| 

Solo il grande ego di Trump può salvare il regime iraniano

Trump con sullo sfondo la cartina dell'Iran e del regime iraniano

A questo punto, dopo aver addirittura preso le distanze dall’attacco israeliano al regime iraniano, l’unico che può salvare gli Ayatollah è Donald Trump, ferito nell’orgoglio dall’azione israeliana adesso vorrebbe tornare al tavolo delle trattative per strappare un accordo all’Iran invece di aiutare Israele ad affondare il sanguinario regime islamico iraniano.

Basterebbero un aereo e una bomba per distruggere definitivamente il sito di Fordow e con esso la totalità del programma nucleare iraniano, ma Trump non lo fa perché a qual punto non ci sarebbe più nulla da trattare e non potrebbe mostrare al popolo MAGA quanto è bravo a strappare accordi con il culo degli altri.

È francamente incommentabile quello che sta facendo Trump. È riuscito persino a insinuare il dubbio che lui fosse d’accordo con Netanyahu sull’attacco all’Iran, o meglio, c’è riuscito con il popolo MAGA perché chiunque abbia ancora un po’ di senno o non sia un’analfabeta funzionale capisce benissimo che il Presidente Trump ha dovuto semplicemente ingoiare il rospo e che non può nemmeno ricattare Netanyahu con la minaccia di tagliargli gli aiuti militari.

Netanyahu ha chinato il capo fin troppe volte rischiando di vanificare tutte le vittorie militari ottenute sul campo. Adesso non può chinare il capo nuovamente, non prima di aver abbattuto l’ultimo grande nemico di Israele, il regime iraniano.

Per il dopo? Questa volta Netanyahu avrebbe pensato anche a come sostituire gli Ayatollah senza lasciare il paese in balia di chissà chi. Secondo fonti israeliane di solito ben informate e sentite direttamente dal sottoscritto, il piano di Netanyahu sarebbe quello di fare in modo che a prendere il potere senza il controllo dell’IRGC sia il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, notoriamente riformista e non inviso né ai conservatori né ai riformisti.

Ma ci sono ancora alcuni punti da risolvere, tra i quali i due più importanti sono la centrale nucleare di Fordow, e qui servono gli americani, e l’IRGC, pratica in corso di risoluzione.

Una entrata a gamba tesa di Trump con l’imposizione di una trattativa con gli Ayatollah e quindi lo stop degli attacchi israeliani, vanificherebbe tutto, manderebbe letteralmente all’aria una delle operazioni militari e di intelligence più lunga e più micidiale della storia moderna (e pure antica).

Ieri sera il Presidente Trump ha lasciato il G7 affermando che deve «occuparsi di questioni molto importanti» lasciando intendere che vuole seguire direttamente i contatti con gli iraniani per capire se «vogliono trattare veramente».

Certo che gli iraniani vogliono trattare. Sono con l’acqua alla gola. O trattano o si dissolvono. Non è un caso che chiedano l’intervento del Presidente Trump per fermare Israele. Conoscono benissimo i punti deboli del Tycoon americano. Sanno che una bella pompata al suo ego può fare miracoli.

E adesso a tutti i MAGA boys che sono convinti che Trump sia dietro alle decisioni di Netanyahu, chiedo: perché non fornisce quel bombardiere B2 e quelle bombe GBU-57A/B MOP che in pochi minuti sbriciolerebbero il bunker di Fordow chiudendo per sempre il programma nucleare iraniano? Ve lo dico io: perché, come gli Ayatollah, non avrebbe più niente su cui trattare. E bravo Trump.

Articoli simili