Se a fare politica sono comici e cantanti

17 Febbraio 2012

Il quadro esatto di quello che è l’attuale politica italiana lo abbiamo visto l’altra sera al Festival di Sanremo quando Adriano Celentano ci ha bombardati con le sue invettive. Per carità, ha detto anche cose giuste, ma che debba essere un cantante settantenne a dirle scatenando un vero e proprio putiferio, lascia alquanto basiti.

Sembrava Beppe Grillo il molleggiato. E’ già, ci vogliono un comico di serie B e un cantante in declino per fare politica oggi in Italia e il bello (o il brutto) è che ci riescono pure.

Certo che è molto meno comico Beppe Grillo di quelli che in Parlamento hanno votato che Ruby Rubacuori era la nipote di Mubarak, o è molto meno ridicolo Celentano di certe idee leghiste come quella dei ministeri al nord. Di sicuro in questo momento sono più attendibili un comico e un cantante che i politici che solo poche settimane fa hanno salvato dall’arresto Cosentino o che siedono al fianco di Dell’Utri.

Questa è l’Italia signori, il Paese dei balocchi dove a fare politica sono un comico e un cantante. L’America ha avuto un attore come Presidente ed è stato uno dei momenti più positivi per gli USA. Chissà che anche per noi non ci sia qualche speranza.

Bianca B.

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