Editoriali

Renzi, UNESCO, Israele e il nodo arabo. Il vero punto delle parole del Premier

 

Renzi ieri si è finalmente pronunciato sulla vergognosa risoluzione dell’UNESCO che nega qualsiasi collegamento tra la religione ebraica e il Monte del Tempio, il Muro del Pianto e gli altri luoghi sacri all’ebraismo e al cristianesimo. E’ vero, l’intervento del Premier italiano arriva con colpevole ritardo ma introduce finalmente una problematica che da decenni affligge l’ONU e le altre organizzazioni internazionali, quello della accondiscendenza incondizionata ai desiderata e ai ricatti arabi, una sorta di “lodo Moro” internazionalizzato.

Dopo aver definito “allucinante” la risoluzione UNESCO Renzi va finalmente a toccare il punto saliente quando afferma che «non si può continuare con queste mozioni, una volta all’ONU una volta all’UNESCO, finalizzate ad attaccare Israele». Renzi finalmente, almeno a parole, non si limita solo a una specifica risoluzione ma cita un sistema che da decenni punta a delegittimare Israele e la sua storia, un sistema fatto di ricatti e di minacce all’occidente da parte dei vari Paesi arabi. Non solo, finalmente si ammette che all’ONU esiste un serio problema di antisemitismo e di odio anti-israeliano che va avanti da decenni in ogni sede e che abusa della supposta autorevolezza delle Nazioni Unite per attaccare uno Stato, Israele, che oltre a essere l’unica democrazia in Medio Oriente è l’unico vero baluardo all’espansionismo islamico che punta dichiaratamente a conquistare l’occidente. L’ONU come una vera e propria arma non convenzionale da usare laddove le armi e gli eserciti arabi non sono riusciti.

Non è quindi il logico stupore per una risoluzione che se non fosse vergognosa sarebbe comica a dover fare notizia, ma è il chiaro riferimento al sistema ONU completamente succube degli arabi e dell’islamismo. Questo è il punto veramente importante nelle dichiarazioni di Renzi.

Ora chiaramente alle parole si devono far seguire i fatti, non solo in sede UNESCO ma in ogni organismo legato alle Nazioni Unite a partire dalla UNRWA fino alla Commissione dei Diritti Umani ormai completamente in mano ai peggiori violatori dei Diritti Umani del mondo.

Rights Reporter non si interessa di politica italiana né appoggia l’uno o l’altro, vorremmo però che tutta la politica italiana a prescindere dal colore si impegnasse ad affrontare il nodo arabo e a combattere l’evidentissimo utilizzo dell’ONU come arma non convenzionale in configurazione anti-israeliana e antisemita e che le dichiarazioni di Renzi venissero condivise da tutti senza strumentalizzazioni interne. Finalmente qualcuno ha il coraggio di toccare il nodo arabo, ora bisogna passare dalle parole ai fatti.

Scritto da Antonio M. Suarez

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3 Comments

  1. Ciao e Shabat Shalom.

    Condivido soprattutto il passaggio che dice “ORA ALLE PAROLE (Renzi) deve far seguire i
    FATTI) ………………..cosa che dubito fortemente.

  2. “Staremo a vedere, disse il Maestro Zen all’allievo” (battuta di Seymor Hoffman a Tom Hanks, nel film “La guerra di Charlie Wilson”. Così è per Renzi se alle parole seguiranno i fatti. Come detto altre volte, il Premier non è ostile ad Israele ma è proprio dentro il suo governo che deve allontare il virus antisemita e antisionista, che lo porta a tentennare e magari pensando ad Israele dire “vorrei ma non posso”, per poi tardivamente fare ammenda. Comunque sono daccordo con l’articolo circa il punto fondamentale espresso da Renzi circa il dominio arabo mussulmano su Onu e propaggini derivate volte sempre di più verso una deriva pericolosa antisemita e antisionista. Shabbat Shalom

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