Tutto avrei detto meno che Donald Trump prendesse la decisione di bombardare le centrali atomiche iraniane e in particolar quella di Fordow. Mi ha smentito clamorosamente.
E adesso in tanti diranno che era tutta tattica, che lui e il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, fanno il poliziotto buono e quello cattivo e scemenze del genere.
La verità è che:
1) Non poteva davvero tirarsi indietro. Sia la Russia che, soprattutto, la Cina avrebbero preso un mancato intervento come un segno di debolezza, un po’ come successe a Joe Biden con il rocambolesco ritiro dall’Afghanistan che probabilmente diede il via all’attacco russo all’Ucraina
2) Da quando è alla presidenza non ne ha azzeccata una, aveva assolutamente bisogno di mettere una tacca sul calcio della pistola
3) Le pressioni bipartisan affinché intervenisse si erano fatte pesantissime, ben oltre a quelle MAGA per il non intervento. I voti MAGA li recupera comunque, gli altri no
4) Il vice Presidente J.D. Vance ha ragione quando afferma che Netanyahu ha «tirato in guerra l’America». L’attacco israeliano a sorpresa ha scompigliato tutte le carte diplomatiche sul tavolo, le quali stavano andando verso una soluzione del tipo JDPOA (vedi punto 2) che a Israele non poteva andare bene. Trump è stato costretto controvoglia a intervenire.
E adesso via libera alle sciocchezze dei pacivendoli di turno, quelli che «ma l’Iran non stava costruendo bombe atomiche, non ci sono le prove» come se mezzo quintale di uranio altamente arricchito servisse per impastare il pane o lo avessero arricchito al 60% solo per vedere l’effetto che fa (scusa Jannacci).
Che poi in tutto questo can can non si guarda mai al pericolo più immediato che rappresenta quel mezzo quintale di uranio arricchito al 60%, cioè all’uso che ne potrebbe fare un gruppo terrorista islamico legato all’Iran per costruire una bomba sporca. L’effetto non sarebbe paragonabile a quello di una atomica, ma sarebbe ugualmente devastante e renderebbe inabitabili per decenni le zone colpite.
E adesso? Beh, adesso il gioco si fa duro veramente perché se c’è una cosa certa è che l’Iran reagirà. Già questa mattina ha sottoposto Israele a una raffica di missili che hanno provocato danni e feriti. Scatenerà quello che rimane dei suoi proxy. Non sono sicuro invece che commetterà l’errore di attaccare gli Stati Uniti o gli interessi americani. L’attacco americano è stato chirurgico, mirato esclusivamente alle centrali atomiche. Nemmeno un civile ferito. Secondo me si concentrerà solo su Israele. Ma lo vedremo solo nelle prossime ore. Intanto, bravo Trump.

