Beppe Grillo e il network in stile iraniano

Come volevasi dimostrare Beppe Grillo, il comico che non fa più ridere (se mai ha fatto ridere) prestato alla politica, si è ben guardato dal rispondere alle 10 domande poste da Michele Di Salvo e alle domande poste da noi sui suoi legami con le reti disinformative iraniane IRIB (radio televisione iraniana) e ad ASI (Agenzia Stampa Italiana).

Appurato questo, ma non avevamo dubbi in merito, da una inchiesta di Secondo Protocollo è emerso un sistema iraniano per controllare il web che rimanda immancabilmente allo stesso sistema usato da Beppe Grillo e dalla Casaleggio descritto da Di Salvo in un altro articolo, cioè a quello della creazione massiccia di infiniti profili web, blog e siti accondiscendenti ma gestiti da una unica entità che intervengono su forum e blog ogni volta che si critica il Movimento Cinque Stelle. Il sistema iraniano è stato chiamato dagli Ayatollah Velayat Madaran (seguaci del leader) e immaginiamo che anche il sistema di Beppe Grillo abbia un nome del genere, magari suggerito dal suocero iraniano.

Come in Iran anche il metodo di Beppe Grillo usa lo specchietto per le allodole di una presunta libertà del web per poi controllare da remoto la rete stessa onde attaccare e sminuire gli avversari, sottrarsi al dibattito pubblico, creare notizie e informazioni ad hoc, inchieste, presunti attacchi alla magistratura e alla democrazia. In sostanza hanno trasformato una vera entità democratica qual’era la rete fino a poco tempo fa (e che si presume sia ancora) in un potentissimo mezzo di propaganda politica e antidemocratica. E’ un po’ quello che ha fatto Berlusconi con le sue TV.

E’ chiaro che non siamo di fronte a un reato o a qualcosa di illegale, quello che crediamo stia facendo Beppe Grillo è perfettamente legale, ma si scontra con quello che il comico genovese va blaterando da quando è sceso in politica, cioè la “democrazia partecipativa” e la “democrazia del web”. C’è ben poco di democratico in questo sistema, al contrario, come nel caso iraniano c’è la chiara volontà di controllare la rete da remoto al fine di incanalare i consensi attraverso la diffusione massiccia di notizie a proprio favore e di interventi sui siti ostili.

E così vorremmo porre una ulteriore domanda a Beppe Grillo che si va ad aggiungere alle nostre e a quelle di Michele Di Salvo: come ha chiamato il proprio network in stile iraniano?

Bianca B.

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