Società e cronaca

Rudolph Giuliani nei guai: lavora(va) per la Turchia (e l’Iran)

Lug 1, 2021

Rudolph Giuliani nei guai: lavora(va) per la Turchia (e l’Iran)

L’avvocato dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nonché ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, è accusato di aver cercato di far deportare in Turchia il principale nemico di Erdogan, il religioso Fethullah Gulen.

Secondo l’accusa Giuliani ha cercato di persuadere Trump (senza riuscirci) a estradare Gulen, capo del movimento che Erdogan sostiene abbia cercato di rovesciarlo nel fallito colpo di stato del luglio 2016, senza però dichiarare che stava lavorando per una potenza straniera, cosa giustamente proibita negli USA.

Ma non è questo il fatto più grave di cui è accusato Giuliani. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nel 2017 avrebbe cercato di convincere sempre il Presidente Trump (anche questa volta senza riuscirvi) a far cadere le accuse contro Reza Zarrab, un commerciante d’oro iraniano-turco accusato di aver aiutato una banca turca di proprietà dello Stato a incanalare 10 miliardi di dollari in Iran a dispetto delle sanzioni statunitensi.

Reza Zarrab il giorno del processo

Zarrab in seguito si dichiarò colpevole di aver evaso le sanzioni e coinvolse direttamente Erdogan nello schema.

Dopo un patteggiamento, Zarrab ha testimoniato al processo contro Mehmet Hakan Atilla della banca statale turca Halkbank, ammettendo aver pagato oltre 50 milioni di dollari in tangenti all’ex ministro dell’economia turco per agevolare il piano di smantellamento delle sanzioni all’Iran.

Infine Giuliani è accusato, ancora una volta senza registrarsi come agente straniero, di aver esercitato pressioni su Trump per conto degli oligarchi ucraini ed è anche sospettato di collaborare con gruppi di interesse ucraini per trovare materiale incriminante su Beau Biden, figlio dell’allora candidato presidenziale Joe Biden, che aveva avuto rapporti d’affari in quel paese.

Giuliani, che non aveva denunciato la sua attività di influenza in atti pubblici, ha negato di aver esercitato pressioni per conto di interessi stranieri.

Lo scorso aprile agenti dell’FBI hanno fatto irruzione nella casa di Giuliani e, insolitamente, nei suoi uffici legali e hanno sequestrato telefoni e computer.

Vive per lavoro tra Bruxelles e Strasburgo. Odia Facebook e tutti i social, ma li ritiene un male necessario. Sostenitrice di Trump e Netanyahu è sicura che li rimpiangeremo molto presto