Il Comando Operativo Sud dell’Ucraina ha reso noto questa mattina che l’esercito russo ha attaccato due rimorchiatori civili nel Mar Nero, entrambi impegnati nel trasporto di una chiatta contenente grano.

Gli attacchi arrivano dopo che il Cremlino ha rinnegato l’accordo sul grano negoziato dalle Nazioni Unite ed entrato in vigore ad agosto, contribuendo a prevenire la carenza di cibo in Medio Oriente e in Africa.

Secondo l’esercito ucraino, due persone sono morte negli attacchi e un altro ferito è stato salvato da uno dei rimorchiatori. Un quarto membro dell’equipaggio del rimorchiatore rimane disperso.

«Le forze russe continuano i loro attacchi alle infrastrutture portuali sul fronte di Ochakiv», ha dichiarato l’esercito ucraino in un comunicato online. «A seguito di un attacco a due rimorchiatori civili portuali che erano impegnati nel trasporto di chiatte per il grano, è scoppiato un incendio e si è perso il controllo delle imbarcazioni. Due membri dell’equipaggio sono stati uccisi, un altro è stato salvato con ferite, la sorte di un altro è sconosciuta» ha riferito l’esercito ucraino.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, oggi ha dichiarato ai giornalisti che continuare ad applicare l’accordo sul grano senza il sostegno del Cremlino sarebbe “pericoloso” e ha dato la colpa del fallimento del piano all’Ucraina.

Rifiutandosi di garantire la sicurezza delle navi da grano, la Russia ha di fatto annunciato che i suoi militari considerano le navi civili alla stregua di obiettivi militari legittimi, il che è chiaramente un crimine internazionale.

Ciò significa che il futuro delle partenze delle navi di grano dai porti ucraini sul Mar Nero è ora incerto, con milioni di tonnellate di grano ancora in attesa di lasciare il Paese. Secondo il Centro di coordinamento congiunto istituito per supervisionare l’accordo, lunedì 12 navi avrebbero dovuto lasciare i porti e quattro sarebbero dovute rientrarvi.

La Russia si è ritirata dall’accordo in seguito agli attacchi dei droni ucraini alla flotta russa del Mar Nero, una mossa descritta dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden come “oltraggiosa”.

La Russia ha ripreso il blocco dei porti ucraini, ma potrebbe non avere più la forza navale necessaria per farlo rispettare.

Dopo l’affondamento della nave ammiraglia Moskva all’inizio di quest’anno, la Russia ha schierato nella regione una nuova nave ammiraglia, la Makarov, che secondo alcuni analisti potrebbe essere stata gravemente danneggiata dagli attacchi dei droni ucraini avvenuti sabato.

Nel frattempo il gruppo navale della Flotta russa del Mar Nero, composto da 8 navi e imbarcazioni, tra cui due in grado di lanciare missili da crociera, continua a nascondersi dietro Capo Tarkhankut, considerato dai russi “zona di sicurezza” dai missili ucraini, comunque pronti a colpire le nav se dovessero muoversi.

Nuovo attacco ucraino in Russia?

Nella notte del 31 ottobre diverse esplosioni hanno scosso la base aerea Veretye nell’Oblast di Pskov, nella Federazione Russa. Secondo testimoni due elicotteri Ka-52 sono stati completamente distrutti e altri due gravemente danneggiati, dati confermati dall’intelligence della Difesa ucraina. I russi pensano a sabotatori “non locali” è hanno dato il via a un colossale caccia all’uomo.