Il banditismo paga, specialmente quando due banditi fanno comunella. La svendita dell’Ucraina era nell’aria già da un po’. Dai twitt irriverenti di quello psicopatico di Trump Jr e di Elon Musk, fino ai “non detto” del Presidente Trump.
Trump lo aveva detto che avrebbe fatto finire la guerra tra Russia e Ucraina in un batter d’occhio, ma non aveva detto come, anche se i più “scafati” lo avevano immaginato. Chiunque sarebbe capace di far finire la guerra assecondando Putin. Vendendo, anzi, svendendo l’Ucraina alla Russia.
In fondo sempre Trump lo aveva detto che con lui alla Casa Bianca la guerra non sarebbe cominciata, anzi, più probabilmente non sarebbe durata più di tre giorni visto che difficilmente il tycoon avrebbe dato le armi a Kiev come invece ha fatto Joe Biden. Ma sarebbe cominciata.
Adesso si alzerà la voce univoca dei sostenitori di Trump per dire di aspettare, che Trump ha un piano per l’Ucraina ecc. ecc. Certo che Trump ha un piano per l’Ucraina: assecondare Putin.
E così anche l’Ucraina si va ad aggiungere all’Afghanistan e ai curdi siriani vincitori sull’ISIS. Si, l’Afghanistan perché tutti hanno in mente la disastrosa fuga da Kabul sotto la presidenza Biden, ma nessuno ricorda che l’accordo con i talebani lo aveva fatto Trump. Lui aveva tradito gli afghani, non Biden. E dei curdi siriani ne vogliamo parlare? Fu Trump a venderli a Erdogan dopo che i curdi avevano sconfitto l’ISIS in Siria e in Iraq. I curdi, non Hezbollah, gli americani o altri. Quindi Donald Trump sembra avere l’abitudine conclamata di vendere gli amici/alleati.
Ora qualche domanda dovremmo porcela, per esempio, chi sarà il prossimo ad essere venduto a qualche canaglia?
In pole position vedo Israele. Trump non vuole un conflitto aperto tra Gerusalemme e Teheran quindi cercherà un accordo con gli Ayatollah che all’apparenza rallenti il loro programma nucleare. Così Israele non bombarderà le centrali e l’Iran potrà in breve tempo diventare una potenza nucleare. Con tanti saluti allo Stato Ebraico. Se verrò smentito chiederò pubblicamente scusa.
Ha già costretto Netanyahu a un cessate il fuoco che ha riportato a casa alcuni ostaggi, probabilmente gli ultimi ancora in vita, ma ha sancito la sopravvivenza di Hamas.
Durante l’ultimo scambio di ostaggi le telecamere indugiavano su un gruppo di terroristi mascherati in posa davanti a uno striscione in lingua ebraica chiaramente visibile dietro di loro, sovrapposto al volto del primo ministro israeliano sul quale c’era scritto «vittoria totale», una presa in giro alla dichiarazione più volte fatta da Netanyahu riguardo all’obiettivo della guerra. Tutto questo grazie alla tregua imposta a Israele da uno che crede di poter fare di Gaza una Montecarlo del Medio Oriente.
Un’altra domanda se la deve porre l’Europa. Ieri il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, in occasione di una riunione della NATO a Bruxelles, ha detto con chiarezza che l’Europa se la deve cavare da sola per la propria difesa ed eventualmente per quella dell’Ucraina. Gli USA garantiranno solo l’ombrello atomico. Non sarà arrivato il momento di pensare ad una forma di difesa comune e di finanziarla come si deve fuori dai vincoli di bilancio? Questo è il momento, prima che Putin si riprenda.
