestinesi” al fine di provvedere alla ricostruzione di Gaza, i due stati arabi non ne vogliono proprio sapere.
Ufficialmente perché sostengono che sarebbe una “deportazione di massa” niente affatto temporanea, una sorta di nuova Nabka, come gli arabi amano chiamare la loro fuga volontaria degli dalle terre di Israele avvenuta nel 1948.
In realtà temono ben altro. La verità è che ovunque la fazione araba dei cosiddetti “palestinesi” sia andata ha creato enormi danni. Per riassumere (molto) brevemente:
Settembre nero – Dopo la guerra dei sei giorni molti palestinesi vennero accolti in Giordania dal re hashemita Hussein di Giordania. Ma alla fazione palestinese non bastava essere accolti nella loro terra madre, volevano conquistare il potere abbattendo il regno attraverso azioni violente e di destabilizzazione. Così re Hussein di Giordania represse nel sangue il tentativo di colpo di stato messo in piedi dalla fazione palestinese. Gli scontri si protrassero per diverse settimane e si conclusero con la vittoria del governo giordano e l’espulsione di molte organizzazioni palestinesi dal paese. Si stima che migliaia di palestinesi, combattenti e civili, persero la vita durante il Settembre Nero. L’OLP e altre organizzazioni palestinesi si trasferirono principalmente in Libano, contribuendo ad aumentare le tensioni che sarebbero poi sfociate nella guerra civile libanese.
Guerra civile libanese – Dopo essere fuggiti (o essere stati espulsi) dalla Giordania, la fazione araba dei palestinesi si dedicò a destabilizzare il Libano, già sulla soglia di una guerra civile a causa dei fragili equilibri settari. Le organizzazioni palestinesi, in particolare l’OLP, si trovarono coinvolte nelle crescenti tensioni tra le diverse fazioni libanesi, in particolare tra cristiani maroniti e musulmani. Le milizie palestinesi parteciparono attivamente ai combattimenti, spesso schierandosi a fianco delle fazioni musulmane e di sinistra, contribuendo ad alimentare la spirale di violenza. Dopo il massacro di Sabra e Shatila nel 1982, molti palestinesi lasciarono il Libano, trasferendosi in altri paesi. Quelli che rimasero in Libano vennero relegati in campi profughi senza nessun Diritto, situazione ancora attuale. Infatti oggi la fazione dei palestinesi in Libano è fortemente discriminata, ma di questo i pro-pal non si interessano.
Guerra civile siriana – Con lo scoppio della guerra civile in Siria, le diverse fazioni palestinesi si sono schierate su fronti opposti: Alcuni gruppi, come Hamas, hanno inizialmente sostenuto l’opposizione al regime di Bashar al-Assad. Altri gruppi, come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), hanno continuato a sostenere il governo siriano. Il regime siriano aiutato dai suoi alleati, Iran, Hezbollah e Russia, ha duramente represso il tentativo della fazione palestinese di rovesciare Bashar Assad, uccidendo migliaia di palestinesi e costringendo gli altri a fuggire in altri stati.
Egitto – il Cairo non ne vuole sapere nulla dei palestinesi tanto che, dopo che Israele restituì all’Egitto la Striscia di Gaza essa venne donata alla fazione arabo-egiziana palestinese. Giusto per rendersi conto di come la pensano gli egiziani, il valico di Rafah, al confine tra Gaza e l’Egitto, è l’unico punto di passaggio per persone e merci non controllato da Israele. Tuttavia, il valico è spesso chiuso a causa di restrizioni imposte dall’Egitto per motivi di sicurezza.
In mezzo a tutto questo ci sono le discriminazioni subite dalla fazione araba dei palestinesi da parte di altre comunità arabe, come in Iraq, in Libano, in Siria anche con il nuovo regime, discriminazioni legate al timore che i palestinesi possano creare guai.
Ora, pur essendo stato sintetico dovrebbe apparire chiaro il motivo per cui l’Egitto e sopratutto la Giordania non vogliono ospitare i palestinesi di Gaza, nemmeno se relegati in appositi campi attrezzati.
Per tutti questi anni gli arabi si sono interessati alla questione della fazione dei palestinesi solo per fare in modo che il fardello ricadesse su Israele. Sebbene all’inizio la fazione dei palestinesi venne creata allo scopo di posizionare una spina nel fianco del nascente Stato Ebraico, con il passare del tempo anche gli arabi si sono accorti che i palestinesi sono un ostacolo al progresso delle relazioni con Israele. Tuttavia non hanno fatto niente per risolvere il problema, men che meno per toglierlo o alleggerirlo a Israele.
Ora però siamo al dunque. Appare evidente che per la ricostruzione di Gaza senza la presenza di Hamas la popolazione vada spostata, almeno in buona parte. Il problema è che con molta probabilità ovunque la fazione dei palestinesi venga spostata, creerà problemi.
Come risolvere la situazione? Sinceramente non lo so. Alcuni parlano di spostare la popolazione di Gaza nella penisola del Sinai. Ma il rischio che si crei di nuovo un califfato palestinese com’era Gaza prima della guerra è molto forte. Io mi sono limitata a spiegare in semplicità i motivi per cui gli arabi non ne vogliono sapere nulla dei palestinesi. Per le soluzioni suonare Lega Araba.

