Gaza: tutta la verità su ricostruzione e alluvione

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Hamas sequestra la quasi totalità del materiale per la ricostruzione di Gaza allo scopo di costruire i tunnel del terrore. Lo ha detto ieri in una conferenza stampa il coordinatore per i rapporti con l’Autorità Nazionale Palestinese per la ricostruzione di Gaza, il Gen. Yoav Mordechai.

«Hamas è l’unico problema che si contrappone tra la ricostruzione di Gaza e l’attuale situazione» ha detto Mordechai ai giornalisti. «Ogni giorno entrano a Gaza 550 camion carichi di merci, alimentari, gas, tessuti e materiali edili. Ad oggi la Striscia di Gaza ha ricevuto 65.000 tonnellate di cemento oltre al materiale edile per la ricostruzione delle abitazioni per un totale di 45.000 abitanti. Nonostante questo grande sforzo nulla è stato fatto per ricostruire Gaza perché cemento e materiali edili vengono sequestrati da Hamas per la ricostruzione dei tunnel del terrore».

La disanima del Gen. Yoav Mordechai è tagliente e precisa soprattutto dopo le notizie inventate ad arte sulla alluvione della Striscia di Gaza che, secondo alcuni media palestinesi, sarebbe stata provocata dalla apertura di alcune dighe in Israele, dighe inesistenti come inesistente è la cosiddetta “Gaza Valley” essendo la Striscia di Gaza un territorio pianeggiante quasi al livello del mare. In realtà, oltre alle condizioni meteo del tutto eccezionali, gli allagamenti sono dovuti in gran parte proprio al fatto che Hamas impedisce qualsiasi ricostruzione e la costruzione delle essenziali infrastrutture. Il COGAT (Coordination of Government Activities in the Territories) rilascia giornalmente rapporti su quello che entra nella Striscia di Gaza e basta dare una veloce lettura a questi rapporti per comprendere come il problema non è la merce che non entra (ne entra sin troppa) ma il sistematico e mafioso depredamento della merce stessa da parte di Hamas. Oltretutto dai rapporti giornalieri del COGAT si evince con chiarezza che ogni giorno centinaia di palestinesi entrano da Gaza in Israele per essere curate nelle strutture israeliane o per attività commerciali, un fatto che troppo spesso gli odiatori evitano accuratamente di menzionare.

«Hamas tassa persino i materiali essenziali per la sussistenza della popolazione per cui molti abitanti di Gaza non possono accedervi perché non hanno il denaro necessario ad acquistare quei beni che la comunità internazionale dona gratuitamente e che Hamas invece fa pagare» ha detto ancora il Gen. Mordechai.

E ci tornano in mente le grida d’aiuto inascoltate della gente di Gaza alla comunità internazionale che invece di liberarli da Hamas ne diventano consapevolmente complici, oppure le denunce degli imprenditori di Gaza strangolati dai taglieggiamenti mafiosi di Hamas, anche quelle inascoltate. E pensare che ci sono giornalisti italiani che si dicono “amici dei palestinesi” che pur di difendere Hamas si inventano persino la notizia che Gaza sarebbe stata “deliberatamente allagata” da Israele. Più che pena fanno schifo.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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